Elezioni francesi, la verità

(Napoli)ore 14:12:00 del 28/04/2017 - Categoria: , Esteri, Politica

Elezioni francesi, la verità

Di aspettare un turno in silenzio o al massimo di correre alle primarie per vedere l’effetto che faceva.

HA STUDIATO ALL’ENA, DOVE È PASSATA STORICAMENTE TUTTA LA CLASSE DIRIGENTE FRANCESE. E’ STATO MINISTRO (E PUPILLO) DI HOLLANDE, SOSTENENDO LA CONTESTATA LEGGE SUL LAVORO. IL SUO CURRICULUM LO PRESENTA COME UN BANCHIERE DI SUCCESSO. MA GRAZIE ALLA DIFFIDENZA DEI SOCIALISTI CHE LO SFIDAVANO A CORRERE DA SOLO (UNA PROFEZIA CHE SOMIGLIA A QUELLE DI FASSINO CON GRILLO E APPENDINO) HA POTUTO PRESENTARSI COME ANTI-PARTITI.

Gli avevano chiesto di stare in un angolo. Di aspettare un turno in silenzio o al massimo di correre alle primarie per vedere l’effetto che faceva. Se fossimo in Italia, le parole del segretario del Ps Jean-Christophe Cambadelis, riportate da Le Monde, sarebbero un po’ come la profezia di Fassino sul Movimento 5 stelle: “Gioca al ‘trattenetemi o faccio qualcosa di brutto’, ma non ha spazio per andare da solo”. Detto, fatto.

[video]

Era il 31 agosto 2016 e il ministro dell’Economia Emmanuel Macron lasciava il governo di François Hollande dopo due anni di lavoro. Lui, pupillo dell’ex presidente uscente, aveva creato ad aprile 2016 il movimento “En Marche!” facendo credere a tutti che la sua fosse una specie di giovanile per rilanciare il partito. Aveva altro in testa. La corsa di Macron comincia così sul finire dell’estate e in pochi mesi il 39enne può ambire alla poltrona della presidenza. A settembre qualcuno ci prova a implorarlo di restare: “Che partecipi alle primarie”, gli dicono da più parti. Ma questo avrebbe voluto dire sfidare l’ex primo ministro Manuel Valls e logorarsi, secondo la sua ottica, nelle lunghe battaglie politiche interne. Quindi senza pensarci troppo, e mentre tutti lo accusano tra i drammi di essere un traditore, rinuncia e va per la sua strada.

I francesi, sarà per il tempo che minaccia xenofobia e razzismo, ma decidono di premiarlo: il solo fatto di aver sbattuto la porta in faccia al partito, gli fa ottenere l’etichetta di anti sistema. La magia a Emmanuel Macron riesce in poche settimane: ex ministro dell’Economia in uno dei periodi più difficili in quanto a tagli e manovre per la presidenza Hollande, ma soprattutto ex banchiere a Rothschild in un’epoca in cui aver lavorato per le banche equivale a dire di essere una creatura demoniaca, diventa all’improvviso il giovane rampollo che sfida l’establishment. Nemmeno il fatto di aver studiato all’Ena(école national d’administration) gli fa perdere consensi: è la scuola dove passa tutta la classe dirigente francese, presidenti della Repubblica in primis, e che per molti è il simbolo del classismo del sistema, ma per Macron si fa finta che non sia mai successo. Nel suo curriculum le ha tutte: ispettore delle finanze, quindi nel 2008 assunto da Rothschild di cui diviene socio. All’Eliseo arriva nel 2012 con Hollande: è il suo segretario generale aggiunto ed è regista di tutte le prime riforme economiche del presidente, quindi anche quelle che gli saranno più contestate. Per un pelo non diventa ministro del Bilancio nel governo Valls nel 2014, ma strappa la poltrona dell’Economia al posto di Arnaud Montebourg pochi mesi dopo. Tra i suoi interventi c’è addirittura la legge sul lavoro che porta il nome della ministra El Khomry, il Jobs act alla francese, e che trascinerà nelle piazze centinaia di migliaia di francesi. Lui la difende e anzi chiede di andare oltre, modificando il limite massimo delle 35 ore settimanali per ciascun dipendente: è il segno che il ragazzo può parlare a un elettorato non solo socialista.

