Facebook, l'invasione delle Reactions anche nei commenti!

(Milano)ore 20:26:00 del 08/05/2017 - Categoria: , Tecnologia

Facebook, l'invasione delle Reactions anche nei commenti!

SONO state lanciate poco più di un anno fa. E, nonostante il pollicione rimanga il modo preferito di esprimersi, pare che le Reactions, cioè le faccine a disposizione per esprimere le proprie sensazioni rispetto a un qualsiasi contenuto, siano state clicc

SONO state lanciate poco più di un anno fa. E, nonostante il pollicione rimanga il modo preferito di esprimersi, pare che le Reactions, cioè le faccine a disposizione per esprimere le proprie sensazioni rispetto a un qualsiasi contenuto, siano state cliccate qualcosa come 300 miliardi di volte. Insomma, l'esperimento è stato estremamente gradito e il cambio di paradigma profondo (anche se il pollice verso, per il momento, si trova solo nella chat Messenger) appare compiuto. Adesso le sei icone animate invadono la bacheca: arrivano infatti anche all'interno dei commenti, infiltrandosi nelle nostre chiacchierate. Sarà cioè possibile, oltre all'evergreen Mi piace, connotare la propria reazione a un commento tramite una delle faccine: Like, Love, Ahah, Wow, Sigh e Grr, per chiamarle coi loro nomi inglesi.

"Abbiamo capito dalle persone che avevano desiderio di disporre di più modi per esprimere le proprie reazioni all'interno delle conversazioni - ha spiegato un portavoce di Menlo Park, alle prese poche ore fa con i pasticci di WhatsApp - ecco perché stiamo allargando questa opportunità anche ai commenti". Ironia della sorte, uno dei primi commenti-cavia ad aver subito un massiccio trattamento a base di Reactions è stato proprio quello con cui nel corso della nottata italiana e rispondendo a un commento,  sulla sua bacheca, sotto al post con cui annunciava gli ottimi risultati finanziari e di audience dei suoi prodotti, Mark Zuckerberg si è scusato per il blackout dell'app di messaggistica. Ha raccolto 6.300 Reactions.

La funzionalità è già disponibile anche in Italia, a partire però dalla versione desktop. Cioè da pc. Basta soffermarsi una frazione di secondo sulla dicitura "Mi piace" e, come sotto ai contenuti, anche su ogni singolo commento si può scegliere la faccina più appropriata ai propri pensieri. Sulle applicazioni per iOS e Android l'opzione sembra disponibile a singhiozzo - qualcuno dice già di disporne, qualcun altro no - ed è probabile che arriverà, per tutti, col prossimo aggiornamento utile. In quel caso occorre comunque tenere premuto "Mi piace" e scorrere poi fra le opzioni disponibili. L'unico prodotto della suite che non dovrebbe sfoggiare questa possibilità è invece Facebook Lite, la versione leggera dell'app pensata soprattutto per i mercati con minore copertura di rete.
Cambiano dunque anche le notifiche: se un "amico" userà una reazione in un commento sul quale avete cliccato qualcosa anche voi, la piattaforma vi avviserà che qualcuno ha "aggiunto una reazione". Proprio come accade con i post di partenza, per così dire.
Il successo delle faccine è stato tale da aver dunque condotto prima, a marzo, alla loro espansione all'interno delle conversazioni di Messenger. Dove se ne può utilizzare una in più e il pacchetto è leggermente diverso da quello disponibili in bacheca: c'è appunto il famigerato Non mi piace (che tuttavia, a questo punto, sarebbe utile anche nelle Reactions per i commenti), il cuore diventa di fatto un'emoji e la faccina arrabbiata non è livida di cattiveria. Inoltre, su Messenger, dopo aver scelto una reazione scatta un'irritante animazione che rallenta lo scambio. I numeri del primo anno di utilizzo raccontano che la più utilizzata è stata quella del cuore: ha raccolto su di se oltre la metà dei 300 miliardi di clic. Con un picco il giorno di Natale. Fra i Paesi che hanno gradito di più la novità - e che probabilmente continueranno a cliccare anche i commenti - Messico, Cile, Suriname seguiti da Grecia, Paraguay, Costa Rica, Belize, Stati Uniti, Brasile ed Uruguay. La varietà sembrerebbe adattarsi particolarmente alla sensibilità centro e sudamericana

Da: QUI

Autore: Gregorio

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