Il BUSINESS OSCURO delle Aste Immobiliari - FARE AFFARI SULLE SCIAGURE DELLA GENTE

(Firenze)ore 13:42:00 del 08/06/2017 - Categoria: , Denunce, Economia, Sociale

Il BUSINESS OSCURO delle Aste Immobiliari - FARE AFFARI SULLE SCIAGURE DELLA GENTE

Se davvero funzionassero le segnalazioni di acquisti fatti da soggetti con redditi manifestamente incoerenti con l'operazione, saremmo sulla buona strada per regolarizzare non solo il settore delle aste giudiziarie,ma anche quello ben più preoccupante del

Se davvero funzionassero le segnalazioni di acquisti fatti da soggetti con redditi manifestamente incoerenti con l'operazione, saremmo sulla buona strada per regolarizzare non solo il settore delle aste giudiziarie,ma anche quello ben più preoccupante dell'acquisizione di imprese commerciali da parte della criminalità organizzata !

Purtroppo pare che la cosa interessi poco, visto che nulla cambia.

Una casa su dieci passa di mano alle aste giudiziarie. Un mercato nel grande mercato immobiliare. E in costante crescita, con il trenta per cento di transazioni in più ogni anno. Centocinquantamila gli immobili ceduti nel 2010. Con previsioni di ulteriore espansione, considerando che le proprietà a rischio di procedura esecutiva sono più del doppio. Dieci miliardi sui 100 della borsa del mattone vengono già spesi così, all’interno di un sistema che, sulla carta, offre mille garanzie di trasparenza ma che gli operatori per primi considerano una prateria per le scorribande di speculatori affaristi e mafie. I vecchi proprietari rientrano con le buone o con le cattive in possesso degli immobili perduti, i nuovi potenziali acquirenti sono indotti a mollare l’affare o a versare sostanziose tangenti per non incontrare ostacoli. Agenzie che operano alla luce del sole e faccendieri che si propongono come consulenti alle aste si infiltrano tra le pieghe delle regole che governano gli incanti, ne pilotano gli esiti e fanno incetta di immobili.

Per il cittadino qualunque avventurarsi nell’acquisto di una casa o di un terreno messi in vendita dai tribunali equivale a intraprendere spesso un percorso pieno di insidie. Per evitare le quali il ricorso all’intermediazione diventa l’unica alternativa. Ma come funziona il sistema? Dove sono le trappole? Quali i trucchi?

Se avete qualche soldo da riciclare, le aste immobiliari sembrano essere fatte apposta. E sono tante: circa 50mila all'anno, per un valore complessivo incalcolabile e, soprattutto, incalcolato.
Quello dell'incanto di case e immobili, in arrivo da fallimenti di privati e imprese è, con l'aiuto della feroce crisi, un settore in esponenziale ascesa dal 2010 ad oggi.
Un mercato appetibile da molti: persone normali desiderose di comprare una casa con forti sconti, oppure a persone con molta liquidità e desiderio di spenderla senza avere a che fare con troppe domande e controlli.
“Le aste giudiziarie sono uno dei più vasti coni d'ombra del sistema giudiziario- spiega il giudice antimafia Gianfranco Donadio-. Si tratta di una zona grigia in cui, senza nessuna fatica, si infilano capitali ingenti senza che nessuno riesca davvero a controllare chi compra cosa”.
Il quadro è quello in cui ogni anno vengono venduti all'incanto circa 50 mila immobili (gli ultimi dati disponibili sono del primo semestre 2012, quando, in sei mesi, le vendite disposte dal giudice, sono state 22.895, contro le 38.814 dell'intero 2011) dei tagli più svariati, dai bilocali di periferia, ai capannoni industriali fino a interi palazzi di lusso.
Il sistema, almeno in base alla legge funziona così: a seguito di un fallimento, di un privato o di un impresa o quel che sia, i suoi beni vengono messi all'incanto, così da provvedere, con il ricavato della vendita, al saldo dei debiti del fallito.
L'asta può essere bandita non solo dal tribunale, ma anche da avvocati, notai, commercialisti, o case d'asta dedicate. In teoria tutti, tranne il debitore, possono accedervi (le aste sono pubbliche e per legge devono essere annunciate sui giornali e siti specializzati) e tutti possono fare un'offerta.
I banditori, poi, sono tenuti a verificare che gli offerenti abbiano le carte in regola e se dovessero ritenere che qualcosa non torna sono tenuti a inviare una segnalazione di transazione sospetta alla Unità di informazione finanziaria della Banca d'Italia.

Autore: Luca

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