INCHIESTA SERIE A: societa' piene di DEBITI, tranne Juve, Napoli e Toro

(Napoli)ore 11:39:00 del 13/09/2017 - Categoria: , Calcio, Denunce

INCHIESTA SERIE A: societa' piene di DEBITI, tranne Juve, Napoli e Toro

«Se il fatturato della Serie A, al netto delle plusvalenze, ha toccato per la prima volta nella storia i 2 miliardi (2,042 per la precisione), il costo del lavoro è cresciuto di un centinaio di milioni, raggiungendo quota 1,4 miliardi e trascinando i cost

IL PALLONE COL BUCO - LA SERIE A PERDE 200 MILIONI ALL’ANNO MA NE SPENDE 800 PER IL MERCATO. L’INCHIESTA AREL-PWC - A BERLUSCONI IL MILAN È COSTATO MEZZO MILIARDO DI PERDITE IN 10 ANNI, MENTRE I MORATTI SEGNANO -900 MILIONI. LA ROMA NON CHIUDE UN BILANCIO IN UTILE DAL 2009.

«Se il fatturato della Serie A, al netto delle plusvalenze, ha toccato per la prima volta nella storia i 2 miliardi (2,042 per la precisione), il costo del lavoro è cresciuto di un centinaio di milioni, raggiungendo quota 1,4 miliardi e trascinando i costi totali a 2,5 miliardi».

«La sostanza, però, è un’altra. La Serie A continua ad avere troppi debiti. Quelli con le banche e gli istituti di factoring sfiorano ormai quota 1,2 miliardi, in una crescita inesorabile (erano mezzo miliardo nel 2008-09), quelli con i fornitori ballano da qualche anno attorno a 400 milioni, con alcune piazze in cui i ritardi dei pagamenti sono diventati una prassi. Insomma, l’inversione di rotta non si vede, anche perché il fatturato resta fortemente sbilanciato sui proventi tv: compresi i diritti delle coppe europee e d’archivio parliamo di 1,2 miliardi, cioè del 60% della torta, contro i 400 milioni (20%) del commerciale, gli appena 200 (10%) dello stadio e i restanti 200 (10%) di altri ricavi».

Situazioni virtuose (e non)

Il Napoli non fa parte del gruppo di società a rischio. Il secondo bilancio in rosso dopo otto utili consecutivi non ha pregiudicato la solidità economica del club. Che, leggiamo, «continua a fare a meno del ricorso bancario. Il fatturato sale a quota 144,1 nonostante il cammino più breve in Europa League: questo perché sono schizzati di una ventina di milioni i diritti tv (a 95,5), con segno più anche per stadio e commerciale.

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Stipendi in linea con l’anno prima, pari al 59% delle entrate, e costi esterni
ridotti». Le prospettive, grazie al ritorno in Champions e alla plusvalenza garantita dalla cessione di Higuain, sono assolutamente positive. Si prevedono nuovi utili, e come detto non ci sono debiti con le banche. Solo il Torino, tra gli altri 19 club di Serie A, fa registrare la stessa situazione.

Ogni 100 euro incassati almeno 13 euro si sono tramutati in perdite. Il rosso nei conti aggregati è di una costanza millimetrica. 202 milioni persi nel campionato 2012-2013 e via così fino a cumulare un buco nei bilanci delle 20 squadre per la cifra di 1,3 miliardi nel quinquennio.

Per molti club è quasi un destino inesorabile. I costi operativi spesso superano i ricavi e i diritti Tv, che sono ormai la principale fonte di incassi, spesso non bastano a coprire i costosi ingaggi di calciatori e tecnici. Non solo, ma la salute precaria viene anche dagli alti livelli di indebitamento che tende tra l'altro a crescere nel tempo. Nella stagione ultima censita da Arel-Pwc, quella del 2015-2016, il livello del debito della Serie A ha superato i 3 miliardi di euro. Quella montagna di debiti superano ampiamente il fatturato aggregato di un buon mezzo miliardo e valgono quasi 10 volte il margine industriale dei club.

Se fosse un'azienda normale, il business del calcio sarebbe sull'orlo del crac. Ci si salva solo in parte con il turn-over dei calciatori a fine stagione, sempre che non ti ritrovi anche lì con delle minusvalenze

Autore: Luca

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