Hai iniziato a lavorare nel 2016? INDOVINA A CHE ETA' ANDRAI IN PENSIONE?

(Firenze)ore 11:29:00 del 07/12/2017 - Categoria: , Denunce, Economia, Lavoro

Hai iniziato a lavorare nel 2016? INDOVINA A CHE ETA' ANDRAI IN PENSIONE?

Purtroppo non è una fake news, ma il destino di milioni di giovani.

Secondo l’Ocse gli italiani che hanno iniziato a lavorare nel 2016 andranno in pensione dopo i 71 anni, a 71 anni e due mesi per la precisione.

È quanto emerge dai calcoli fatti dall’organizzazione sulla base della legge che lega l’età pensionabile alle aspettative di vita.

I ventenni danesi, per fare un paragone, andranno invece in pensione a 74 anni e gli olandesi, come noi, a 71. In Irlanda e Finlandia, invece, si andrà in pensione prima, a 68 anni.

Il rapporto Ocse ha anche rilevato che nel nostro Paese l’età normale di pensionamento è in media 66,6 anni per gli uomini e 65,6 anni per le donne (mentre la media dell’area Ocse è rispettivamente di 64,3 e 63,4 anni).

L’età di pensionamento italiana è quindi la quarta più alta dei paesi industrializzati: solo in Norvegia, Israele e Islanda è più elevata.

Ad essere sotto la media dell’Ocse è invece l’età effettiva di pensionamento, che è di 62,1 anni per gli uomini e di 61,3 anni per le donne, mentre la media dell’area Ocse è di 65,1 e 63,6 anni rispettivamente.

L’Ocse ha pertanto consigliato all’Italia di non modificare ulteriormente le norme sulle pensioni che sono attualmente vigore, in particolare – si legge su Rainews.it – il legame con l’aspettativa di vita.

Nel 2013 la spesa per le pensioni in Italia era pari al 16,3% del Pil (14% in termini netti), inferiore solo al 17,4% della Grecia, pari a quasi il doppio della media Ocse (8,2%) e in aumento di quasi il 21% rispetto al 2000.

Il rapporto dell’organizzazione evidenzia anche che l’Italia è e resterà di gran lunga uno dei Paesi piu’ vecchi dell’Ocse, ma per fortuna gli anziani italiani hanno redditi complessivi (proveniente da pensioni, lavoro o altre entrate) mediamente alti.

Il tasso di povertà degli anziani nel nostro Paese si aggira invece attorno al 9%, contro una media nazionale del 13,7% e inferiorea quello dei bambini e dei giovani, che sono i più colpiti dalla crisi.

Da: QUI

Autore: Samuele

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