Condannato il Rom che la Kyenge aveva difeso: AVEVATE DEI DUBBI?

(Roma)ore 16:41:00 del 26/02/2017 - Categoria: , Cronaca, Denunce

Condannato il Rom che la Kyenge aveva difeso: AVEVATE DEI DUBBI?

Condannato il rom difeso dalla Kyenge. L'ex ministro, ormai cinque anni fa, si batteva per lo ius soli, quella visione giuridica per cui basta essere nati in Italia anche da genitori stranieri per ottenere la cittadinanza.

Condannato il rom difeso dalla Kyenge. L'ex ministro, ormai cinque anni fa, si batteva per lo ius soli, quella visione giuridica per cui basta essere nati in Italia anche da genitori stranieri per ottenere la cittadinanza.

Nel contorno mediatico della proposta della Kyenge, finì la vicenda della liberazione dal Cie di Modena di Senad Seferovic, un giovane giostraio di origine rom per cui la Kyenge si battè fortemente affinchè venisse, appunto, liberato. Non tanto per dello ius soli, quanto, diceva la Kyenge, per i suoi diritti prescindenti dalle pendenze. La questione venne condita da una burrascosa polemica con il senatore Giovanardi, il quale, invece, si opponeva alla libertà di Senad Seferovic ed anzi spingeva fortemente per la sua espulsione. All'epoca, Il giudice di pace di Modena, diede ragione all'ex ministro Kyenge, avvalendosi del fatto che, non essendo mai stato naturalizzato in Bosnia Erzegovina, il ragazzo non avesse alcun documento. Le pendenze giudiziarie, però, avevano spinto la Questura a chiederne l'espulsione dall’Italia. La Kyenge, allora, vinse la sua battaglia, ma ieri il giovane è tornato a far parlare si dè, visto che è stato condannato a 4 anni e 4 mesi di reclusione.

Senad Seferovic, infatti, scrive il quotidiano L'Arena, finì in carcere, quando, il 14 novembre 2016 era su un'auto che, dopo un inseguimento con una Gazzella dei carabinieri, imboccò contromano la Serenissima. Dei quattro presenti sul veicolo fu l'unico ad essere arrestato e ieri, appunto, è stato condannato per la vicenda. Il ragazzo di cui la Kyenge invocavava la liberazione dal Cie di Modena, insomma, pare sia tutto fuorchè un modello d'integrazione. Quando venne mandato nella struttura, peraltro, era stato fermato per un'accusa di furto. Già nel 2015 i carabinieri di Anzola, cittadina in provincia di Bologna, lo avevano arrestato assieme ad una banda composta da cinque nomadi, colti a Fiorano mentre erano intenti a trasportare un carico di rame dal valore di circa 40 mila euro.

Ilgiornale

Autore: Carmine

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