In un clima di disaffezione alla politica e rabbia sociale, Macron arriva sulla scena con i modi felpati del vincitore. Rompe gli indugi il 16 novembre mentre è in visita a un centro di formazione per i lavoratori a Bobigny, banlieue di Parigi che mesi dopo sarà protagonista di rivolte per lo stupro di un ragazzo da parte della polizia. “Voglio unire i francesi, non la destra o la sinistra”, dice il neocandidato. E’ l’inizio di un’operazione per convincere tutti che lui è la soluzione per la Francia per evitare il buio nella ville lumière. La verità è che a Macron viene facile e lo aiutano tutti. Prima ci sono le primarie fratricide dei socialisti: lui, non solo li osserva da fuori senza commentare, ma nemmeno presenta il suo programma per evitare che i candidati del Ps parlino di lui e distolgano l’attenzione dall’uccidersi l’uno con l’altro. Finito il calvario, per gli altri, decide che nascondersi dietro il suo libro Révolution ogni volta che gli chiedono del suo piano è una strategia che non può durare per sempre e quindi svela i suoi punti per rilanciare il Paese. Neanche il tempo per gli esperti di analizzarne la fattibilità, che il destino galantuomo punisce il favorito François Fillon: scoppia lo scandalo dei presunti impieghi fittizi a moglie e figli e viene praticamente eliminato dai pronostici.

Da: QUI

Autore: Luca

Notizie di oggi
BUFERA SU VISCO, SUPERMASSONE AL SERVIZIO DEL POTERE
BUFERA SU VISCO, SUPERMASSONE AL SERVIZIO DEL POTERE
(Napoli)
-

Si può anche chiamarla massoneria, ma la definizione è imprecisa: perché non tutti gli affiliati alle superlogge internazionali sono stati iniziati all’obbedienza massonica
Si può anche chiamarla massoneria, ma la definizione è imprecisa: perché non...

IN ARRIVO NUOVA LA TASSA SULLA CASA PER SISTEMARE I CONTI!
IN ARRIVO NUOVA LA TASSA SULLA CASA PER SISTEMARE I CONTI!
(Napoli)
-

Pagare una tassa per l'occupazione del suolo da parte dell'immobile. Non è una follia, ma l'ultima idea per mettere le mani nelle nostre tasche.
Quest'idea è pura follia. Sia dal punto di vista morale sia economico che anche...

Nuove elezioni INUTILI, come sempre: AVREMO SEMPRE IL SOLITO GOVERNO DEI PROCI
Nuove elezioni INUTILI, come sempre: AVREMO SEMPRE IL SOLITO GOVERNO DEI PROCI
(Napoli)
-

Prepariamoci: non cambierà niente, in Italia, dopo le elezioni. L’ultima volta s’è votato nell’ormai remoto 2013.
Prepariamoci: non cambierà niente, in Italia, dopo le elezioni. L’ultima volta...

Putin, l'uomo d'acciaio nato dalla FAME, DALLA PAURA E DALLA MORTE
Putin, l'uomo d'acciaio nato dalla FAME, DALLA PAURA E DALLA MORTE
(Napoli)
-

Oggi, Vladimir Vladimirovic Putin, detto Volodja, compie 65 anni. Molti sanno della sua vita politica e il recente film di Oliver Stone ne sta mettendo in luce gli aspetti più interessanti. Pochissimi sanno però della sua incredibile infanzia.
Oggi, Vladimir Vladimirovic Putin, detto Volodja, compie 65 anni. Molti sanno...

IL SUPERPOTERE UE FESTEGGIA IL ROSATELLUM!
IL SUPERPOTERE UE FESTEGGIA IL ROSATELLUM!
(Napoli)
-

Aveva ben presente, l’allora giovane rottamatore Renzi, quale fosse il cuore del problema: metter fine alla sciatteria di una farsa, recitata da partiti impresentabili. Un acquario virtuale, dentro cui c’erano mille sigle ma mancava la bandiera fondamenta
Aveva ben presente, l’allora giovane rottamatore Renzi, quale fosse il cuore del...



Giornale di Oggi | Contatti | Sitemap articoli

2013 Giornale di Oggi - Tutti i diritti riservati