Consigli sulla Domotica

(Roma)ore 20:01:00 del 31/03/2017 - Categoria: , Guide

Consigli sulla Domotica

Essa comprende anche gli interventi per la domotica e il tutto è recuperabile in dieci anni.

Domotica Roma - Fornire una cifra, anche solo approssimativa, per avere un impianto di domotica è pressoché impossibile: sono troppe, infatti, le variabili che influiscono sul costo finale nella sua realizzazione, dalla scelta personale delle funzioni in base alle dimensioni e alla distribuzione degli spazi dell’abitazione, alla paga per il progettista e i costi d’installazione, che potrebbero variare di molto anche per impianti simili.

Non dimentichiamoci che le case non sempre si adattano correttamente ai modelli di domotica predefiniti, quindi bisogna per forza di cose costruire la nostra casa “smart” su misura.

1) BUDGET. La prima cosa da fare è stabilire il budget che si è disposti a investire per il rifacimento dell’impianto. Esso dipende ovviamente dall’entità dell’intervento e dall’ampiezza della casa. Tuttavia se decidete di eseguire la ristrutturazione nei prossimi mesi potete usufruire delldetrazione Irpef del 50% sulle spese per i lavori. Essa comprende anche gli interventi per la domotica e il tutto è recuperabile in dieci anni. Inoltre vi conviene chiedere informazioni presso gli uffici comunali della regione dove vivete su eventuali altre agevolazioni previste dalla legge.

2) ELETTRICISTA O IMPRESA? Solitamente ogni famiglia ha un elettricista di fiducia. Se l’intervento da effettuare non è di grande entità conviene affidarsi a lui. Ma se in ballo c’è il rifacimento dell’intero impianto della vostra abitazione forse è il caso di affidarsi ad un’impresa con personale più strutturato e qualificato. In ogni caso vi ricordiamo che l’esperto da voi interpellato deve possedere la certificazione per operare secondo i dettami del Decreto ministeriale 37/2008 circa e disposizioni in materia di attività di installazione degli impianti all’interno degli edifici. E se avete intenzione di installare tecnologie di domotica assicuratevi che chi interpellate abbia le competenze per fare i lavori.

3) A NORMA, MA COME? Un impianto elettrico per potere essere definito a norma deve essere dotato di dispositivi che lo proteggano dai malfunzionamenti e dai guasti, ma anche dalla dispersioni energetiche e dai sovraccarichi. Per questo il progetto d’impianto deve prevedere l’installazione dei cosiddetti salvavita o interruttori differenziali, degli interruttori magnetotermici e termici e dei fusibili. Non risparmiate su questi aspetti: ne va della vostra sicurezza.

4) CENTRALINO. Uno degli elementi fondamentali dell’impianto è il centralino. Quelli di ultima generazione sono più grandi di quelli vecchi e oltre ad un interruttore generale hanno due differenziali. La grandezza dell’abitazione determina il numero delle linee. Il centralino si collega al centralino singolo interno alla casa (quello che di solito sta nei pressi della porta d’ingresso) con i fili conduttori. Nel centralino singolo (o quadro) vi devono essere gli interruttori magnetotermici e il salvavita.

5) CIRCUITI. Dal quadro l’impianto elettrico si forma in tre circuiti distinti: le prese, le luci e relativa alimentazione, i circuiti a chiamata (ad esempio l’allarme sonoro del bagno). Ciascuno funziona con una propria potenza e l’impianto deve essere in grado di “sorreggere” tutta la richiesta di energia del circuito (che per la maggior parte riguarda le prese per gli elettrodomestici). E’ importante ricordare che le prese vanno a 30 cm da terra tranne che in bagno e in cucina dove l’altezza minima è 110 cm. Posizionatele dove meglio vi conviene, non dove è più comodo per l’installatore. La regola vuole che in bagno ce ne siano due, e una per ogni giardino, balcone o altro locale esterno. Quadro e circuiti sono collegati dai cavi, che sono di tre tipi: quelli per la fase in corrente, quelli per il neutro e quelli per la messa a terra.

Autore: Sasha

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