Journey to the Savage Planet: recensione

(Genova)ore 11:49:00 del 29/03/2019 - Categoria: , Videogames

Journey to the Savage Planet: recensione

Una prospettiva che sembra tanto lontana quanto vicina per l’uomo del terzo millennio, che assume un sapore divertente se la si vive con lo stile goliardico che abbiamo trovato fin dal primo trailer in Journey to the Savage Planet.

 

Anche l’ultima chance per la Terra è andata perduta. C’è bisogno di trovare un nuovo pianeta per l’umanità. Una prospettiva che sembra tanto lontana quanto vicina per l’uomo del terzo millennio, che assume un sapore divertente se la si vive con lo stile goliardico che abbiamo trovato fin dal primo trailer in Journey to the Savage Planet.

Si parte per un viaggio folle sul pianeta inesplorato, di nome AR-Y 26, ai margini dell’Universo per capire se potrà mai essere adatto alla vita. Il programma spaziale della Kindred Aerospace che ci porta in luoghi remoti e sperduti ha quel che di parodistico che non sa di nuovo, ma che inserito nel contesto di un gioco d’avventura esplorativo può avere qualcosa da dirci. Typhoon Studio è alla guida di questo progetto: un giovane team di veterani pronti a rimescolare le carte dell’esperienza per trovare un po’ di brio nell’attuale panorama videoludico. A dare fiducia al team in qualità di publisher troviamo l’italianissima 505, divisione di Digital Bros, che assieme a Control lancerà Journey to the Savage Planet su PS4, Xbox One e PC sullo store di Epic, in esclusiva per un anno, a inizio 2020.

Settimana scorsa abbiamo avuto modo di vedere una demo hands-off del gioco, con gli sviluppatori pronti a raccontarcelo con l’obiettivo di farci scoprire di più del titolo. Ed ecco le nostre prime impressioni sul gioco.

Molto di più della semplice esplorazione

Incastrare Journey to the Savage Planet in unico genere è molto difficile. Ci proveremo comunque. Immaginatevi un’avventura esplorativa con una decisa componente platform e una marcata vena action, che talvolta sfocia nello shooting. L’avanzamento è scandito da elementi narrativi che identificano le fasi progressive dell’esplorazione, che non è dunque fine a se stessa, come invece in altri esponenti del genere esplorativo ci hanno abituato. L’avanzamento nella storia, oltre che nell’evoluzione del gameplay, è definito da strumentazioni e gadget, che consentono di risolvere gli enigmi proposti, andandosi a sbloccare in sequenza secondo le regole non scritte dei metroidvania. Il tutto viene vissuto dal giocatore in prima persona.

Journey to the Savage Planet sarà un'esperienza piuttosto compatta, e nell'arco delle 10-12 ore necessarie a portarlo a termine si avrà modo di attraversare biomi molto diversi. La demo partiva da un ambiente innevato, per poi passare in un attimo all'interno di una giungla, esplorare le profondità di un lago e infine di una caverna con fiumi di lava. Numerose dovrebbero essere anche le aree segrete del tutto facoltative, nelle quali si nascondono upgrade per il proprio alter ego (che ne aumentano magari la stamina, la velocità o la salute) oppure artefatti che raccontano la storia del pianeta e della civiltà che lo ha abitato. A sorprenderci è stata però la varietà e l'originalità delle creature che abitano il pianeta. Un esempio è una sorta di piccolo rettile che corre in giro urlando come un matto: se si prova a zittirlo con un colpo di blaster questo si moltiplica, creando nuovi piccoli mostri urlanti. Un vero incubo.

C'è una pianta con un occhio (già...) che funge da telecamera di sorveglianza, e se individua il giocatore gli lancia una pioggia di devastanti semi esplosivi. Nel repertorio non mancano creature mansuete - che possono essere coccolate, prese a calci o utilizzate per risolvere piccoli enigmi - oppure bestie pericolose pronte a caricare il giocatore e che vanno messe K.O. con gli strumenti a propria disposizione. A tal proposito, si potrà contare su un repertorio di armi (molte delle quali con una seconda modalità di fuoco) e gadget di diverso tipo: da granate organiche a "semi" (in realtà sono caccole di animali alieni) che creano piattaforme su cui rimbalzare, fino ad arrivare a una scatoletta di cibo in scatola che può curare il giocatore o attirare l'attenzione degli animali. Il tutto caratterizzato quella irresistibile vena comica che accompagnerà chi gioca dall'inizio alla fine del viaggio.

In uscita entro l'inizio del 2020 su console e PC (in esclusiva su Epic Game Store), Journey to the Savage Planet si preannuncia come un'esperienza non troppo lunga e ambiziosa, ma con tantissima personalità. La caratterizzazione delle creature e la densità di ambientazioni e contenuti bilanciano uno stile visivo non troppo originale, ma se il mondo di gioco riuscirà a sorprendere e divertire per tutta la durata del viaggio, allora questa buffa avventura esplorativa potrebbe rivelarsi "la quarta migliore sorpresa della prossima primavera".

 

Autore: Carmine

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