Ecco come imparare a nuotare

NAPOLI ore 17:32:00 del 03/12/2015 - Categoria: Guide, Sport Generici - Imparare a nuotare

Ecco come imparare a nuotare

Il primo passo da compiere è quello di renderci l’acqua amica e familiarizzare con lei.

Come imparare a nuotare - Fin dai tempi più antichi l’uomo è stato costretto, per sopravvivere, a nuotare. Oggi, alla necessità si aggiunge il piacere di praticare uno sport divertente e che più di ogni altro è in grado di sviluppare e tonificare armonicamente il corpo, evitandogli quegli stress da sovraccarico tipici di altre discipline, vedi corsa. Ma l’acqua, che sia quella del mare, del fiume o del lago, resta per noi esseri uMani, spiccatamente ‘terraioli’, un ambiente affatto naturale, un elemento estraneo che può evidenziare paure e insicurezze, spesso a noi del tutto ignote. Diciamolo subito, specie per chi parte da zero, imparare a nuotare non è del tutto semplice. Tutti possono tranquillamente galleggiare – ce lo disse chiaramente Archimede quasi un paio di millenni fa – ma spesso accade che l’aspetto emozionale prevalga sulla fisica, facendoci affondare. Per questo motivo, il primo passo da compiere è quello di renderci l’acqua amica e familiarizzare con lei.

Come imparare a nuotare

IL GALLEGGIAMENTO — Inizialmente, per prendere confidenza con l’acqua, cominciate a camminare in acque basse e tranquille in modo tale che i vostri piedi siano sempre a contatto con il fondo sabbioso. Via via spostatevi un po’ più al largo fino a quando l’acqua vi arriva all’altezza del petto. A questo punto dovete provare a stare a galla orizzontalmente, facendo quello che comunemente viene definito "fare il morto". Rannicchiatevi in modo da immergere anche le spalle, tendete in avanti le braccia, piegate la testa all'indietro fino a immergere le orecchie. Poi datevi una spinta con i piedi sul fondo, così da riuscire a far affiorare i fianchi. Senza alcuno sforzo vi ritroverete già perfettamente orizzontali. Ma è fondamentale che vi concentriate sulla vostra respirazione che deve continuare a mantenersi regolare, evitando espirazioni troppo prolungate e profonde. I vostri polmoni, infatti, devono sempre contenere una sufficiente quantità di aria. E’ tutto qui il segreto per stare a galla senza alcun problema. Stando in posizione supina può capitare che l’acqua vi bagni il viso, non agitatevi e continuate a respirare regolarmente. Per rimettervi in piedi, abbassate le braccia e raccogliete le gambe al petto, sollevando contemporaneamente la testa. Si può galleggiare anche stando in verticale con la testa fuori dall’acqua, ma dovete spingervi un po’ più al largo, ma non tanto da non riuscire a toccare il fondo con la punta dei piedi. Per riuscirci, basta muovere le gambe come se steste andando in bicicletta e pagaiare con le mani, una tecnica molto semplice ed economica che vi permette di mantenere questa posizione anche per tempi molto lunghi.

Come imparare a nuotare -  LE PRIME BRACCIATE. A questo punto si può dire che il più è fatto: avete la situazione sotto controllo e, soprattutto, essendo ormai certi di non potere affogare, avete raggiunto la tranquillità sufficiente per potere proseguire nell’apprendimento dei vari stili che caratterizzano quest’affascinante disciplina sportiva. L’ulteriore passo avanti consiste, infatti, nel riuscire ad eseguire, sempre da supini, dei piccoli spostamenti grazie all’utilizzo delle braccia che devono compiere un movimento rotatorio come se steste remando, e delle gambe che devono muoversi alternativamente in modo fluido. Il galleggiamento e nuoto da proni è un po’ più complesso (a meno che non si nuoti a rana con la testa al di fuori dell’acqua), in quanto prevede l’immersione del viso e, di conseguenza, almeno una impostazione elementare di respirazione. In pratica, si deve riuscire ad automatizzare un’azione abbastanza semplice, ma affatto naturale: soffiare sott’acqua e respirare quando si emerge con la bocca. Nel crawl, lo stile che presentando meno attriti con l’acqua, permette il più veloce avanzamento, la respirazione è inserita tra la fase di trazione subacquea e quella di recupero, che si esegue quando avviene il passaggio del braccio fuori dall’acqua. L’inspirazione viene effettuata con la rotazione della testa (e non il sollevamento) da un lato, mentre l’espirazione si esegue con il viso in immersione.

Autore: Gregorio

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