Ex moglie ostacola rapporto padre e figlio? DEVE PAGARE RISARCIMENTO!

(Genova)ore 19:20:00 del 22/04/2018 - Categoria: , Nuove Leggi, Sociale

Ex moglie ostacola rapporto padre e figlio? DEVE PAGARE RISARCIMENTO!

I figli devono poter mantenere un rapporto pieno e soddisfacente, in termini di qualità e quantità, con entrambi i genitori, quando questi decidono di interrompere la loro relazione

AVVISO ALLE EX MOGLI STRONZETTE: SE OSTACOLANO IL RAPPORTO TRA PADRE E FIGLIO, DEVONO PAGARE UN RISARCIMENTO - I TRIBUNALI SONO SPESSO COSTRETTI A INTERVENIRE PER SANZIONARE GLI INACCETTABILI COMPORTAMENTI DI MOLTE DONNE SEPARATE PER TUTELARE I FIGLI E IL DIRITTO DI AVERE DUE GENITORI

I figli devono poter mantenere un rapporto pieno e soddisfacente, in termini di qualità e quantità, con entrambi i genitori, quando questi decidono di interrompere la loro relazione. Tanto la madre quanto il padre, infatti, sono figure fondamentali per l’armonioso sviluppo della personalità dei bambini e per la loro serena crescita psicofisica. Ma c’è ancora chi non si rassegna al fatto che i genitori, in termini paritari, debbano (e non solo possano) partecipare attivamente alla vita dei figli. Indipendentemente dal tempo che i minori trascorrono con l’uno o con l’altro.

E, il più delle volte, sono le madri, perché solitamente scelte (non perché migliori e preferibili di per sé, ma perché così suggerisce la storia della famiglia) come collocatarie, stabili conviventi, dei figli, ad approfittare di questa situazione “privilegiata”. E a usare i figli per colpire l’ex marito o compagno, per ottenere da lui vantaggi economici, o anche solo per fargli dispetto o per spirito vendicativo. 

Ma, analogamente, si comportano i padri, quando i bambini vengono collocati presso di loro, se hanno risentimento e astio verso la madre. Magari perché la ritengono, la sia o meno, responsabile della fine del matrimonio o della convivenza. E, chiunque, madri o padri che siano, incuranti che sono i figli le vere vittime dei loro comportamenti, non esitano a ostacolare e rendere il più possibile disagevole e difficoltoso lo svolgimento del rapporto tra il figlio e l’altro genitore.

Diverse sono le condotte, oramai tipizzate, che questi cattivi papà e mamme, rivendicativi e dispettosi, mettono in atto per raggiungere il loro obiettivo. Dal pretendere denaro per lasciare incontrare l’altro genitore e i figli, al trasferirsi più lontano possibile dalla casa familiare, al coinvolgere i figli nel conflitto mai sopito verso l’ex partner, facendo loro credere che è cattivo, pericoloso, disturbato.

In questa giungla di atteggiamenti strumentalizzanti e manipolatori dei figli, i quali, loro malgrado, assumono la funzione di veri e propri strumenti di contesa nelle mani del genitore, i Tribunali sono sempre più spesso costretti a intervenire, per sanzionare gli inaccettabili comportamenti e, soprattutto, per tutelare i figli e il loro inviolabile diritto di avere due genitori. Ma anche per dare ristoro alle sofferenze e al disagio patito dal genitore che si vede, illegittimamente, ostacolare e limitare nel rapporto con la prole.

E’ questo, per esempio, il caso del Tribunale di Milano, che, recentemente, si è occupato di una separazione particolarmente litigiosa e conflittuale, nella quale la madre ogni volta  consegnava il figlio senza l’occorrente per la scuola o l’attività sportiva programmata, così costringendo il padre a ritornare nella casa materna per recuperarlo. E, in altre occasioni, quando il padre passava a prendere il bambino, non glielo faceva trovare o gli comunicava sue improvvise malattie che “non gli permettevano di andare dal papà”.

Il Tribunale di Milano, con provvedimento dello scorso gennaio 2018, non ha soltanto punito il comportamento della madre per il passato, ma ha anche previsto l’applicazione di una sanzione economica, automatica, a suo carico e a beneficio del padre, per ogni singola futura violazione del diritto paterno di stare con il bambino nei tempi calendarizzati dal Tribunale. Con somme da pagare diverse, a seconda del tipo di violazione che realizzerà (30 euro quando non consegnerà il materiale necessario per la scuola o l'attività sportiva", 50 euro quando non consentirà al bambino di trascorrere il tempo con il papà). Nel caso non bastasse, il Tribunale potrebbe intervenire più drasticamente, anche arrivando a modificare il collocamento del minore.

Dago

Autore: Sasha

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