Il fumo passivo UCCIDE come il fumo normale: TABACCO DROGA? VIETATELO!

(Palermo)ore 12:12:00 del 04/07/2017 - Categoria:

Il fumo passivo UCCIDE come il fumo normale: TABACCO DROGA? VIETATELO!

Per curiosità e senza alcuna polemica, qualcuno sa sulle basi di che cosa è stato accertato che la causa del cancro ai polmoni che ha colpito questa signora era dovuto al fumo passivo?

In Italia muoiono per il fumo di sigaretta ca. 80.000 persone l'anno, l'1% delle quali di fumo passivo.
Sono dunque molte di più le persone che muoiono a causa del fumo passivo, rispetto a quelle falcidiate dalle inventate epidemie.
Ci aspettiamo che la Lorenzin innalzi l'ammenda per chi fuma in presenza di altre persone, come minimo a 7.500 euro, e che preveda il rinvio davanti al giudice, per chi commette il fatto in prossimità di minori.
Multe salatissime anche per chi non applica la sanzione, così come previste per gli operatori scolastici che non provvedono a segnalare gli studenti non vaccinati.
Superfluo dire che la stessa cosa sarebbe doveroso farla per chi non allaccia la cintura di sicurezza in auto, quella che tanto piace a Bubu ed ai suoi estimatori.
Magari con urgenza, prima che la gente inizi a pensare che, invece che alla salute dei cittadini, l'esecutivo sia solamente interessato ad inoculare preparati farmaceutici mai sperimentati (a monitoraggio addizionale), nei nostri figli.

Le idiozie dei fumatori:
- tanto l'aria che respiriamo è peggio della sigaretta
- la sigaretta disinfetta e combatte i virus


- una sigaretta al giorno fa bene (che già è un'idiozia, ma poi da una si passa ad 80)
- le statistiche oncologiche sono truccate (perché poi ... dov'é il movente? Ah dimenticavo, lo fanno apposta perché gli stanno antipatici i fumatori).
Coloro che fanno dichiarazioni simili devono essere internati in un reparto psichiatrico, dove qualcuno deve fargli leggere con la forza le differenze di concentrazione che esiste fra l'aria normale e quella che si intuba e si inala dalla sigaretta, poi lo si deve interrogare per vedere se ha capito.
Poi si passa ai dati statistici del cancro che dovranno imparare ed analizzare.
Non in ultimo gli si fa ripetere 1000 volte "non si accende la sigaretta sulla scala mobile che porta fuori dal metrò, finché non ci si è inequivocabilmente allontanati dalla gente che non è obbligata a respirare il tuo fumo."
Poi gli si deve far ripetere 100 volte: "la mia libertà finisce dove inizia quella degli altri".

Per ventuno lunghi anni si è sorbita il fumo delle sigarette che i suoi colleghi fumavano in ufficio. La legge anti fumo era ancora largamente ignorata e gli angusti uffici della Regione Sicilianaerano pieni di mozziconi nei posacenere e fumo azzurrognolo tra i corridoi. Un fumo passivo che alla fine uccise anche lei, neanche una sigaretta fumata nella vita a nessun familiare con quel vizio in casa. Per questo motivo il tribunale di Palermo ha condannato la Regione siciliana a risarcire i familiari di una dipendente morta nel 2004 di tumore ai polmoni. Un milione e mezzo di euro per il fumo passivo al quale la donna sarebbe stata esposta per almeno cinque anni, tra il 1979 e il 2000, e che ha determinato l’insorgere della malattia.

Come scrive l’edizione locale di Repubblica, l’ufficio legislativo e legale della Regione non ha proposto appello: la sentenza è definitiva. La protagonista della storia è Lucia Lo Conti,funzionaria dell’ assessorato ai Beni culturali, morta a 50 anni. Né  lei, né i suoi familiari avevano mai fumato. Nel cassetto del soggiorno prima di morire la funzionaria ha lasciato una relazione per presentare una causa alla Regione. Nel documento la donna ha raccontato la sua battaglia in ufficio contro i colleghi fumatori. Il giudice monocratico Riccardo Trombetta nella sua decisione ha ricordato che il codice civile “impone al datore di lavoro di adottare tutte le misure idonee a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale del lavoratore”.

Autore: Gerardo

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