Intolleranze alimentari, guida passo passo

(Napoli)ore 10:22:00 del 24/03/2017 - Categoria: , Guide, Salute

Intolleranze alimentari, guida passo passo

Semplificare i pasti: introdurre da 2 a non più di 4 elementi contemporaneamente, e soprattutto utilizzare solo uno o due di quelli che si sospetta possano essere dannosi;

Ci sono alcuni cibi che quando li mangiamo ci fanno stare male, ma non tanto da poterli identificare chiaramente. Stanchezza, gonfiore, pesantezza sono i sintomi più leggeri, ma nel tempo possono sfociare manifestazioni più gravi come capogiri, nausea, mancanza di lucidità, dermatiti, sovrappeso, tachicardia e danneggiamento e affaticamento di tutto il sistema digerente con conseguenze vaste su tutto l’organismo.

Nell’articolo Perché spesso siamo intolleranti a quello che ci piace di più? ho discusso di quali sono le cause dell’intolleranza alimentare e del perché riguardi quasi sempre i nostri piatti preferiti.

Esistono moltissimi metodi, più o meno riconosciuti dalla medicina ufficiale, per scoprire i cibi a cui siamo intolleranti. Quello che spiego di seguito, ispirandomi al Dottor Mozzi, è un metodo che ti permette ascoltando il tuo corpo di comprendere cosa gli fa male.

Semplificare i pasti: introdurre da 2 a non più di 4 elementi contemporaneamente, e soprattutto utilizzare solo uno o due di quelli che si sospetta possano essere dannosi;

Annotare in un diario tutto ciò che si mangia durante la giornata e metterlo in relazione con ciò che si manifesta nell’organismo: è importante annotare anche a che ora si manifestano eventuali reazioni;

Sospendere l’alimento ritenuto dannoso per qualche giorno (da 7 a 10 giorni) e poi reintrodurlo in modo da poter stabilire un chiaro collegamento tra cibo e sintomatologia;

Per chi si trova in una situazione di salute critica è fondamentale ridurre drasticamente il numero di alimenti consumati ad ogni pasto (da 1 a 3 al massimo): solo così sarà più facile individuare ciò che provoca i disturbi.

ALCUNI SINTOMI DI INTOLLERANZA

pruriti

arrossamenti

pallore del viso e delle mani

sudorazione

sensazione di freddo o di caldo

estremità fredde

secchezza degli occhi

tremolio delle palpebre

formazione di muco

naso chiuso

starnuti e starnuti a raffica

sensazione di qualcosa che graffia alla gola

tosse

saliva schiumosa bianca

bruciori di stomaco

gonfiore

rossori alle labbra o attorno ad esse

afte

meteorismo e flatulenza

tic nervosi

tremolii delle mani o di altre parti del corpo

iperattività nei bambini

mancanza di concentrazione

stanchezza cronica

mancanza di energia e tendenza ad affaticarsi facilmente

nervosismo

tachicardia e palpitazioni

ansia

emicranie

cefalee

vertigini

REAZIONE PSICOLOGICA ALLA DISINTOSSICAZIONE

Dopo la sospensione dei cibi sospetti si possono manifestare depressione, irritabilità, insonnia, stitichezza o diarrea. Questi sintomi, temporanei, rivelano che ci si sta disintossicando: il corpo non rilascia più le endorfine a cui eravamo abituati perché ora il corpo sta bene e non subisce nessun attacco, ma a livello psicologico questo provoca una sorta di crisi di astinenza.

I CIBI PIU’ PROBABILI DI INTOLLERANZA

Vi consiglio di inserire solo uno dei seguenti cibi nel pasto perché questi sono quelli più comuni ad essere causa di intolleranza alimentare nella popolazione italiana. Se dopo il pasto avrete alcuni sintomi di quelli sopra descritti allora è probabile che quel cibo sia la causa.

Latte e formaggi (soprattutto vaccini)

glutine (frumento, farro, orzo, avena, kamut, segale)

pomodori

peperoncino

lieviti (pane, pizza, birra)

carne di maiale

cioccolato

vino bianco (spesso è dovuto alla grande presenza di residui chimici, che nel vino rosso sono meno presenti)

RIMEDI PER SFIAMMARE LA MUCOSA DELLO STOMACO

Acqua calda: bere un bicchiere di acqua molto calda, quasi bollente. Essa giunge nello stomaco e risolve i blocchi digestivi mettendo in moto tutti i processi della digestione, favorendo l’espulsione dei gas presenti nello stomaco.

Fichi secchi: masticarli bene e tenerli in bocca il più possibile.

Prugne secche: mettere in bocca e succhiare il nocciolo a lungo (anche più di un’ora).

Zeolite: minerale vulcanico molto utile in questi casi. un cucchiaino in mezzo bicchiere d’acqua.

Probioticicibi fermentati e germogliati aiutano a ripristinare la flora batterica.

Il nostro corpo sa la risposta, il nostro corpo parla in continuazione basta essere in ascolto. Non è facile all’inizio, ma la nostra vita cambierà in meglio, non solo per il cibo, eviteremo non solo cibi spiacevoli ma per tutto ciò con cui entriamo in relazione: sia una persona, una situazione, un oggetto, e  saremmo naturalmente attratti verso ciò che è più piacevole.

Da: QUI

Autore: Sasha

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