Il disastro RAIDUE di FRECCERO

(Genova)ore 18:19:00 del 25/02/2019 - Categoria: , Denunce, Economia, Politica

Il disastro RAIDUE di FRECCERO

Ascolti sottoterra, contenuti imbarazzanti e pure le marchette a Grillo. Niente da fare, il presunto genio, direttore del secondo canale Rai non ne azzecca una.

Non era facile. Il maestro Carlo Freccero, genio della televisione italiana, nella sua Raidue sovranista è riuscito nell’impresa di toppare ogni mossa di palinsesto dall’insediamento a oggi. Nemmeno a farlo apposta riuscirebbe un capolavoro del genere. Tutti i nuovi programmi varati dal guru dei palinsesti, alla prova dell’Auditel, sono stati un fallimento. Funzionano (e alla grande) i format che invece ha ereditato dalla gestione precedente. Due nomi su tutti: Il Collegio 3, 6,7% di share e un milione 600mila spettatori (boom tra i giovani) e la fiction paranormale La Porta Rossa con Lino Guanciale, oltre il 12% e tre milioni, più dell’Isola dei famosi su Canale 5.

Per il resto, un Vietnam. Nella foga di realizzare una rete sovranista Freccero, quota M5s, ha lanciato due trasmissioni dai titoli uno più imbarazzante dell’altro: Popolo Sovrano e Povera Patria. Mancavano solo “Boia chi molla” e “È finita la pacchia”, poi il populismo avrebbe toccato l’abisso. Di povero sicuramente c’è lo share. La prima trasmissione, in onda il giovedì sera contro Piazzapulita, anche grazie a un appassionantissimo faccia a faccia tra Gianluigi Paragone e Mattia Mor ha rastrellato un “ben” 521mila telespettatori e il 2,7% di share, ultimo negli ascolti del giovedì sera, con una media al di sotto di quella del prime time della seconda rete Rai (6%) e più bassa di quella di Nemo (piccolo gioiello di Enrico Lucci che Freccero ha cassato) sulle cui ceneri è nato Popolo Sovrano. Un dettaglio su tutti: gli ospiti vengono introdotti con il tema di We will rock you e la regia inquadra signore e signori del pubblico (fatto solo di anziani) che battono le mani a tempo. Un effetto brutto brutto brutto, come direbbe Barbara “Carmelita” d’Urso: sembrava di vedere il pubblico della Zanicchi ai tempi di Ok il prezzo è giusto che intonava “Cento, cento, cento”.

Povera Patria è un altro esperimento fallimentare di Freccero. La trasmissione che ha preso il posto di Night Tabloid con Annalisa Bruchi, Aldo Cazzullo e Alessandro Giuli, ha ottenuto nell’esordio 5,9% di share e 329.000 spettatori, ma è crollata al 3.1% nell’ultimo appuntamento, il venerdì in seconda serata.

La nascita di Tg2 Post ha automaticamente fatto fuori la trasmissione di Luca e Paolo, che non sono le uniche vittime delle purghe frecceriane: ci sono anche Lucci e Costantino Della Gherardesca, troppo dem e antigrillino per la nuova Raidue, cacciato da The Voice dove arriverà Simona Ventura. Insomma, se l’hanno ribattezzata Televisegrad ci sarà pure un motivo

Adesso gli occhi sono puntati sulla nuova striscia quotidiana d’approfondimento, Post, curata dal Tg2 dell’amico Gennaro Sangiuliano. Francesca Romana Alisei, alla guida del mini talk dopo il notiziario della sera, non è male, rossa e ansiogena quanto basta; chiamare “Il Punto” la nota politica del direttore è una mossa di una fantasia disarmante (tema di ieri: la destra che non c’è); piazzare un programma di venti minuti contro Lilli Gruber, Barbara Palombelli e Striscia la notizia è la cosa più vicina al suicidio che possiamo immaginare. E infatti lo spazietto ha fatto appena il 3%: peccato che il direttore di Raidue avesse annunciato un 6% facile.

La nascita di Tg2 Post ha automaticamente fatto fuori la trasmissione di Luca e Paolo, che non sono le uniche vittime delle purghe frecceriane: ci sono anche Lucci e Costantino Della Gherardesca, troppo dem e antigrillino per la nuova Raidue, cacciato da The Voice dove arriverà Simona Ventura. Insomma, se l’hanno ribattezzata Televisegrad ci sarà pure un motivo.

Dobbiamo al guru spettinato anche lo specialone sul suo amico Beppe Grillo, una delle più grandi ruffianate della recente storia televisiva: un collage del fondatore del M5s utile solo a rimpinguare le casse del comico genovese, un flop da andato in onda alla fine di gennaio da 4,3% di share (soprattutto anziani), un milione 31 mila teste. E meno male per lui che su Canale 5 andava in onda l’altro disastro, ovvero Celentano, se no i numeri sarebbero stati ancora più tristi. Il Pd ha chiesto subito le dimissioni di Freccero, per il flop e per la marchetta ai grillini con i soldi pubblici, e lui ha commentato: “Grillo male in tv? Sono tranquillo come il Papa a Santa Marta”.

Intanto, non ne azzecca una. Forse se avessero messo al suo posto uno a caso, tipo Paolo Fox a piazzare programmi a seconda della quadratura astrale, avrebbe fatto meno danni. Freccero è quello che quando dirigeva Rai4 aveva piazzato al pomeriggio la serie porno soft spagnola Fisica o chimica, una boiata ai confini della legalità. Giusto per la voglia di provocare. Perché lui è un genio.

Da: QUI

Autore: Gregorio

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