Giggino a Purpetta: autista di Raffaele Cutolo, ora parlamentare nelle file di Forza Italia!

(Milano)ore 23:43:00 del 17/07/2016 - Categoria: Cronaca, Denunce, Politica

Giggino a Purpetta: autista di Raffaele Cutolo, ora parlamentare nelle file di Forza Italia!

Questo e’ il deputato Luigi Cesaro, “Giggin’ ‘a purpetta”, l’autista di Raffaele Cutolo, boss della Nuova Camorra Organizzata.

Camera Tutti d’accordo (tranne come al solito il M5s) per negare l’autorizzazione delle intercettazioni di Luigi Cesaro. Chi è? Come, non conoscete il vanto del nostro Parlamento? Detto Giggino a Purpetta, era l’autista di di Raffaele Cutolo (fondatore e capo della Nuova Camorra Organizzata). Ora parlamentare nelle file (ma guarda un po’) di Forza Italia!

Premessa su “Giggin’ ‘a purpetta”

Questo e’ il deputato Luigi Cesaro, “Giggin’ ‘a purpetta”, l’autista di Raffaele Cutolo, boss della Nuova Camorra Organizzata.

Cesaro e’ accusato di concorso esterno in associazione di stampo camorristico e di sostegno con la sua attività politica, al clan dei casalesi.

Questo signore e’ un deputato di Forza Italiae la magistratura ne ha chiesto l’arresto, mentre potrebbe essere uno dei padri della nuova  Costituzione.

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Secondo le testimonianze di alcuni collaboratori di giustizia, Cesaro esercitava il voto di scambio sul suo territorio, contattava tutti quelli disposti a vendere il proprio voto, li schedava registrando nome e numero del seggio.

Poi dava meta’ banconota a testa.

Una meta’ prima delle elezioni, l’altra dopo.

(da: http://blogdieles.altervista.org/giggin-purpetta-delle-grandi-vergogne-nostra-repubblica-ovviamente-firma-silvio-berlusconi-quando-ce-porgere-mano-poltron/)

Camera nega autorizzazione a utilizzo intercettazioni di Luigi Cesaro (Forza Italia)

L’inchiesta riguarda il periodo in cui Cesaro era Presidente della provincia di Napoli; l’ipotesi accusatoria è quella di turbativa d’asta e corruzione, nell’ambito di una vicenda che riguarda le procedure d’appalto per l’affidamento del servizio di raccolta dei rifiuti nel comune di Forio, al fine di favorire la società Cite

Pd e Sinistra italiana votano con Fratelli d’Italia e Forza Italia. Ed è così che l’Aula della Camera nega l’autorizzazione all’utilizzo delle intercettazioni telefoniche di Luigi Cesaro (Forza Italia) richiesto dal gip del Tribunale di Napoli il 14 aprile 2016. Contro l’autorizzazione hanno votato in 285, i voti a favore dell’istanza dell’autorità giudiziaria sono 74: quelli del Movimento 5 Stelle e Scelta civica. Mentre 20 sono stati gli astenuti (Lega). L’inchiesta riguarda il periodo in cui Cesaro era Presidente della provincia di Napoli; l’ipotesi accusatoria è quella di turbativa d’asta e corruzione, nell’ambito di una vicenda che riguarda le procedure d’appalto per l’affidamento del servizio di raccolta dei rifiuti nel comune di Forio, al fine di favorire la società CITE.

Il relatore Marco Di Lello ha tuttavia sottolineato che compito della Camera non è quello di entrare nel merito della inchiesta, ma di verificare solo se sia stata rispettato l’articolo 68 della Costituzione. L’autorizzazione è stata negata perché le intercettazioni non sono avvenute casualmente, ma in una data successiva (gennaio 2012) all’inizio delle inchiesta anche a carico di Cesaro, sapendo dunque che era parlamentare in violazione quindi della legge.

Il nome di Cesaro era emerso nell’ambito dell’inchiesta che il 16 gennaio scorso aveva portato alla richiesta di arresti domiciliari, trasmessa a Palazzo Madama per il senatore e coordinatore regionale di Forza Italia Domenico De Siano. Per la stessa vicenda erano finiti ai domiciliari  un imprenditore e un funzionario comunale, mentre il gip aveva disposto l’obbligo di firma per altri sei indagati. Cuore dell’inchiesta le ipotizzate su mezzette e appalti per la raccolta dei rifiuti in tre comuni: Lacco Ameno, Forio d’Ischia e Monte di Procida. I fatti si riferiscono a un arco di tempo che va dal 2010 al 2012. Decisive per gli sviluppi dell’inchiesta proprio le intercettazioni telefoniche.

Che avevano “monitorato” anche la campagna di tesseramento di Forza Italia in vista del congresso provinciale del 2012: tessere sarebbero state acquistate, questa l’ipotesi degli inquirenti napoletano, dalla componente politica di De Siano e Cesaro al prezzo di dieci euro. Ciò per acquisire maggior peso all’interno del partito e fare in modo così di inserire propri candidati nel ”listino bloccato” per le elezioni politiche dell’anno successivo. Venivano avvicinati in particolare giocatori delle sale bingo ai quali sarebbero stati regalati in cambio del tesseramento un buono da 10 euro per partecipare al gioco. Una vicenda comunque non penalmente rilevante, tanto che non faceva parte delle contestazioni elencate nell’ordinanza cautelare. De Siano si era dimesso dall’incarico e aveva annunciato di voler rinunciare alle prerogative parlamentari per poter essere giudicato. Cesaro aveva invece detto di essere sereno “certo di aver sempre agito nella massima correttezza politica e istituzionale”.

Autore: Carmine

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