I treni? Sono annunciati ma non fermano...

PISTOIA ore 13:11:00 del 05/03/2014 - Categoria: Cronaca, Curiosità, Tecnologia

I treni? Sono annunciati ma non fermano...

Sembra paradossale ed invece è così: in toscana ci sono fermate dei treni in cui è annunciato il passaggio dei convogli nonostante non fermino più da trent’anni. L’ennesima dimostrazione della necessità di revisionare il trasporto su rotaia

Se fosse una barzelletta, allora si potrebbe anche sorridere. O magari ridere di gusto, perché la storiella non è davvero niente male. Ed invece è la tristissima realtà di un’Italia col freno a mano tirato, che non riesce a liberarsi delle proprie barzellette nemmeno in trent’anni. Ma la vicenda merita di essere raccontata per capire a che punto sia il nostro servizio pubblico, quale sia l’offerta al pubblico e soprattutto quale sia l’attenzione di amministratori e politici nei confronti delle tratte che spesso passano proprio sotto i loro occhi. Ce ne sono talmente tanti di esempi che sabato scorso, in occasione della 7^ Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate, i Club di Territorio di Bologna e di Pistoia del Touring Club Italiano hanno organizzato un evento dal titolo: “Sulla Porrettana: dove i treni non fermano ma sono Annunciati”.
Raccontano i presenti che bisognava esserci per indignarsi, per arrabbiarsi, per vergognarsi di obliterare un biglietto ogni volta che si sale su un treno. Raccontano i cittadini, invece, che loro hanno smesso di arrabbiarsi. Si sentono presi in giro ad ogni fischio, ad ogni annuncio, ad ogni passaggio. L’iniziativa, realizzata in collaborazione con il Club Alpino Italiano Sezione “Alto Appennino Bolognese”, la Croce Verde di Piteccio, il Gruppo Fermodellistico Pistoiese “La Porrettana” e la Pro Loco di Piteccio, fa parte del ciclo “La Porrettana, un ‘treno’ per il futuro”, promosso dai Club di Territorio di Bologna e di Pistoia per le celebrazioni del 150° anniversario della Ferrovia Porrettana.
Ci sarebbe pure da celebrare il compleanno con tanto di nastro e candeline, se non fosse che qui siamo in presenza di una presa per i fondelli colossale. La stazione di Valdibrana è infatti chiusa al traffico passeggeri dagli anni Ottanta. Ragioni tecniche, pratiche, persino matematiche. Ma il peggio è che i treni non fermano ma sono annunciati.
Ebbene sì: qui una voce pre-registrata dà conto del passaggio dei convogli, dei ritardi, dei disguidi, dei cambi di destinazione. Peccato che parli al vento, alle piante, alle case dei cittadini. Gli ultimi passeggeri si sono visti negli anni Ottanta, ma qualcuno pare essersene dimenticato. Manca un aggiornamento al software, così la voce squilla che è un piacere. Il percorso si è poi concluso alla Stazione di Piteccio.
Ora, vi chiederete, che avrà mai questa stazioncina per meritarsi tanta gloria? Naturalmente, idem come sopra: anch’essa chiusa al traffico passeggeri ed impresenziata. Terra di nessuno, alla faccia del servizio pubblico e della necessità di assicurare un trasporto alle persone che qui abitano. Una somma tristezza che non a caso ha visto la co-organizzazione dell’evento portata avanti da numerose associazioni del territorio.
Che da tempo vanno ripetendo della necessità di un adeguamento al passare dei tempi, trovandosi davanti muri silenzioni. Il peggio che un Paese civile potrebbe offrire.

Autore: Albertone

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