Gratta e Vinci, la verità

(Milano)ore 09:15:00 del 16/03/2017 - Categoria: , Denunce

Gratta e Vinci, la verità

Ai danni economici si aggiungono quelli per la salute dei cittadini: circa un milione di italiani è affetto da azzardopatia e sono due milioni i giocatori ancora oggi a rischio dipendenza.

Lo Stato publicizza il gioco d'azzardo e poi critica e demonizza coloro che sono caduti nella trappola.
Senza tener conto che queste persone lo Stato dovrà il qualche modo aiutarle ad uscire dal tunnel.
Italia peggio di Las Vegas

Nel 2016 la raccolta da gioco in Italia è stata di 95 miliardi di euro, con una crescita di ben sei miliardi rispetto all’anno precedente. Gli italiani, in altre parole, hanno speso al gioco circa il 4,4% del Pil, poco meno di quanto spendono per mangiare, il triplo di quanto spendono per la scuola. Scommesse online, slot, gratta e vinci, lotterie varie: al gioco sono stati persi diciotto miliardi di euro in dodici mesi. Ai danni economici si aggiungono quelli per la salute dei cittadini: circa un milione di italiani è affetto da azzardopatia e sono due milioni i giocatori ancora oggi a rischio dipendenza.

Soldi buttati e vite buttate. Mettono davvero i brividi le dimensioni del "fenomeno azzardo" nel nostro Paese. Così tanto che viene da chiedersi se al di là delle campagne di comunicazione per la sensibilizzazione dei cittadini sui rischi legati al gioco e la prevenzione della ludopatia - campagne lodevoli e mirate ma davvero efficaci? - ci siano in concreto delle istituzioni pronte a lottare contro la potenza di fuoco delle concessionarie dei giochi di "azzardo legali", salvaguardando risparmi e vite dei cittadini. 

"Ok curare i malati, ok i messaggi pubblicitari per distogliere dal gioco irresponsabile, ma nei fatti governi e Stato non hanno mai ridotto le sale slot. Il motivo è chiarissimo: la volontà primaria è quella di tutelare l'enorme gettito che ne deriva", ci dice Matteo Mantero, deputato del Movimento 5 stelle primo firmatario di una proposta di legge per il contrasto al gioco d'azzardo.

Sindaci al centro, come baluardo contro il gioco d'azzardo. Come e perché?

Le cifre che lo Stato guadagna sono enormi, ma sono le amministrazioni locali a rappresentare il primo argine sul territorio contro il dilagare di questa piaga e che, sempre più spesso, vengono osteggiate e messe in difficoltà dalle concessionarie che ricorrono rispetto a ordinanze e regolamenti comunali. In primis, la proposta di legge prevede che l’apertura di nuove sale gioco, slot e scommesse possa avvenire solo dopo dietro formale richiesta al sindaco, che deve conferire l’autorizzazione.

Mentre oggi invece in molti comuni è sufficiente una semplice "Scia", la segnalazione certificata di inizio attività...

Sì, sono proprio i comuni che vanno tutelati e supportati. Bisogna offrire una “sponda” ai comuni che si trovino in regioni dove non sono ancora vigenti leggi restrittive sull’azzardo, come quella relativa alle distanze minime dai luoghi sensibili (scuole, chiese, centri di aggregazione giovanile e centri anziani) per consentire l’apertura delle sale da gioco. Con la nostra proposta vogliamo dunque garantire distanze dai luoghi sensibili su tutto il territorio nazionale, la limitazione degli orari per l’apertura delle sale gioco e per il funzionamento degli apparecchi presenti in bar e tabacchi. I singoli sindaci potranno ovviamente intervenire rispetto alla normativa nazionale adottando misure maggiormente restrittive, adattandole alle caratteristiche e necessità del territorio di loro competenza.

Proprio nei giorni scorsi, il Tar di Brescia ha rigettato i ricorsi di Lottomatica, Lotterie nazionali e Lotto Italia contro i provvedimenti del comune di Bergamo che limitavano il consumo e la vendita del gioco d’azzardo a tre fasce orarie durante la giornata. Un deciso punto di rottura rispetto al passato.

Un sindaco può e deve agire a tutela dei suoi cittadini, della loro salute e sicurezza: questo ha decretato il Tar. Ed è un aspetto molto positivo, anche perché per la prima volta lo si fa per tutti i tipi di giochi e non solo per le slot machine, come invece era stato sancito negli anni scorsi.

Sulla piattaforma Lex gli iscritti del M5s possono contribuire con suggerimenti e proposte al miglioramento di questa proposta di legge, ma crede possa andare in porto davvero?

Proveremo a farla calendarizzare al più presto per poi avviare la discussione in Aula. Pier Paolo Baretta, sottosegretario all'Economia con delega ai giochi, ha sempre confermato l'intenzione del governo di discutere su questo tema, anche se finora abbiamo visto pochi fatti. Ce la metteremo tutta

Autore: Gregorio

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