Islanda vola senza EURO!

(Roma)ore 07:13:00 del 02/11/2016 - Categoria: Denunce, Economia, Esteri

Islanda vola senza EURO!

L'Islanda aveva dovuto far fronte anche a un gravissimo deprezzamento della sua moneta nazionale, la corona islandese, che aveva perso addirittura fino al 50 per cento del suo valore.

LA CRISI - Come è noto, l'Islanda è uno dei paesi ad aver sofferto maggiormente la devastante crisi economica del 2008, almeno durante i primi anni. Il piccolo paese situato nell'Oceano Atlantico settentrionale fu travolto da una pesantissima crisi finanziaria e bancaria dopo che le tre maggiori banche del paese dichiararono il default a causa di debiti pesantissimi, corrispondenti alla cifra monstre di 85 miliardi di dollari. L'Islanda aveva dovuto far fronte anche a un gravissimo deprezzamento della sua moneta nazionale, la corona islandese, che aveva perso addirittura fino al 50 per cento del suo valore. Insomma, una situazione davvero drammatica dalla quale sembrava proprio che l'Islanda non potesse uscire. Il governo e gli islandesi non avevano idea di come riuscire a dare una svolta.

E' passato poco piu' di un anno da quando l'Islanda ha rinunciato ad aderire all'Unione Europea ma se qualcuno pensa che i membri del governo islandese si siano pentiti di questa scelta si sbaglierebbe di grosso.

A tale proposito pochi giorni fa il primo ministro Sigmundur David Gunnlaugsson ha dichiarato che rimanere fuori dalla UE e' stata la migliore decisione presa dal governo perche' ha permesso di far riprendere l'economia velocemente.

"Se l'Islanda avesse aderito alla UE, adesso si ritroverebbe in una situazione simile a quella greca o irlandese con un'economia in profonda recessione e un paese sull'orlo della bancarotta" aggiunge Gunnlaugsson, il quale non fa mistero del fatto che essere rimasti fuori e' per lui un sospiro di sollievo.

Dopo essere cresciuto dell'1,9% l'anno scorso, quest'anno l'economia islandese dovrebbe avere una crescita del 3,5% e il debito pubblico che era dell'86% del Pil nel 2012 adesso e' sceso al 64% e dovrebbe presto raggiungere il livello di prima della crisi del 34%. Un risultato semplicemente fantascientifico anche per nazioni come la Germania, figuriamoci per l'Italia, il cui dato è prossimo al 132%, non al 34%.

Inoltre, grazie al fatto di avere una propria valuta, l'Islanda ha avuto piu' margini di manovra e la svalutazione della krona ha fatto aumentare il numero di turisti nel paese scandinavo.

Se questo non fosse abbastanza, l'Islanda e' stato anche l'unico paese al mondo che ha mandato in galera tutti i banchieri responsabili della crisi - cosa che in Italia perfino per la catastrofe MPS non è accaduto, strani "suicidi" a parte - e di recente ha anche offerto ai suoi cittadini il 5% della quota di una delle banche nazionalizzate durante la crisi degli anni scorsi a titolo di rimborso per le perdite subite da chi ne aveva acquistato le azioni.

Effettivamente cio' che e' accaduto in Islanda dovrebbe essere oggetto di studio in tutte le scuole d'Europa, ma cio' non avviene perche' alla nostra classe politica al governo conviene tenere il popolo ignorante, e non e' un caso che questa storia sia stata censurata dai giornali di regime italico.

Noi non ci stiamo e ci auguriamo che i nostri lettori imparino dall'Islanda e capiscano che bisogna uscire dall'euro e dalla UE al piu' presto possibile.

 

"Sono sicuro che se fossimo entrati nell'Unione Europea non saremmo usciti così in fretta dalla crisi". Parola e firma di Sigmundur Gunnlaugsson, il primo ministro dell'Islanda. Per Reykjavik la crisi è ormai solo un brutto ricordo e per il governo di centrodestra il merito è da ascrivere alla decisione di ritirare la domanda di adesione all'Ue, inoltrata dal precedente esecutivo di centrosinistra. In pochi anni Bruxelles da obiettivo a cui aspirare è diventata un esempio da evitare. Il caso islandese dimostra che la sopravvivenza, e la ripresa, è possibile anche stando da soli.

 

Autore: Luca

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