I dipendenti fanno le bizze... e i Musei chiudono!

TRAPANI ore 08:34:00 del 02/11/2014 - Categoria: Arte, Cultura

I dipendenti fanno le bizze... e i Musei chiudono!

L'Italia potrebbe trarre dall'arte e dalla cultura un ingente patrimonio economico, invece sprechiamo tutto

Chiusa al pubblico. Ecco come si presenta la nostra povera Italia, sempre più in crisi e sempre più incapace di stare al passo con i tempi moderni. Eppure ci sarebbe un modo per ripartire e per far girare la nostra economia: la cultura e l'arte. Dal Nord al Sud, dal Trentino alla Sicilia, il nostro Paese ha una fortuna che il resto del mondo ci invidia: possedere architettura, quadri, statue e opere artistiche raffinate, anzi sublime. In parte legate al mondo religioso, in parte legate ai grandi miti italiani che nel corso della storia hanno scritto pagine indelebile nel campo della pittura, della scultura, dell'ingegno creativo.

Il mondo ci invidia e naturalmente approda sullo Stivale per cercare di visitare almeno una piccola parte di queste. Peccato che l'Italia risponda in un modo anomalo e atipico: se ne frega. Infatti i Musei il più delle volte hanno sale chiuse per restauro o per manutenzione, gli orari offerti al pubblico sono praticamente impossibili ed eccessivamente concentrati nell'arco della giornata, per non parlare del prezzo dei biglietti.

Insomma, il turismo potrebbe essere la nostra risorsa e fonte di guadagno ed invece facciamo di tutto per far scappare le persone dal nostro Paese. Potremmo spennarle - in senso buono - ed invece facciamo loro trovare le porte chiuse e le scoraggiamo prima ancora che possano aprire il portafoglio. Un disastro. Italiani, volete capire o no che per tenere in piedi la nostra economia bisogna sfruttare quello che già abbiamo? Soldi per creare qualcosa qui non ce n'è! Non siamo nel paese dei balocchi di Dubai, qui siamo in un'Italia che va a rotoli! E noi come ci comportiamo?

Facciamo finta di nulla e continuiamo a comportarci con strafottenza. Chi glielo spiega ai 25 addetti del Museo di Mazara del Vallo che è inconcepibile chiudere il Museo nei giorni festivi ed impedire che il pubblico possa ammirare (naturalmente pagando) il “Satiro Danzante“, un rarissimo esempio di statuaria bronzea greca, rinvenuta da alcuni pescatori su un fondale di 500 metri del Canale di Sicilia, nella primavera del 1998? sapete quando prendono al mese quei dipendenti? Ve lo diciamo noi: 2.500 euro netti! In Sicilia non bastano 25 dipendenti per una statua e a Genova, invece, l’antico Museo dell’Accademia lingustica, in pieno centro, di fronte a Palazzo Ducale, s’era ritrovato con il direttore e un solo dipendente a gestire turni e orari. Bel modo di fare cultura! Ma cosa possono pensare le persone quando non vedono neppure una persona al banco d'ingresso?

Al Museo civico di Santa Caterina, in provincia di Treviso, ci ha pensato l’assessore alla cultura, Luciano Franchin, a fare da guida ai turisti per sopperire alle carenze di personale dovute alle festività e ai turni. Ma qui entra di mezzo il buon cuore di una persona, invece ci sono dipendenti preposti a farlo: altro che ponti e vacanze, questa gente deve lavorare! Questa gente la paghiamo noi, altrimenti che se ne vada e molli il posto!

Secondo il III Rapporto sullo stato dei Beni Culturali in Italia pubblicato da FareAmbiente, i 202 musei e 221 fra monumenti e aree archeologiche sono stati visitati nel 2013 da 36,4 milioni di persone per un incasso di 113,3 milioni di euro, cifre tutte in aumento rispetto ai periodi precedenti. Il fatto è che sono niente, in confronto al Louvre, per esempio, che da solo ha fatto registrare 9,7 milioni di visitatori con 58 milioni di incassi, più della metà. Ma se ai soldi dei biglietti, si aggiungono i 15 milioni dei servizi ausiliari, i 16 da donazioni private, più altre voci varie, il totale sfiora i cento milioni in un anno: cioè quasi tutto l’incasso del Paese del museo diffuso. Dobbiamo svegliarci, non c'è tempo da perdere!

Articolo tratto da: www.italianosveglia.com

Autore: Albertone

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