Guerra in Siria: cosa sapere

(Torino)ore 20:50:00 del 15/12/2016 - Categoria: , Denunce, Esteri

Guerra in Siria: cosa sapere

Sono gli ultimi colpi di coda dell’Amministrazione Obama prima dell’insediamento di Donald Trump che, probabilmente, cambierà il corso della politica estera americana.

Il guerrafondaio negro per la pace e' tignoso, non molla, come tutti i sinistri infami, vuole guerra e caos fino all'ultimo istante del suo mandato. Sono gli ultimi colpi di coda di un amministrazione criminale che dovrebbe essere portata a processo per crimini contro l'umanita'.

Sono gli ultimi colpi di coda dell’Amministrazione Obama prima dell’insediamento di Donald Trump che, probabilmente, cambierà il corso della politica estera americana. E in questi ultimi sussulti il “Nobel della Pace sulla fiducia”, conferma la linea di condotta adottata da Washington in questi anni in Siria: appoggio incondizionato ai gruppi di Al Qaeda e alle bande mercenarie dei cosiddetti ribelli moderati”.

L’8 Dicembre scorso la Casa Bianca ha emanato la “Determinazione Presidenziale 2017-05” al fine di sostenere le “Operazioni speciali per combattere il terrorismo”. L’America di Obama conferma che “la fornitura di articoli per la difesa e servizi per forze straniere, forze irregolari, gruppi o individui impegnati nel sostenere o agevolare le operazioni militari degli Stati Uniti per contrastare il terrorismo in Siria, è essenziale per gli interessi di sicurezza nazionale degli Stati Uniti”.

In altre parole verrà confermata la deroga alle esportazioni di armi verso i gruppi irregolari che combattono il Presidente siriano Assad; per lo più jihadisti e organizzazioni come Al-Nusra legate a doppio filo con Al Qaeda. È la conferma di quanto in realtà già si sapeva: e cioè che  gli Stati Uniti targati Obama hanno alimentato la guerra siriana dietro la retorica della “lotta al terrorismo”.

Nel settembre scorso, in una clamorosa intervista rilasciata al giornale tedesco Kölner Stadtanzeiger, uno dei comandante di Al Nusra ad Aleppo aveva affermato che il governo americano riforniva di missili TOW il gruppo terroristico in lotta contro il governo siriano; non solo ma che gli Stati Uniti (insieme ad altri paesi) garantivano anche consulenza militare e personale di supporto.

La decisione di Obama viola chiaramente l’Arms Export Control Act (AECA) che concede al Presidente Usa il potere di controllare le esportazioni di armi. Secondo la legge, gli Stati Uniti possono vendere armamenti solo a “Paesi amici” (quindi non ad organizzazioni di irregolari) per la “sicurezza interna o la legittima difesa, per prevenire o impedire la proliferazione delle armi di distruzione di massa (…), per consentire al paese beneficiario di partecipare ad accordi (…) coerenti con la Carta delle Nazioni Unite”.

Insomma tutto tranne fornire le armi ai gruppi jihadisti per rovesciare governi non alleati degli Usa. La decisione di Obama può essere resa operative in poche ore e sembra studiata apposta per due obiettivi:

Alimentare un’escalation del conflitto e rallentare l’avanzata dell’esercito arabo-siriano che sta costringendo alla fuga Isis e ribelli anti-Assad.

Mettere in difficoltà il suo successore Donald Trump, da sempre fautore di un cambio di rotta in Siria finalizzato alla lotta al terrorismo a fianco della Russia e non alla rimozione di Assad.

Autore: Samuele

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