Crisi: come non odiare il proprio lavoro

ROVIGO ore 08:33:00 del 01/02/2015 - Categoria: Denunce, Guide, Lavoro, Sociale

Crisi: come non odiare il proprio lavoro

Crisi: come non odiare il proprio lavoro | L’analisi di Italiano Sveglia

Ogni mattina è dura, durissima. Solo l'idea di andare a lavorare in quel posto ti viene da star male.....è noioso, noiosissimo, orari assurdi, dire sottopagato è poco, ti impone una vita piena di privazioni anche nella tua vita privata senza parlare delle ripercussioni alla tua Salute mentale in quanto depresso. Ogni giorno milioni di persone attraversano quest’ansia e questo nervosismo da lavoro proprio perché non si trovano bene. Ecco come provare a risolvere le cose con un’attenta analisi di Italiano sveglia.

Quando ci si ritrova in queste situazioni (malessere al mattino quando bisogna andare al lavoro, tristezza cronica, ansia, inappetenza o fame nervosa) le scelte possibili sono solo due: o cambi lavoro o inizi a cambiare il tuo modo di vedere il tuo attuale lavoro. Cambiare lavoro vuol dire iniziarsi a guardare attorno e cercare qualcosa che soddisfi le ambizioni dell'individuo senza aver paura di mettersi in discussione e senza aver paura del cambiamento. Se non si ha la possibilità di cambiare lavoro la scelta è di iniziare ad amare il proprio lavoro...ma in molti casi, visto che la paga è bassa, risulta molto difficile.

Purtroppo la vita di oggi richiede anche enormi sacrifici, devi essere molto paziente perchè il lavoro manca e tanta gente forse vorrebbe pur di lavorare essere al tuo posto. Sopporta tutto infondo tu almeno un lavoro ce l'hai, sarà pericoloso, sottopagato , umiliante ma pur sempre un lavoro è. Certamente meglio un lavoro precario che nulla! Ma il lavoro precario dovrebbe essere esclusivamente per valutare se la persona è capace per poi essere assunta a tempo indeterminato come si faceva una volta!

Ciò non toglie il fatto che è vergognoso che in Italia nel 2015 ci siano ancora tanti operai trattati come schiavi e che ciò sia considerato normale. Purtroppo la colpa è dei politici e dei sindacati che per arricchirsi invece di difendere l'operario difendono sempre il padrone, ma purtroppo è anche pieno di operai che credono che i sindacati li difendono e non capiscono che invece un sindacato è sempre dalla parte dei padroni perchè se i sindacati aiutassero davvero l'operaio non avrebbero più senso di esistere. Pensate per esempio al cosiddetto "principio civile dell'integrazione degli Immigrati"... è indubbio che i politici di sinistra e i sindacati vogliono gli immigrati per tenere in stallo questa situazione!! 

Autore: Gerardo

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