Jobs Act: a cosa è servito veramente?

(Roma)ore 19:20:00 del 02/12/2016 - Categoria: , Denunce, Lavoro, Politica

Jobs Act: a cosa è servito veramente?

Con la pratica abolizione dell’articolo 18 dello Statuto, i lavoratori sono ormai privi di difesa contro ogni tipo di sopraffazione.

Con la pratica abolizione dell’articolo 18 dello Statuto, i lavoratori sono ormai privi di difesa contro ogni tipo di sopraffazione.

Operazione costosissima: 8.000 euro l’anno per tre anni vuol dire 24.000 euro di decontribuzione a contratto.

La speranza è che venga raggiunto il quorum ai referendum CGIL: nel caso che meno della metà degli aventi diritto al voto andasse alle urne significherebbe che a conti fatti agli italiani dei diritti dei lavoratori non importa un granché, quindi meriterebbero di vivere in condizioni di sfruttamento, sottopagati e senza nessuna tutela. Come diceva Montanelli a volte la schiavitù non è un’imposizione del padrone ma una scelta del servo.

Ecco perché sono cresciuti i contratti senza articolo 18. L’unica condizione era che il lavoratore da assumere non avesse già avuto un contratto di lavoro a tempo indeterminato negli ultimi sei mesi precedenti, perché altrimenti tutti sarebbero ricorsi a licenziamenti, immediatamente seguiti dalle assunzioni con l’incentivo.

Con i referendum della Cgil. Che, se passassero, cancellerebbero le tutele crescenti e abolirebbero i voucher, reintroducendo i limiti di responsabilità nella catena degli appalti. Dobbiamo sfruttrare questa occasione e farne un uso positivo per eliminare l’inferno che si è creato in Italia: via articolo 18, contratti a termine senza causale, licenziamenti e voucher. Peggio di così…

Il Jobs Act? E’ la peggior legge varata nel dopoguerra, tale da provocare un salto indietro di cinquant’anni. Consiste in una sistematica distruzione dei diritti che assicuravano dignità ai lavoratori italiani.

Piergiovanni AllevaPraticamente abbiamo regalato 10 miliardi agli evasori.

Autore: Samuele

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