Ilva: a che punto siamo?

(Taranto)ore 15:27:00 del 02/12/2016 - Categoria: , Cronaca, Denunce, Salute

Ilva: a che punto siamo?

Renzi per ottenere consensi prometteva di rottamare e vendere su ebay le auto blu... ma viaggia con 24 auto di scorta.

Pare che il Senato possa rimediare, finché ce l’abbiamo. Sarebbe un gesto di attenzione, come quello per i tornei di golf che, nella stessa Legge di Stabilità si aggiudicano 97 milioni, secondo quanto riportato dai media.

A noi l'austerity e poco conta se l'Airbus 340, con 300 posti, alto 17 metri come un palazzo di sei piani, costa 175 MILIONI di euro, cioè 40.000 euro al GIORNO solo di leasing.
E per far volare il jumbo jet che piace a Renzi alimentato da quattro motori Rolls Royce Trent 553-61 ci sono costi di esercizio elevatissimi: tra i 20 e i 25mila euro di costi operativi per ogni ora di volo, di cui circa 14 mila di solo carburante.
Renzi per ottenere consensi prometteva di rottamare e vendere su ebay le auto blu... ma viaggia con 24 auto di scorta.

Visto che alla Kasta Renz-Alfa-Verdiniana interessa solo perpetuarsi al potere senza limiti di tempo, non rimane che parlare adottando ''la loro stessa lingua''. Ossia farli ragionare sul fatto che ogni persona deceduta (causa minori investimenti in Sanità Pubblica), si traduce in un voto in meno che potrebbero prendere in occasione di qualsivoglia votazione. Pensare in questi termini, può apparire molto squallido, ma poichè per loro contiamo solo nel momento in cui esprimiamo un voto, forse è l'unico sistema per convincerli a non decurtare eccessivamente i servizi sanitari.
#VotiamoTuttiNO

Propongono di cambiare 47 articoli della Legge fondamentale dello Stato, scritta da Silone, Calamandrei, Di Vittorio, Moro e Terracini e poi inciampano su un emendamento. In tutta onestà la vicenda dei “50 milioni della discordia”, che avrebbero potuto e dovuto – a buona ragione – sostenere la sanità tarantina, la sintetizzo così. Lascia l’amaro in bocca la decisione di non prendere in considerazione l’emendamento, che avrebbe inserito quelle risorse in finanziaria.

Era, invece, un banco di prova per valutare il livello di attenzione verso la situazione tarantina. Per chi non lo sapesse, l’associazione Peacelink ricorda che “a Taranto vi è un +54% di bambini malati di cancro rispetto alla media regionale”.

Il sottosegretario della Presidenza Del Consiglio dei ministri replica che “è squallido strumentalizzare la salute dei cittadini, in specie quella dei bambini per coprire la più totale inadeguatezza del servizio sanitario pugliese” e rimanda ai soldi promessi, alle prossime riunioni, etc. Va rilevato, tuttavia, che dall’inizio della campagna referendaria i livelli di strumentalizzazione sono stati oggetto di pesanti e disgustose polemiche. Dunque, sorprende (o forse no) che proprio nel momento in cui la politica pugliese rivendica delle somme urgentemente necessarie, le si risponda con un giudizio così tranchant sulla sanità pugliese.

A Taranto, infatti, sempre secondo l’associazione Peacelink, mancano i servizi necessari, vi è un drammatico gap di posti letto rispetto al resto della regione e gli epidemiologi prevedono un picco di tumori persino superiore per gli anni avvenire. “L’emendamento bocciato aveva lo scopo di riequilibrare l’offerta di servizi ospedalieri. Era in fondo un semplice atto di giustizia verso un territorio così martoriato”. Poca cosa, s’intenda, non certo la salvezza di un territorio che da anni subisce la copiosa decretazione “Salva-Ilva” prodotta anche dal medesimo Governo che non ha autorizzato l’emendamento conteso.

Le reazioni sono state durissime. Il governatore Emiliano ha esortato la Puglia a mobilitarsi. Chi non sia del posto non può immaginare quanto quei soldi occorressero per affrontare, almeno in parte, le criticità del capoluogo ionico. Emiliano ha dichiarato: “Da anni al città subisce un inquinamento di Stato che ha spaventosamente aumentato ogni sorta di malattia. Occorre curare i malati e disinnescare la fonte d’inquinamento. Due cose che passano entrambe, purtroppo, da decisioni del Governo centrale e non dell’autogoverno dei pugliesi”.

Autore: Carmine

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