Fifa 18, cosa sapere

(Bari)ore 16:09:00 del 25/09/2017 - Categoria: , Videogames

Fifa 18, cosa sapere

Fifa 18 (la cui demo è ora disponibile per il download) si conferma nuovamente una grandiosa rappresentazione del calcio videoludico proprio perché riesce a riprodurre perfettamente l'essenza stessa di questo sport, sia dentro che fuori dal terreno di gio

Di una cosa siamo assolutamente certi: i ragazzi di Electronic Arts sono dei grandissimi esperti di calcio, e di tutti gli aspetti che lo caratterizzano. Non ci riferiamo soltanto al manuale del bravo giocatore, o alle norme che regolano il comportamento degli atleti sul campo (qualcuno, prima o poi, dovrà spiegarci nel dettaglio come funziona il fuorigioco), ma anche - e soprattutto - a tutti quegli elementi di contorno che concorrono a creare un'atmosfera di puro divertimento, coinvolgimento e spirito competitivo.
Fifa 18 (la cui demo è ora disponibile per il download) si conferma nuovamente una grandiosa rappresentazione del calcio videoludico proprio perché riesce a riprodurre perfettamente l'essenza stessa di questo sport, sia dentro che fuori dal terreno di gioco.
La Superstar di EA, dopo un lungo riscaldamento, si toglie la pettorina ed entra finalmente in partita, realizzando una performance ancora una volta degna della sua fama.

Anni e anni di allenamento hanno permesso a FIFA di perfezionare sempre di più le proprie tecniche: tuttavia, lo stile di gioco resta sostanzialmente il medesimo, con tutte le virtù e le mancanze che ne conseguono.
Non aspettatevi quindi uno stravolgimento epocale, bensì una serie di consistenti migliorie alla formula ludica della passata edizione, tali da rendere il gameplay di FIFA 18indubbiamente più rifinito ed elegante. Il tratto distintivo di questo nuovo capitolo riguarda principalmente la rinnovata mobilità dei calciatori, i cui movimenti sono composti da animazioni calcolate "frame by frame": ciò implica che tutti i più microscopici spostamenti del corpo sono legati tra di loro in maniera impeccabile e fluida, capaci di garantire, dunque, un sorprendente effetto di verosimiglianza.

Non si tratta di un semplice vezzo visivo, ma di una feature che influisce profondamente sul sistema di controllo

Proprio la tecnica sembra essere stata messa sotto i riflettori da parte di EA, con gli sviluppatori canadesi che hanno cercato di smentire le voci che vorrebbero il loro titolo adatto solo ai giocatori veloci, tanto amati dagli inglesi su FUT. A differenza di quanto visto negli scorsi capitoli, però, avere giocatori in grado di trattare il pallone a centrocampo è fondamentale per giocarsela ad alti livelli, con le differenze che si notano soprattutto nei passaggi: è capitato infatti di sbagliare abbastanza clamorosamente questo fondamentale con giocatori dallo scarso tasso tecnico, quando invece uno come Kroos sarebbe riuscito a far arrivare alle punte il pallone senza particolari problemi. 


Anche nel controllo palla si notano queste differenze, con alcuni giocatori che si allungano troppo il pallone perdendo miseramente il possesso. Il risultato è quello di assistere sì a una manovra veloce ma senza l'effetto ping pong dei precedenti capitoli. 
Grande attenzione è stata poi dedicata all’IA: uno degli storici punti migliorabili di FIFA. Già lo scorso anno gli sviluppatori avevano iniziato a lavorare sulla manovra dei giocatori, con i compagni di squadra che attaccavano gli spazi e offrivano linee di passaggio sicure, ma a differenza dello scorso capitolo, dove l’IA funzionava a fasi alterne, i giocatori che attaccano alle spalle i difensori sui cross quest'anno cercano di non finire in fuorigioco e offrono diverse linee di passaggio, con una manovra di gioco estremamente più dinamica e varia. 
Grande lavoro è stato fatto anche nella gestione del tasso di sfida offerto dall'avversario virtuale, fino all'anno scorso un autentico robot incapace di sbagliare ai livelli di difficoltà più alti. Su FIFA 18 la CPU è stata infatti resa molto più umana, dando la sensazione di trovarsi di fronte a un avversario in carne e d’ossa. Attenzione però, le partite non sono diventate più facili, sono solamente di una difficoltà diversa rispetto a prima.

