Io sò Carmela: il libro sulla storia di violenze subite dalla 12enne Carmela Cirella

TARANTO ore 16:08:00 del 21/06/2013 - Categoria: Cronaca, Editoria

Io sò Carmela: il libro sulla storia di violenze subite dalla 12enne Carmela Cirella

Io sò Carmela: il libro sulla storia di violenze subite dalla 12enne Carmela Cirella. La casa editrice BeccoGiallo ha deciso di pubblicare la graphic novel.

Le donne del Mfpr doMani saranno presenti al tribunale di via Marche angolo corso Italia alle 9.30, per partecipare al presidio "Con Carmela nel cuore!", dedicato a "ogni donna uccisa, stuprata, offesa: siamo tutte parte lesa", hanno scritto per promuovere l'iniziativa organizzata in coincidenza con la penultima udienza al processo. "Verranno sentiti gli stupratori - hanno spiegato in una nota - e in particolare quello che in un'udienza passata aveva fatto richiesta, poi respinta, affinché il processo non si tenesse più a Taranto, perché 'temeva per la sua incolumità' visti i presidi a ogni processo della nostra associazione. Domani - hanno annuciato- presenteremo inoltre l'importante mobilitazione nazionale del 6 luglio a Roma sull'appello 'Non si può continuare a far finta di niente, non si può continuare a non fare niente". Il padre di Carmela sarà lì, per presentare il libro/fumetto tratto dal diario di Carmela.

La travagliata storia di Carmela ha inizio con un primo tentativo di violenza, nel 2006. L'uomo sarebbe stato un marinaio: il caso però non era supportato da prove, ha detto la giustizia, che ha, quindi, chiuso e archiviato il fascicolo per due volte di seguito. Dopo quell’episodio però servizi sociali del Comune hanno preso in carico Carmela, che oltretutto aveva già un dossier aperto dato che la sua storia e quella della sua famiglia era piuttosto complessa. “Ho paura del dubbio perché ho visto Boogeyman” scrive la bambina. L’uomo nero. I servizi sociali la mandano in comunità da cui torna a casa nei weekend. “Continuo a piangere. Voglio morire. Non vedo l’ora di vedere i miei”. E' chiaro che Carmela non sta bene. In comunità, ma non solo. Proprio da casa sua, in un quartiere popolare di Taranto, scappa nel novembre del 2006. Per quattro giorni non si sa nulla di lei. Novantasei ore durante le quali Carmela viene stuprata per ben tre volte. Prima è la volta di un minorenne, che l’avrebbe poi consegnata a un 50enne che però oggi, a processo, nega tutto. Nega di averla violentata, come sostenuto invece dalla Procura. “Era nudo e diceva che voleva ballare”, ricorda la bambina nei suoi appunti. Carmela poi riesce a scappare e chiede aiuto a un suo compagno: “Volevo restare abbracciata a lui”. Invece l'ha costretta a un rapporto sessuale. Carmela scappa di nuovo  dove viene fermata da due ragazzi siciliani, di 26 e 27 anni., entrambi di Acireale e venditori ambulanti di statue. È proprio sul loro camper, vicino a una Venere di gesso, che abusano contemporaneamente (abuserebbero: anche loro sono a processo, in attesa di giudizio) di Carmela. Dopo questa ennesima violenza, Carmela riesce a tornare a casa in condizioni pietose. Al pronto soccorso capiscono tutto e gli psicologi si ocupano del resto riportandola in comunità.

La brutta storia di Carmela che lei stessa ha riportato nel suo diario segreto oltre ad essere prova a processo, adesso, è anche libro.  Le pagine scritte a mano da Carmela, recuperate dal padre e depositate agli atti contengono sfoghi, ma anche circostanze, nomi e cognomi. "Ho cominciato un diario, l'ho chiamato la storia più brutta della mia vita", inizia così il tour nell'orrore di questa bambina. La storia di Carmela ha trovato una sua casa, fatta di disegni e colori pastello: Alessia Di Giovanni e Monica Barengo (edizioni BeccoGiallo) hanno illustrato e raccontato quel diario dell'orrore, come a volerlo esorcizzare. La loro graphic novel si chiama "Io sò Carmela", frase che la bambina scriveva ovunque. E parlando di uno di "quelli che mi hanno svuotato", scriveva: "Mi diceva sempre che ero bella. È bello quando ti dicono che sei bella. Ti senti di essere qualcosa. Invece non sei niente".

Una nuova udienza per i 3 stupratori maggiorenni, davanti alla famiglia e alle associazioni che ricordano Carmela Cirella. Carmela aveva 12 anni quando venne stuprata più volte da 5 persone diverse. Carmela, non creduta, venne poi affidata ai servizi sociali e si suicidò il 15 aprile del 2007, buttandosi dal balcone dell’abitazione di amici di famiglia, a Taranto. Domani, 21 giugno riprende il processo per i 3 imputati adulti accusati dello stupro di Carmela. I due minorenni, all’epoca dei fatti, hanno avuto la messa in prova. In sostanza è come se il tribunale avesse detto loro: “Non lo fate più”. A difenderla è soprattutto il compagno della madre, che l’ha cresciuta, in prima linea insieme alle "compagne del Mfpr", Movimento femminista proletario rivoluzionario, nel chiedere giustizia per la giovane.

Autore: Samuele

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