ITALEXIT: cosa succede se torniamo alla lira?

(Roma)ore 19:33:00 del 16/07/2016 - Categoria: Economia

ITALEXIT: cosa succede se torniamo alla lira?

C’ è tutto un mondo oltre i bastioni fissati da Bruxelles. E un mondo che cresce a ritmi buoni o eccellenti, come provano l’ ottimo andamento dell’ export (che per l’ Italia rappresenta, e ha rappresentato, la vera ciambella di salvataggio per aziende e b

Gli svedesi sono forse un filino più pragmatici degli inglesi. Dopo il referendum inglese ora il partito antieuro sta crescendo. Al 36% degli svedesi piacerebbe seguire l’ esempio dei britannici, mentre rimarrebbe contrario il 32%. Nell’ incertezza si tengono stretti la buon vecchia corona e continuano a gestire come preferiscono la propria politica monetaria: giusto ieri pomeriggio la banca centrale svedese – la Riksbank – «ha deciso di confermare il repo rate (tasso d’ interesse a cui prewsta il denaro alle banche, ndr), a -0,5%, in linea con le attese del mercato». Significativo il comunicato: l’ istituto centrale scandinavo rimarca come la politica «monetaria fortemente espansiva è necessaria per fornire sostegno continuo per l’ economia svedese e l’ aumento dell’ inflazione».

CLICCA MI PIACE PER SEGUIRCI SU FACEBOOK!

Previsioni da sfera magica a parte, c’ è da chiedersi come se la siano passata, e come se la stiano passando, quelli che l’ euro non lo hanno voluto: o per scelta o per antiche idiosincrasie valutarie. E poi non c’ è solo l’ Europa dell’ euro con cui fare un confronto. C’ è tutto un mondo oltre i bastioni fissati da Bruxelles. E un mondo che cresce a ritmi buoni o eccellenti, come provano l’ ottimo andamento dell’ export (che per l’ Italia rappresenta, e ha rappresentato, la vera ciambella di salvataggio per aziende e bilancia commerciale). Lontano dall’ Europa – mentre noi ci turbiamo per uno zerovirgola – c’ è tutto un mondo che cresce: dagli Stati Uniti all’ Asia, da Israele al Canada.

Basta andare a vedere i dati relativi al Pil dei Paesi che non hanno l’ euro (perché non lo hanno adottato o perché hanno altra valuta), per rendersi conto che la crisi insiste come la fantozziana nuvola della sfortuna. Alle porte d’ Europa (un po’ dentro e un po’ fuori), c’ è giusto la Svezia che è forse il “laboratorio economico” di come si possa stare dentro l’ Europa senza Schengen (la libera circolazione è stata “sospesa” a gennaio scorso), e senza adottarne la valuta (continua a battere la Krona, corona).

Insomma, Stoccolma non ci pensa minimamente a delegare alla Bce. Visto che agendo su queste leve può fare la differenza (aiutare la competitività, incoraggiare il costo della vita). A scorrere i dati dell’ Ocse, della Banca mondiale, e pure dell’ Unione europea, salta fuori che tra il 1995 e il 2015 (World Bank Report rilanciati dal sito termometropolitico. it), i Paesi che sono cresciuti maggiormente sono proprio quelli senza l’ euro. E la Svezia (crescita del Pil nel ventennio: 41,7%), mette a segno un record secondo solo a quello dall’ Australia (42,5%), e sfiorato da Israele (38,3%). Se non dovessero piacere le statistiche della Banca Mondiale perché troppo vicina a Washington, ci si può sempre affidare agli esperti di Bruxelles. Proprio la Commissione Ue ha pubblicato, a febbraio, le previsioni di crescita per la Zona euro (2015/2017). Ma non solo. Ci sono pure le altre economie mondiali. Gli Stati Uniti – archiviata la crisi del 2008 – sembrano galoppare. Se nel 2015 il Pil Usa è cresciuto del 2,5%, nel 2016 dovrebbe balzare al 2,7%, per assestarsi al 2,6% nel 2017 (proiezioni Ue). Se si vuole allargare il raggio di analisi basta constatare che dal 2008 ad oggi il Canada ha messo a segno una crescita del 12% e gli Stati Uniti del 10%. Persino il Giappone è riuscito a vedere la crescita (+5%). L’ Europa è timidamente cresciuta, mentre noi siamo andati addirittura peggio. Oggi se in Europa c’ è chi si dibatte tra una crescita media dell’ 1,9% (dati ante-Brexit), Roma può solo sperare di restare intorno a 0,8/1,3%. Negli ultimi 20 anni il Belpaese è stato quello che è cresciuto meno (l’ 1,8%). Persino Grecia (13,5%), e Portogallo (19,1%), hanno fatto meglio. Per non parlare di Germania (28,7%), Francia (20,7%) e Spagna (23,9%).

