Heroes of the Storm 2.0, recensione

(Roma)ore 11:44:00 del 31/03/2017 - Categoria: , Videogames

Heroes of the Storm 2.0, recensione

Non sono mancate neanche nuove arene di gioco, alcune studiate interamente intorno a delle dinamiche peculiari: Torri della Rovina è stata la prima mappa in cui non si poteva vincere facendo breccia nella base nemica, ma solo attivando degli altari in gra

Dalla beta del 2015 Heroes of the Storm non ha mai smesso di innovarsi. Il MOBA di Blizzard è stato arricchito con decine di nuovi eroi, alcuni di loro caratterizzati da uno stile di gioco davvero particolare ed innovativo. Come non ricordare Cho'Gall, che può essere governato da due giocatori contemporaneamente, o lo stesso Ragnaros, con il potere di sostituirsi ad un forte e di tempestare i nemici con abilità devastanti. Non sono mancate neanche nuove arene di gioco, alcune studiate interamente intorno a delle dinamiche peculiari: Torri della Rovina è stata la prima mappa in cui non si poteva vincere facendo breccia nella base nemica, ma solo attivando degli altari in grado di danneggiare il nucleo. È evidente, insomma, che Heroes of the Storm continui a sperimentare e ad innovarsi, alla continua rincorsa dei numeri della concorrenza (DOTA 2, League of Legends), che punta a raggiungere, però, in maniera estremamente creativa ed in perfetto stile Blizzard.
Ora, ad ormai due anni di distanza dal debutto, il gioco si prepara a fare un altro grosso, deciso passo in avanti: diamo il benvenuto ad Heroes of the Storm 2.0.

Heroes of the Storm ha sempre avuto dalla sua quella incredibile forza di sapersi adattare a qualsiasi tipo di nuovo giocatore: il MOBA di Blizzard è facile da giocare, ma difficile da padroneggiare, ma è chiaro che dalla sua non ha alcun tipo di muro invalicabile all’ingresso, nessuna reale difficoltà che possa precludere l’accesso al più giovane dei player da mouse e tastiera. Chiunque può, così, installare per la prima volta Heroes of the Storm e ritrovarsi a godere dell’esperienza da arena che può regalare comandare un eroe di Warcraft: allo stesso modo immaginate un giocatore di Hearthstone, sicuramente il più diffuso e giocato dei titoli free to play di Blizzard, che si lascia affascinare dal primo utilizzo di Jaina o di Valeera su un battleground, al di fuori di quello che è il semplice utilizzo di carte e poteri. Questa è la filosofia alla base del proselitismo di HotS, che con tutte le novità della sua versione 2.0 può davvero andare a rinnovarsi sotto tutti i punti di vista.

