Cosa vedere Vercelli

(Vercelli)ore 07:35:00 del 11/04/2017 - Categoria: , Luoghi da visitare

Cosa vedere Vercelli

VERCELLI COSA VEDERE - E’ una città raccolta, piccola, si visita tranquillamente in una giornata e può sorprendere il visitatore  – che molto spesso è lo stesso vercellese – per  quanta storia si possa trovare.

VERCELLI COSA VEDERE - Vercelli? Chi? Cosa? Ma dov’è? Una provincia che come targa ha VC cosa potrà mai offrire?? E invece no, ecco svelato l’arcano: c’è vita quaggiù e non è poi neanche così male!

VERCELLI COSA VEDERE - Vercelli, città capoluogo con 45.000 abitanti, è una città antichissima con radici addirittura celtiche – il suo nome antico infatti è Wehr Celt, rocca dei Celti – situata a circa 70 km da Torino e 70 da Milano comoda e raggiungibile via treno e autostrada.

VERCELLI COSA VEDERE - E’ una città raccolta, piccola, si visita tranquillamente in una giornata e può sorprendere il visitatore  – che molto spesso è lo stesso vercellese – per  quanta storia si possa trovare.

Piazza dei Pesci e l’Antico Broletto

Nel cuore antico della città, la nostra visita comincia in Piazza Palazzo Vecchio, anche conosciuta come ‘Piazza dei Pesci‘ per il mercato ittico che un tempo vi si teneva.

Opere di restauro recenti ne hanno un po’ nascosto i caratteri antichi che la distinguevano, e la piazza, dalla pianta trapezoidale, presenta oggi eleganti palazzi che un tempo ne segnarono il decorso storico, primo tra tutti è l’Antico Broletto, edificio in cui ebbe sede il Comune fin dal 1200 e che oggi conserva ancora interessanti decorazioni barocche.

Tutta la piazza si sviluppa intorno a una fontana circolare a livello del terreno e, volgendo lo sguardo verso l’alto, si scorge la Torre del Broletto, anche chiamata Torre di Città, che è la più antica delle torri di Vercelli e sulla quale si narra una bizzarra leggenda.

Pare infatti che attorno ad essa si radunino a volteggiare le anime, sotto forma di fiammelle, dei personaggi che nella storia vercellese si sono prodigati per la crescita e la prosperità della città, meritevoli quindi di non essere dimenticati e degni di far parte di questa cerchia di nobili eletti.

La tradizione vuole anche che le persone illustri di Vercelli, talvolta la notte, vedano una fila di fiammelle blu volteggiare attorno alla torre, chi di illustre, osservando, vedesse tra di esse uno spazio libero, saprà che questo è un richiamo volto alla sua stessa anima per unirsi a loro, e quindi saprà di dover morire nel giro di pochi giorni.

Molti vercellesi, attraversando la piazza, sopratutto la notte, schermano il viso con la mano in modo da non osservare la torre onde incorrere in questo funesto richiamo.

La Torre di Città inoltre, in passato, era molto più alta, di circa 20 metri, ed era ottagonale, la sommità venne colpita e distrutta da un fulmine e ospitava le campane che venivano utilizzate per la convoca del parlamento o del popolo, o per segnalare momenti di festa o di lutto.

Il centro storico di Vercelli, Piazza Cavour

Attraverso alcune vie racchiuse tra gli edifici, raggiungiamo Piazza Cavour, forse la piazza più conosciuta e principale di tutta Vercelli, antico foro romano che oggi si mostra con eleganza e armonia.

Intorno ad essa sorgono alcuni degli edifici più antichi della città e Luca ci racconta alcuni interessanti aneddoti riguardanti le varie zone della piazza.

Verso est, ovvero verso il Broletto, si trovano i Portici dei Brentatori, originari del 1300, con soffitti in legno a cassettoni e sotto ai quali in passato avveniva il commercio del vino.

Il lato a sud della piazza invece è occupato da alcuni caffè e da una banca, attualmente, ma un tempo pare che qui sorgessero ben tre chiese, una a ridosso dell’altra, che pacificamente si contendevano il riconoscimento di chiesa più importante tra le tre.

Questa contesa ebbe fine quando si pensò che fosse meglio realizzare una chiesa unica e più grande, anziché tenerne tre più piccole, venne così mantenuta e ampliata la Chiesa di San Tommaso, che attualmente non esiste più ed è stata tramutata in una banca.

Scorcio di Piazza Cavour e degli storici edifici del centro di Vercelli

Il lato nord, a quanto pare, era quello dedicato alla nobiltà vercellese, lo testimoniano le coperture che collegano le varie sezioni del portico che scorre su questo versante, in questo modo i nobili potevano passeggiare senza rischiare di bagnarsi nei giorni di pioggia.

Osservando questo lato dall’estremità opposta della piazza si può vedere la Torre dell’Angelo, alta struttura che domina Piazza Cavour, essa sorge su un’originaria struttura trecentesca, a base quadrata, sormontata da un prolungamento ottagonale, sopra ad esso, di epoca più recente, si trova un’ulteriore costruzione in stile neogotico.

Il lato ovest della piazza è occupato da un austero edificio sulla cui facciata scolorita e scrostata è possibile vedere le ombre di antichi affreschi raffiguranti importanti personaggi del passato.

Il monumento centrale di Piazza Cavour, decorata da un pavimento arabescato in ciottoli, è dedicato al personaggio che più diede prestigio al vercellese durante la storia, Camillo Benso Conte di Cavour, grazie al quale furono realizzate ingenti opere di costruzione. Tra di esse le più importanti sono quelle a livello agricolo con la realizzazione del Canale Cavour che ha permesso una migliore coltivazione del riso nelle pianure.

La maestosa Basilica di Sant’Andrea

Allontanandoci dal centro ci rechiamo a uno dei gioielli dell’architettura sacra in Vercelli, la Basilica di Sant’Andrea.

Edificata tra il 1219 e il 1227, in un lasso di tempo molto breve, la basilica rappresenta un grande capolavoro architettonico vercellese, fusione di stili lombardi, emiliani, romanici e gotici, in essa si possono trovare elementi significativi di tutte queste correnti architettoniche ben amalgamati. Questo la rende uno degli esempi più significativi a livello mondiale di fusione di stile romanico e gotico.

Di grande suggestione sono gli archi rampanti ciechi che si vedono lungo le fiancate esterne e anche i decori a doppio arco che ne percorrono l’intero perimetro appena sotto al tetto.

La maestosa facciata si evidenzia sulla struttura per il colore verde delle sue pietre, le decorazioni bianche spiccano per la maestria con cui furono realizzate utilizzando la pietra proveniente da Pralungo, nella vicina provincia di Biella.
Sopra a tutto svettano le imponenti torri laterali, cromaticamente contrastanti con i mattoni rossi che le rivestono, ma che nell’insieme creano una perfetta armonia di colori che arricchisce la vista dell’edificio.
Varcando la soglia si viene accolti da una vasta navata illuminata dalle vetrate colorate, quelle del lato destro sono differenti da quelle del lato sinistro, fattore che spezza la simmetria tipica delle grandi cattedrali, ma che ha un fondamento nelle superstizioni che vogliono che la perfezione eccessiva sia un qualcosa di diabolico.
Passeggiamo assorti nella contemplazione della maestosità architettonica del Sant’Andrea, le parole di Luca si fanno via via più lontane mentre osserviamo i giochi di luce riflessi nell’acqua santa del bacile in pietra che si trova poco oltre l’ingresso.

Autore: Samuele

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