Ormai è una polifonia: l’ uscita del Regno Unito dall’ Europa (l’ euro i britannici non lo hanno mai voluto), rallenterà ulteriormente la crescita – già modesta – del Vecchio Continente. Crescita modesta, a tratti asfittica (come in Italia), che rischia di mandare in soffitta tutti i sogni di ripresa e recupero. Per tornare ai livelli precisi gli statistici ipotizzano decenni. Ma c’ è anche chi si lancia in un ben poco augurante: “Nulla sarà più come prima”.

ITALEXIT: SENZA EURO VIVREMO MEGLIO, ECCO I NUMERI CHE LO PROVANO. ALLA FACCIA DEI GUFI EUROPEISTI!

Autore: Sasha

Notizie di oggi
La UE ci restituira' i NOSTRI soldi...condizione? SPENDERLI IN MIGRANTI!
La UE ci restituira' i NOSTRI soldi...condizione? SPENDERLI IN MIGRANTI!
(Roma)
-

Come abbiamo spesso ripetuto, i soldi della UE non esistono!
Come abbiamo spesso ripetuto, i soldi della UE non esistono! Sono soldi nostri,...

Mentre Lega e 5 stelle flirtano, la UE continua a MANGIARCI LE BANCHE
Mentre Lega e 5 stelle flirtano, la UE continua a MANGIARCI LE BANCHE
(Roma)
-

Complottisti si diventa, ma citando Totò io direi che “lo nacqui, modestamente” ed anche se la neolingua ha coniato questa stupida definizione dalle forti tinte negative – il complottismo – chi crede che i complotti non esistano o non ha mai studiato la s
Complottisti si diventa, ma citando Totò io direi che “lo nacqui, modestamente”...

Aumento disuguaglianze territoriali: CITTA' piu' ricche, intorno il DECLINO
Aumento disuguaglianze territoriali: CITTA' piu' ricche, intorno il DECLINO
(Roma)
-

L’aumento delle disuguaglianze è anche territoriale. E mentre le città diventano sempre più ricche, intorno è il declino. Un impoverimento che dilaga a macchia di leopardo, dal nord al Mezzogiorno
La vittoria di Donald Trump negli Stati Uniti, la Brexit benedetta dai cittadini...

Conviene investire in una PENSIONE DI SCORTA?
Conviene investire in una PENSIONE DI SCORTA?
(Roma)
-

La Commissione europea ha suonato il campanello di allarme circa un anno fa: la pensione è la prossima emergenza che i governi dell’unione dovranno fronteggiare
La Commissione europea ha suonato il campanello di allarme circa un anno fa: la...

Le (BUONE) conseguenze della BREXIT che non ti diranno mai!
Le (BUONE) conseguenze della BREXIT che non ti diranno mai!
(Roma)
-

All’indomani del risultato a sorpresa del referendum in Gran Bretagna, con cui nel giugno 2016 il Paese scelse di lasciare l’Unione Europea, le élite politiche e la stampa ufficiale si abbandonarono a una sorta di frenesia collettiva.
di Alexander Green, 20 aprile 2018 All’indomani del risultato a sorpresa del...



Giornale di Oggi | Contatti | Sitemap articoli

2013 Giornale di Oggi - Tutti i diritti riservati