La Dieta di Jackie Kennedy

(Firenze)ore 16:50:00 del 28/08/2017 - Categoria:

La Dieta di Jackie Kennedy

Donna di potere, first lady ammiratissima, primogenita di una famiglia dell’high society newyorkese, Jacqueline Lee Bouvier - poi Jacqueline Kennedy Onassis, per tutti Jackie - fu una delle icone indiscusse del Novecento e ben oltre.

Donna di potere, first lady ammiratissima, primogenita di una famiglia dell’high society newyorkese, Jacqueline Lee Bouvier - poi Jacqueline Kennedy Onassis, per tutti Jackie - fu una delle icone indiscusse del Novecento e ben oltre.

Dallo stile e classe innati, Jacqueline portò alla Casa Bianca buon gusto e fascino; gli stessi con cui ricoprì sempre un ruolo più che attivo – tra plausi e critiche – durante la presidenza del marito John Fitgerald Kennedy.HD

Trovatasi presto a convivere con i riflettori e i media, almeno nelle apparizioni pubbliche, Jackie fu caparbia nel difendere figli e famiglia da un’eccessiva invasione della stampa nei momenti privati scegliendo con saggezza la via della discrezione.

Tra segreti di stato e, appunto, riserbo personale, arriva solo ora dalle pagine di un libro di recente pubblicazione la notizia del rigoroso regime alimentare che Jackie seguiva. A raccontare i segreti della tavola dell’icona statunitense è Kathy McKeon, per tredici anni assistente personale della first lady.Correva l’anno 1964 e la McKeon aveva solo 19 anni quando fu assunta da Jacqueline, di cui divenne fidato braccio destro anche nella cura dei figli Caroline e John Jr. Guadagnatosi l’appellativo di Jackie’s girl, Kathy godette di un punto di vista assolutamente privilegiato per osservare vita pubblica e privata di una delle famiglie più influenti di sempre.In prima fila a tutti gli eventi di maggior lustro tra gli anni '60 e '70, la scrittrice era la fianco della Kennedy anche durante il corteggiamento serrato da parte dell’armatore Aristotele Onassis e in occasione della morte di Robert Kennedy.Immancabilmente, dalla sua datrice di lavoro, Kathy McKeon imparò molto più che un mestiere, traendo consigli di stile e di eleganza.

Tralasciando ogni interrogativo sul buon gusto di quella che, come avviene in questi casi, risulta essere per lo più un’operazione che profuma di marketing, tra gli aspetti più curiosi che vengono riferiti nel volume Jackie’s Girl: My Life with the Kennedy Family vi è di certo la dieta che la first lady rispettava (non sempre) per mantenere la sua linea invidiabile.Secondo la testimonianza dell’ex assistente personale, Jacqueline seguiva un regime alimentare ferreo e parecchio restrittivo che prevedeva un uovo sodo e del tè per colazione, formaggio a fiocchi e frutta a pranzo, petto di pollo con verdure al vapore o insalata la sera. Unico snack consentito nelle ventiquattr’ore, uno yogurt bianco.HD

Totale delle calorie? Secondo i calcoli del DailyMail sarebbero state circa600 Kcal al giorno, una quantità di gran lunga inferiore rispetto alle 2.000 di cui una donna moderatamente attiva e con la corporatura della Kennedy avrebbe necessitato.

HMcKeon racconta di aver sperimentato lei stessa le abitudini alimentari di Jackie quando, confidandosi proprio con Madame(così si faceva chiamare Jacqueline dai suoi dipendenti), si lamentò di essere aumentata di peso.

In quell’occasione fu proposto a Kathy lo stesso menù della sua celebre datrice di lavoro.

Vista la scarsità di nutrienti ingeriti, non stupisce ciò che l’autrice racconta nelle sue pagine, ricordando come Jacqueline si introducesse spesso in cucina nel cuore della notte; e c’è un episodio in particolare che Kathy ricorda col sorriso:

Certe volte ci siamo imbattute l’una nell’altra nella dispensa durante la notte. Non accendeva la luce perché non voleva che sapessero fosse lì! [Una volta, madame] stava mangiando del gelato direttamente dalla vaschetta con un cucchiaio grande: non un cucchiaino da te ma proprio un cucchiaio da minestra!  Fu un momento molto divertente.

D’altra parte, la first lady era sempre ben attenta a mangiucchiare qualcosa ogni volta che aveva per le mani un cocktail, quasi fosse la vera ideatrice del nostro happy hour. Rigore e qualche sgarro erano, dunque, il pane quotidiano dell’icona newyorkese che ebbe per il peso una mai celata ossessione.

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Autore: Luca

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