Dimentichiamoci di un computer in grado di gestire il pallone per tutti i 90 minuti senza commettere errori, ora ci troveremo ad affrontare un avversario in grado di punire i nostri buchi difensivi, di pressare al momento giusto e addirittura di passarsi il pallone nelle situazioni di 2vs1 contro il portiere, comportamento tipico degli utenti online ma mai visto in passato nelle partite in locale. A fronte di questi miglioramenti in fase offensiva, EA ha scelto la strada opposta per la difesa che subisce ora molti meno interventi da parte dall’IA. FIFA 17 è  dunque un ricordo, perchè FIFA18 torna a dare importanza all’abilità del giocatore, nel bene e nel male. Senza la CPU a coprire i vari errori, lasciare troppi spazi al gioco avversario diventa un errore spesso fatale e non sarà raro assistere a partite ricchissime di gol. Ad aiutare gli attaccanti troviamo poi il grande lavoro svolto sui cross, tornati a essere un’arma sfruttabile durante gli incontri. Il timore, dopo la prova lo scorso Giugno, era di rivedere un ritorno ai fasti di FIFA 14, in cui un giocatore come Mandzukic sarebbe stato assolutamente inarrestabile. Fortunatamente, su FIFA 18, la situazione è molto meno tragica del previsto, con i cross efficaci ma solo contro difensori di scarso livello o mal posizionati: pensare di segnare a ogni cross contro Juventus o Real Madrid, due tra le migliori squadre sul gioco aereo, è lontanissimo dalla realtà dei fatti. Come dicevamo all’inizio, però, FIFA 18 non è perfetto, e un passo indietro si nota proprio nei portieri. Dopo quanto visto su Fifa 17, con gli estremi difensori che commettevano molti meno errori rispetto ad alcuni capitoli precedenti, quest'anno si torna indietro con un leggero passo falso che non ci saremmo aspettati. I portieri si sono dimostrati abbastanza sicuri nelle conclusioni da dentro l’area di rigore, mostrando dei buoni riflessi, ma bisogna fare il discorso inverso per i tiri scoccati da grande distanza. In particolare, quelli a giro, che si insaccano con una facilità disarmante. È chiaro che su questo aspetto si concentreranno le attenzioni degli sviluppatori nel primo update, o migliorando il posizionamento dei portieri o depotenziando l’efficacia delle conclusioni da fuori. 
La grossa sfida per EA sarà intervenire solo in questo campo, senza modificare sostanzialmente un gameplay che è migliorato tanto e che premia diverse categorie di giocatori, ma non quelle veloci, tanto amate dal pubblico quanto mal sopportate dalla simulazione.

Passiamo alle cose formali

Ricca, come da tradizione, l’offerta di modalità offline e online. Iniziamo parlando della carriera, un tempo modalità regina e ora relegata quasi in una posizione di secondo piano. L’attenzione degli sviluppatori si è concentrata sulle trattative, irrealistiche nei capitoli precedenti. Da quanto visto, sembrerebbero scongiurate le situazioni viste negli scorsi anni, con i vari team che ammassavano talento in posizioni ben coperte in rosa, preferendo stavolta intervenire sui reparti più scoperti. Il calciomercato diventa anche più interattivo vista la presenza di trattative in tempo reale permesse dalle potenzialità del Frostibite. Una volta che decideremo di acquistare o vendere un giocatore, la scena si sposterà nei nostri uffici dove dovremo discutere i termini dell’accordo con il presidente dell’altra squadra e con l’agente del giocatore. Qui potremo formulare le nostre proposte, introducendo anche la possibilità di bonus sulla rivendita futura e ascoltare le varie richieste che ci arriveranno, dall’alzare l’offerta dello stipendio all’inserire un bonus legato alle presenze. Nel caso in cui saremo interessati a un giocatore con una clausola rescissoria, novità per la serie, potremo decidere di scavalcare le volontà del club e trattare direttamente con l’interessato, trasformandoci in novelli sceicchi pronti a fare shopping in giro per l’Europa. Una volta acquistato il giocatore, o raggiunto un altro obiettivo importante come la vittoria in campionato o coppa, potremo assistere a un breve video in presenza della stampa, in maniera simile a quanto avviene nella realtà. EA ha poi introdotto la possibilità di accordarsi con i giocatori a mercato chiuso e affrontare diversi nuovi skill game per migliorare le abilità della nostra rosa. Peccato per la mancanza di una componente manageriale più marcata, potendo intervenire sulle finanze del club, e una gestione più profonda della rosa, magari dando la possibilità all’utente di impostare diverse formazioni in base alla difficoltà dell’avversario, utile per chi non ama intervenire di continuo. Poche invece le novità dedicate al Pro Club, con un nuovo sistema di progressione che permetterà di sviluppare in contemporanea più ruoli.

Autore: Gregorio

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