Insulti, Frasi Fatte, FALSE PROMESSE: IL DECALOGO DEL POLITICO PRE ELEZIONI

(Napoli)ore 18:21:00 del 25/11/2017 - Categoria: , Denunce, Politica

Insulti, Frasi Fatte, FALSE PROMESSE: IL DECALOGO DEL POLITICO PRE ELEZIONI

I politici che parlano male per prima cosa non rispettano il popolo cui si rivolgono, anche se molti lo fanno perchè sono proprio incapaci di parlare in italiano corretto.

I politici che parlano male per prima cosa non rispettano il popolo cui si rivolgono, anche se molti lo fanno perchè sono proprio incapaci di parlare in italiano corretto. Purtroppo, limitandoci al congiuntivo, anche molti giornalisti TV e della carta stampata, anche de Il Fatto, naufragano di sovente. Un po' di attenzione anche a equivalenze e ordini di grandezza, 800.000 mq non sono 800 Kmq, sono 0,8; una strada non è costata 30 milioni al metro, come detto stamattina da una giornalista di RAI 3, corretta a 30.000 € dallo studio, sennò i 400 Km sarebbero costati 12.000 miliardi di Euro, 6 volte il debito pubblico.

Un vocabolario sempre più ristretto, discorsi fatti in paroledavvero povere, con molte frasi fattemotti alla moda, sfondoni, parolacce, formulette trite non da salotto ma da tinello tv. Un italiano grossolano, banale, elementare, quasi infantileche moltiplica parole vuote ma all’occorrenza anche gli strafalcioni. La crisi della politica sta dentro la crisi della sua lingua che cambia. Male. Di più: di male in peggio. Berlusconi, colui che come al solito tutto comprende, è stato solo l’inizio, ma in realtà alla fine è l’alfa e l’omega del nuovo idioma.

Una noncuranza nei confronti delle regole delle scuole elementari, ma anche nei confronti dell’aderenza alla realtà e del senso delle proporzioni: è così che anche la grammatica è diventata populista, è così che dal politichese si è passati al politicoso. L’analisi è da disperarsi una volta di più e la mette nero su bianco il linguista Giuseppe Antonelli, in Volgare eloquenza (Collana Tempi nuovi di Laterza, 144 pagine, 14 euro). Un saggio essenziale, nel senso che toglie il superfluo: con una forma leggera, scorrevole, ironica, Antonelli dà un colpo secco al tavolo stile saloon dei western per scoprire le carte della lingua dei politici della Terza Repubblica. Carte che, nonostante i bluff, non sono esattamente quattro assi

Si parla molto di populismo. Tutti a dire che è una cosa negativa. Molti sono inorriditi, "io populista? Giammai." E' mio parere che tutti i politici, e non solo (religiosi), sono populisti, parlano tutti alla pancia della gente. Promettono l'abbassamento delle tasse, una casa per tutti, un milione di posti di lavoro, e chi più ne ha più ne metta. Il problema è che sono tutte promesse elettorali. La realizzazione di queste promesse se avverrà bene, altrimenti pazienza. L'ipocrisia in politica, così come nel campo religioso, regna sovrana. Cari italiani, detti anche pesci rossi per la loro nota memoria, circa 4 secondi, svegliatevi.

Autore: Gregorio

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