Il business del cambio di casacca

(Milano)ore 18:34:00 del 07/06/2016 - Categoria: Denunce, Politica

Il business del cambio di casacca

I deputati che lasciano il loro gruppo parlamentare per iscriversi al gruppo Misto probabilmente non ci guadagnano solo in termini di autonomia decisionale, liberandosi dai diktat che i partiti più grandi spesso impongono agli eletti alla Camera e al Sena

E ancora:

Il meccanismo è semplice: all’assegno di circa 12 mila euro netti mensili previsto dall’articolo 29 della Costituzione si possono aggiungere altri 1.800 euro da spendere: quasi 22mila euro in più all’anno. A volte si utilizzano per assumere personale. In altri casi è il singolo parlamentare che li spende per esercitare il proprio mandato documentandoli con le cosiddette pezze d’appoggio. È una somma che si aggiunge ai 3.690 euro già corrisposti a titolo di rimborso per pagare i collaboratori (ma il 50% può anche non essere rendicontato).

Il gruppo Misto alla Camera conta oggi 62 membri. Nove deputati sono verdiniani, iscritti alla componente Ala, 10 fanno invece parte di Alternativa Libera-Possibile, 11 sono i fittiani di Conservatori e Riformatori, 6 gli onorevoli delle minoranze linguistiche, 5 i socialisti e liberali, 5 i membri di Usei-Idea, 4 di Fare! e 12 non iscritti ad alcuna componente

In molti casi prima ancora di parcheggiare il trolley si trattano le condizioni. Ogni nuovo adepto sa di portare in dote circa 50 mila euro l’anno – 67mila nel caso dei senatori che a Palazzo Madama sono guidati dalla capogruppo Loredana De Petris, esponente di Sel, la componente maggioritaria – la quota pro capite del fondo di 53 milioni di euro che la Camera destina ogni anno ai gruppi. La parte più consistente servirà per le spese comuni, segreteria, ufficio stampa, legislativo.

Le cose che nessuno Vi dice: La Casta del Parlamento ed il business del cambio di casacca: 22mila euro in più agli onorevoli che vanno al Gruppo Misto!!

I deputati che lasciano il loro gruppo parlamentare per iscriversi al gruppo Misto probabilmente non ci guadagnano solo in termini di autonomia decisionale, liberandosi dai diktat che i partiti più grandi spesso impongono agli eletti alla Camera e al Senato, ma anche in termini economici. Un articolo del Messaggeroa firma Claudio Marincola sppiega che nel gruppo degli onorevoli orfani di un partito all’assegno da circa 12mila euro netti vengono aggiunti altri 1.800 euro mensili, quasi 22mila euro l’anno:

Ne parla oggi Il Messaggero

Autore: Samuele

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