Intercettazioni: con la scusa della privacy MENO LOTTA AI CORROTTI

(Firenze)ore 13:46:00 del 08/11/2017 - Categoria: , Denunce, Politica

Intercettazioni: con la scusa della privacy MENO LOTTA AI CORROTTI

Processi più lunghi, più difficili e più lenti e meno libertà di stampa

Processi più lunghi, più difficili e più lenti e meno libertà di stampa. Il decreto sulle intercettazioni, approvato dal Consiglio dei ministri, raggiunge l’insolito risultato di mettere d’accordo, una volta tanto, accusa e difesa: il provvedimento è criticato sia dalla Anm che dall’Unione delle camere penali, ovvero il sindacato degli avvocati. Attese moltissimo dalla politica, le nuove norme erano invocate da tempo non per migliorare l’amministrazione della giustizia ma per evitare fughe di notizie e tutelare la privacy anche se come ha già dimostrato il Fattoquotidiano.it i casi di violazione negli ultimi 20 anni sono stati pochissimi: una ventina. Eppure il governo si dice soddisfatto. “Il provvedimento che abbiamo approvato in via preliminare non restringe la possibilità dei magistrati di utilizzare le intercettazioni, non interviene sulla libertà di stampa e sul diritto di cronaca, interviene solo su come vengono selezionate le intercettazioni” commenta il ministro della Giustizia, Andrea Orlando

Ormai, la maschera è caduta, siamo un paese antidemocratico dove i poterti forti non devono essere disturbati. Tra qualche mese saremo un paradiso, miglior posto dove delinquere indisturbati. Se poi a livello nazionale dovesse vincere il centrodestra, sarà la fine per quel barlume di democrazia che cerca di far capolino in fondo al tunnel.

C'è un equivoco di fondo. La tutela della privacy è sacrosanta, ma non quando si riferisce a politici che esprimono concetti ed idee politiche. Ovvero esemplificando: se in una intercettazione un politico racconta delle sue avventurette con una escort, si può invocare il diritto alla privacy; se invece racconta di suoi accordi con un altro politico, pur non essendo penalmente rilevanti NON DOVREBBE poter invocare alcuna privacy. Se un uomo politico non accetta questa cosa, che cambi mestiere: nessuno lo costringe a fare il politico. Credo che si dovrebbe introdurre questo concetto fondamentale nell'ordinamento.

Manca solo la "Separazione delle Carriere" in magistratura e poi i pm in mala fede avranno la coscienza in pace avendo applicato la legge!!! Ma mi faccino il piacere!In un paese che è passato di ventennio in ventennio più si indebolisce il terzo potere di uno stato più ci si allontana da uno sviluppo democratico. Ora attendiamo un bel decreto sul Quarto Potere così da far vincere il Quinto:i Social Networks,e buonanotte ai lumi!

Autore: Luca

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