Jobs Act: a cosa è servito veramente?

(Torino)ore 17:31:00 del 01/03/2017 - Categoria: , Denunce, Lavoro

Jobs Act: a cosa è servito veramente?

Ovvio se uno ci tiene a mantenere il posto di lavoro e' meglio evitare i giorni di malattia, perdere la fiducia del manager equivale a mettere a rischio la propria posizione lavorativa.

Ammalarsi e prendersi uno o qualche giorno di malattia e' un diritto non un privilegio. IN UK si ha diritto di rimanere malati per un massimo di 7giorni consecutivi, compresi giorni non lavorativi, senza presentare certificato medico ma eventualmente un self-declaration. Ovvio se uno ci tiene a mantenere il posto di lavoro e' meglio evitare i giorni di malattia, perdere la fiducia del manager equivale a mettere a rischio la propria posizione lavorativa. Un motivo per licenziarti, se l'azienda lo vuole lo trova. In un anno in media non si dovrebbero superare i 12 giorni di malattia come tetto massimo dettato dal buon senso a meno che uno non stia veramente male.

Per individuare e perseguire i fannulloni truffatori gli strumenti nel nostro paese ci sono, basterebbe usarli meglio (es. i controlli medici previsti dalla legge, ecc.). Alzare l'asticella di un inverosimile e generalizzato scarso rendimento ad ogni costo, a prescindere da ogni circostanza, ma semplicemente ad libitum, non penso possa risultare la pretesa panacea dei "reali" problemi del lavoro!

Attenzione, la certezza del diritto deve esistere, di questo passo vedremo annullate tutte le garanzie dei lavoratori e delle lavoratrici. Già tanti "giri di vite" stanno, di fatto, riducendo le tutele del cittadino, facendogli credere che certi provvedimenti siano giustificati dalla necessità di contenere gli abusi; forse val la pena di ricordare che le eccezioni sollevate in via legale, con il tempo, possono diventare norme.se un lavoratore sia ammalato, abbia tutto il diritto di starsene a casa e salvaguardare il suo posto di lavoro.Il datore di lavoro non deve avere nessuna possibilità di licenziarlo.

Con la stessa decisione, uno deve darsi per ammalato solo quando effettivamente non può lavorare.

Purtroppo questo succede solo in mondo ideale che non è il nostro.

Lo sappiamo benissimo che non è così, false malattie fatte da medici compiacenti sono diffusissime.

La cosa che più fa arrabbiare è che in questi casi chi ci rimette è sempre il più debole, cioè il vero ammalato, a discapito del "furbetto" . Che fare a questo punto? Lasciare in mano la decisione ad un giudice sperando che sia illuminato nelle sue scelte.

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Autore: Luca

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