Il titolo, d’altronde, si è evoluto moltissimo nel corso del proprio percorso: un’avventura che ha condotto fino a questo punto tantissimi giocatori, ai quali gli sviluppatori chiaramente dicono “grazie” per il supporto e per la grande costanza. Adesso è il momento, però, di aprirsi a nuove meccaniche, partendo da quelle che sono le Loot Chests. Heroes of the Storm, infatti, accoglie un sistema di loot più profondo e più personalizzato, che si baserà sull’ottenimento di casse al cui interno sarà possibile recuperare item e qualsiasi tipo di oggetto utile sul battleground. Per ottenerle bisognerà seguire il proprio livello di progressione, guardando sia quello del proprio personaggio che quello del giocatore in sé, perché chiaramente le ceste cambieranno: per il Player Level ci saranno Rare & Epic item, mentre per l’Hero Level ci saranno degli oggetti specifici da equipaggiare all’eroe utilizzato. Le casse potranno anche essere acquistate, utilizzando le Gems e le Shards: le prime potranno essere prese con soldi reali e serviranno per ottenere eroi od oggetti da inserire nella vostra collezione; le seconde, invece, saranno ottenibili direttamente dalle Loot Chests, per le quali verrà inserito un menù apposito subito dopo la nostra collezione, e serviranno per creare dei nuovi oggetti. Per esempio Cassia costerà 9,99 euro o 15.000 gold, là dove il costo in soldi, immaginiamo, verrà sostituito da un ammontare specifico di gemme. Al livello 5 sarà possibile guadagnare mille gemme e saltuariamente, di livello in livello, se ne guadagneranno delle altre
L’amazzone del diavolo
Abbiamo lanciato così, in maniera quasi stealth, la presenza di un nuovo personaggio in Heroes of the Storm 2.0, pur essendo una delle grandi novità di questa nuova espansione. Cassia, come dicevamo, arriva con tutte le sue abilità e con il suo vestito da valchiria nel nostro battlegroud: Ranged Assassin, di difficoltà media, Cassia è il primo personaggio di cui vi parleremo, ma l’unico che menzioneremo in questo primo articolo di anteprima sulle novità di HotS. Arrivata nel mondo di Heroes per celebrare i 20 anni di Diablo, la valchiria è armata di giavellotto, che le permette di attaccare dalla distanza i vostri avversari, proprio come accade a un eroe di classe Assassin. La sua abilità passiva, il suo Trait, è l’Avoidance, che le permette di ottenere un’armatura che diminuisce i danni fisici durante il suo spostamento, necessariamente disarcionata dalla cavalcatura: 65 punti di armatura contro qualsiasi tipo di attacco base di un eroe, con, quindi, una riduzione dei danni pari al 65%. Le altre sue abilità, che abbiamo potuto poi testare in un nuovo battleground del quale vi parleremo tra circa due settimane, si concentrano sulle attività a medio raggio, come il Lightning Fury, che vi permetterà di lanciare un fulmine che all’impatto si dividerà, andando a colpire anche quelli che sono i nemici vicini al vostro bersaglio con la stessa forza del fulmine originale.

Il Blinding Light fa riferimento a un’altra abilità passiva molto forte e caratterizzante per Cassia, perché la nostra valchiria ha dalla sua un incremento del 15% del danno a tutti i bersagli che sono stati accecati: utilizzare quindi questa abilità vi permetterà di infliggere lo status blind a tutti gli avversari nell’area predisposta per due secondi, utili per poi assaltarli con il vostro boost di attacco. Il Fend, che è la terza abilità a sua disposizione, è un colpo invece a corto raggio che le permette di infliggere 78 danni ogni 0,25 secondi al vostro avversario: una furia di colpi che sorprenderà ogni tipo di opponente, costretto a subire l’assalto del giavellotto di Cassia. Chiudiamo con le abilità eroiche dell'amazzone, con la prima, quella che abbiamo utilizzato di più, fino ad abusarne: parliamo della Valkyrie, che risponde d’altronde a quelle che sono proprio le caratteristiche della nostra combattente. Arrivati al livello 10, come per ogni abilità eroica, avremo la possibilità di invocare una Valkyria che, dalla distanza, correrà verso Cassia colpendo qualsiasi nemico si trovi sul raggio d’azione, infliggendo 190 danni e infliggendo anche l’effetto stordimento su questi per 0.5 secondi. Inoltre la valchiria spingerà qualsiasi tipo di nemico colpito verso Cassia, dandole così la possibilità di una terribile combo con il Fend, che colpisce a corto raggio. L’alternativa, invece, è la Ball Lightning, che non abbiamo utilizzato così tanto come la precedente: basata sul concetto della palla che rimbalza, la nostra valchiria si ritroverà a lanciare un agglomerato di fulmini che rimbalzeranno per ben sei volte addosso ai nemici che si trovano vicino, infliggendo 200 danni per volta. Con le sue sei skin, che comprendono anche la variante da regina dei pirati e da amazzone, Cassia ci è sembrata una guerriera davvero interessante da giocare, ma che chiaramente accoglierà i favori dei giocatori che sono inclini a giocare con un Ranged Assassin, meno chi invece è abituato a un Warrior da corpo a corpo come può essere un Ragnaros. Le sue eroiche, però, rappresentano anche un piacere stilistico che non va sottovalutato, perché la Valkyrie soprattutto si esalta per caratterizzazione e effetti speciali a schermo: un piacere non da poco soprattutto per chi cerca lo spettacolo nella sua partita e persegue anche l’importante filosofia dell’eSports, quindi della sfida da guardare e non solo da giocare. 

Autore: Gregorio

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