Immigrazione, ecco cosa non ti dicono

(Roma)ore 20:22:00 del 07/04/2017 - Categoria: , Cronaca, Denunce, Sociale

Immigrazione, ecco cosa non ti dicono

Chi ha provato a scambiare qualche parola, infatti, ha raccontato di non aver ricevuto alcuna risposta o peggio ancora è stato allontanato con sguardi poco amichevoli.

È SCOPPIATO IN TUTTA ROMA IL FENOMENO DEI MIGRANTI-SPAZZINI, MA A MONTEVERDE MOLTI RESIDENTI INVITANO A TENERE GLI OCCHI APERTI.

Il cartello è lo stesso in diverse zone di Roma: l’italiano corretto con cui i migranti-spazzini invitano a donare monete o rifornirli con strumenti come scope e secchi, fa sorgere qualche dubbio. Chi ha provato a scambiare qualche parola, infatti, ha raccontato di non aver ricevuto alcuna risposta o peggio ancora è stato allontanato con sguardi poco amichevoli.

Dietro il fenomeno dei migranti-spazzini che chiedono le elemosina, come ha raccontato Il Messaggero, c’è un romano che li ha organizzati su tutta la città con base a via Ramazzini, nella tendopoli della Croce Rossa Italiana. “Gentili signore e signori – recita il cartello – desidero integrarmi onestamente nella vostra città senza chiedere l’elemosina! Da oggi terrò pulite le vostre strade. Vi chiedo soltanto un contributo di soli 50 centesimi per il mio lavoro. Buste, scope palette, e altro materiale per la pulizia sono bene accette”.

Non chiede elemosina, dunque, ma solo il contributo (50 centesimi) per un lavoro. E di che lavoro si tratta se questo non è regolamentato legislativamente? La risposta dovrebbe essere automatica.

Un’idea originale quella dei nuovi-spazzini all’opera per pulire le strade di Roma? Nient’affatto. Daniele Giannini, già presidente del XVIII Municipio aveva creato un progetto sul decoro – nel pieno rispetto della legge – coinvolgendo 24 ragazzi seguiti dai servizi sociali. “Non ci costavano 35 euro al giorno – ha raccontato – ma prendevano 400 euro mensili per pulire strade e parchi. Mai nessun giornale ne parlò, nessun telegiornale li intervistò. Oggi invece basta che un clandestino si muova e tutti i media lo esaltano. Il risultato è che quei 24 ragazzi italiani sono disoccupati!”. Alla presa in giro mediatica dei giornali che preferiscono raccontare solo gli spazzini clandestini, si aggiunge la beffa di chi preferisce tutelare e mettere in regola i migranti-spazzini invece di cittadini italiani che pagano le tasse da una vita, proprio per garantire servizi ai clandestini irregolari.

A raccontare la finta pulizia dei migranti-spazzini ci sono le immagini girate da alcuni residenti (CLICCA QUI PER APRIRE IL VIDEO). La spazzatura viene letteralmente spostata da un lato all’altro, senza essere raccolta. C’è poi qualche commerciante che su Facebook ha raccontato il suo disagio di fronte all’operato di questi spazzini: “Davanti ai negozi della gianicolense hanno spazzato alzando un polverone assurdo. Nulla da dire se vogliono rendersi utili, ma davanti al bar, coi tavolini fuori e la gente seduta vi avrei fatto assistere a quello che veniva su ad ogni movimento di scopa. Chiaro che è stato chiesto loro di fermarsi immediatamente. E a chi ha mosso accuse di disumanità o simili ribadisco che non ho nulla contro nessuno ma anche noi dobbiamo lavorare per poter vivere… e col polverone non si può”.

Da: QUI

Autore: Gerardo

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