La psicologia dei regali

(Milano)ore 11:19:00 del 08/04/2017 - Categoria: , Regali

La psicologia dei regali

Ci sono momenti in cui, per rendere concreti e visibili i propri sentimenti e i propri affetti si fa un regalo al proprio partner per manifestargli in modo tangibile il proprio amore.

Ci sono momenti in cui, per rendere concreti e visibili i propri sentimenti e i propri affetti si fa un regalo al proprio partner per manifestargli in modo tangibile il proprio amore. Ci sono ricorrenze come il compleanno o l'anniversario, o feste collettive, come Natale o San Valentino, in cui ci si scambiano doni non come semplice convenzione, ma a sottolineare l'intensità e il desiderio che unisce la coppia. Questo scambio reciproco rafforza i legami e contribuisce a creare quei momenti particolari che rimarranno impressi nella memoria. Gli oggetti regalati diverranno quindi anche ricordi che testimonieranno un percorso pieno di progetti di vita per la coppia.

Con una diversa intensità rispetto alla coppia, anche un regalo ai familiari o agli amici è sempre un gesto di condivisione di affetti, un voler lasciare una traccia visibile dei sentimenti che si provano nei confronti di queste persone. Fare un regalo è quindi dare una propria parte di sé all'altro, in cui il dono rappresenta quel frammento di cuore che si vuole condividere con la persona amata, con gli amici e con i familiari.

In teoria, l’atto di regalare dovrebbe presupporre l’intento di dare senza ricevere nulla in cambio. In questo modo, sembrerebbe un gesto fine a se stesso” - dice il Prof. Roberto Pani docente di Psicologia Clinica all’Università di Bologna. “Nella realtà, la faccenda è più complessa, perché attraverso il regalo si ottiene qualcosa in cambio: dal punto di vista psicologico i passaggi sono tanti, anche se ad un primo sguardo possono sfuggire. Chi fa un regalo infatti riceve innanzi tutto attenzione da parte dall’altro e poi gratitudine: questi due sentimenti rimandano un’immagine di altruismo che fa molto bene al donatore. Solo in un secondo momento subentra il passaggio vero e proprio dello scambio dei doni materiali. Ciò che è essenziale per la mente, è che regalare ‘fa ottenere e tornare indietro’ qualcosa in termini di positività e calore”.

“Penso che il senso più profondo di un regalo si riferisca all’emozione di sentirsi più uniti. Regalare è un’azione che idealmente comunica stima e affetto. Se fatta con autenticità può sostituire le parole”- prosegue Pani. “Inteso come mezzo di comunicazione, avvicina le persone. Se realmente pensato per il destinatario, il regalo ne interpreta il gusto e il desiderio, sin dal momento della scelta. Si tratta quasi di indovinare ciò che nell’altro è ancora inconscio, non ancora espresso o confessato in precedenza. Tuttavia spesso si considera solo l’aspetto consumistico del regalo, cioè l’acquisto. In questo contesto, il regalo assomiglia ad un rito. È un atto da ripetere più per dovere che per iniziativa personale. Si cerca qualcosa in fretta e non ci si identifica con il desiderio del destinatario, non ci si mette nei panni dell’altro pensando a cosa gli piacerebbe ricevere. Pertanto a volte si regala una cosa qualunque, senza calore, guardando più alla spesa per l’acquisto che all’atto affettuoso in sé. Pensiamo al Natale: la festività religiosa evoca senz’altro l’atmosfera di festa, ma se non si riceve o non si regala nulla, ci sembra di essere soli” – spiega il prof. Pani.

“Purtroppo il regalo non è sempre così romantico. Nella società dei consumi, il regalo può effettivamente equivalere a una mercanzia e lo scambio di regali può essere programmato per scopi materiali o peggio calcolato per vedere esaudite richieste specifice in futuro. In questo caso si tratta di un baratto che snatura l’essenza del regalo. Si chiama regalo, ma non è più un dono: ti do questo perché più o meno indirettamente tu mi darai questo altro. Sotto tale aspetto il regalo potrebbe evocare una forma primitiva mascherata di mercanzia. La natura umana in questo caso poggerebbe sul concetto di mercato e di contratto. Per evitare confusioni sul regalo o posizioni troppo nette che non giovano al benessere dato dal regalo stesso, credo che sia utile comprendere che sia il dono che il contratto siano entrambi espressioni umane che permettono di entrare in relazione con gli altri”.

Autore: Gregorio

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