Come scegliere un buon SSD

(Perugia)ore 15:07:00 del 21/06/2017 - Categoria: , Guide, Informatica

Come scegliere un buon SSD

COME SCEGLIERE UN BUON SSD - Questa domanda sicuramente te la sei posta anche tu, e sicuramente la risposta è stata “perchè sono molto più veloci di un hard disk normale”.

Perché comprare un SSD? Ecco i vantaggi

COME SCEGLIERE UN BUON SSD -Questa domanda sicuramente te la sei posta anche tu, e sicuramente la risposta è stata “perchè sono molto più veloci di un hard disk normale”. Ma oggi cerchiamo di andare nel tecnico (non preoccuparti non c’è nulla di difficile) e scopriamo quali sono i vantaggi reali quando si installa un’unità a stato solido, in modo da riuscire nel migliore dei modi a capire quale SSD comprare.

Installare una memoria di massa a stato solido sul proprio computer fisso o notebook, ha dei vantaggi non trascrurabili:

Rumorosità assente – Non sentirai più quell’odioso rumore durante il caricamento dei dati, quel fastidioso “ruminare” dell’hard disk.

Minore probabilità di rottura – al contrario di ciò che si pensa (classico caso di disinformazione), gli SSD si rompono di meno. E’ stata fatta una statistica pubblicata anche su Wikipedia, secondo il quale le memorie SSD hanno un tasso di rottura tra lo 0,5% ed il 3%, mentre gli hard disk tradizionali circa del 10%.

Tempi di accesso ridotti – il tempo di accesso è la quantità di tempo che una memoria impiega ad accedere ed estrapolare un dato salvato. Un SSD accede in un tempo nell’ordine dei dei decimi di millisecondo cioè 10-4 secondi, mentre un hard disk tradizionale ha un tempo compreso tra i 5 ed i 10 millisecondi, ossia un valore di 10-3 secondi. Un Disco SSD è 50 volte più veloce di un hard disk meccanico.

Nessuna deframmentazione – le memorie a stato solido, non avendo un disco meccanico in rotazione all’interno, possono archviare i dati in modo omogeneo e soprattutto il disco si degrada uniformemente. Quando il disco scrive e legge, ogni volta molto ma molto lentamente l’hard disk si degrada sempre più. I disci meccanici non avendo i dati archviati omogeneamente leggono e scrivono sempre dallo stesso punto, degradandolo sempre più. Grazie a questa proprietà

Maggiore resistenza agli urti – non avendo al loro interno testine magnetiche, dischi rotanti e motori elettrici ma solo componenti elettronici, gli SSD riescono a resistere maggiormente agli urti e agli shock fino a 1500g ossia 1,5 Kg.

Minore calore prodotto – producendo meno calore, riescono a mantenere la velocità di lettura e scrittura invariata, e sono l’ideale per installazioni in ambienti molto caldi.

COME SCEGLIERE UN BUON SSD -La maggior parte degli SSD attualmente in commercio è nel formato da 2,5 pollici ed è pensata per un uso interno. Questo significa che i dischi vanno installati all’interno del computer sfruttando uno degli alloggiamenti appositi presenti nel case. Di solito nei case per PC desktop gli “slot” da 2,5 pollici sono posizionati all’interno delle gabbie che accomodano gli hard-disk tradizionali da 3,5 pollici, quindi bisognerà scegliere se utilizzare quello specifico alloggiamento con un’unità SSD o con un hard disk tradizionale. Per collegare un’unità SSD al resto del sistema si possono utilizzare vari tipi di connettori.

COME SCEGLIERE UN BUON SSD -I connettori SATA 3 sono quelli più diffusi su notebook e PC desktop, garantiscono prestazioni fino a 6 Gbps teorici nel trasferimento dei dati e sono retrocompatibili con lo standard  SATA 2, che invece fornisce prestazioni fino a 3 Gbps teorici. Questo significa che puoi acquistare un SSD SATA 3 e montarlo su un computer che supporta solo lo standard SATA 2, ottenendo così prestazioni limitate a 3 Gbit/s teorici anziché i 6 Gbit/s teorici del SATA 3. Ti consiglio di acquistare un SSD SATA 3 solo se la tua scheda madre o il tuo portatile supportano questo standard (ormai quasi tutti lo fanno), altrimenti otterrai prestazioni ridotte.

Esiste anche la tecnologia SATA Express che unisce l’infrastruttura SATA con l’interfaccia PCI Express per spingere le prestazioni degli SSD oltre i 6 Gbit/s del SATA3. Avendo un PC, o meglio, una scheda madre che supporta SATA Express e acquistando un SSD compatibile con questo standard puoi ottenere prestazioni fino a 10 Gbit/s o addirittura 16Gbit/s. Parliamo sempre di velocità massima teorica, eh.

Su alcuni modelli di ultrabook e alcuni mini-PC vengono usati dei connettori più piccoli detti mSATA (abbreviazione di miniSATA). Le loro prestazioni sono uguali a quelle dei connettori SATA 2 e SATA 3, sono compatibili con lo standard SATA Express mentre le loro dimensioni sono più compatte rispetto ai connettori standard. Esteticamente sono delle schede “nude”, i loro connettori somigliano a quelli mini PCI Express ma lavorano solo con il protocollo SATA.

I connettori mSATA sono stati superati, in termini di prestazioni, da quelli M.2 che sono nati per rispondere alle esigenze del settore mobile (ultrabook, tablet convertibili ecc.) ma si stanno diffondendo – per via delle loro performance potenziali molto elevate – anche sulle schede madri per PC desktop. I connettori M2 possono essere usati sia sugli SSD PCI-Express sia sugli SSD SATA, quindi prima di acquistare un drive compatibile con questo formato assicurati di fare la scelta giusta in quanto i due protocolli non sono compatibili tra loro. I drive M.2 SATA assicurano prestazioni pari a 16Gbps (tramite SATA Express), quelli M.2 PCI-Express arrivano fino a 32 Gbps teorici (quindi sono più performanti).

Ricapitolando: nella maggior parte dei casi si utilizzano ancora i connettori SATA 3 (o SATA 2) standard, ma ci sono alcuni ultrabook, convertibili e mini-PC che possono richiedere l’utilizzo di connettori più piccoli, come ad esempio i miniSATA o i più recenti M.2 che possono essere usati sia con i drive SATA sia con quelli PCI-Express.

Un capitolo a parte, poi, lo meritano i dischi a stato solido esterni, i quali funzionano tramite cavo USB (meglio se USB 3.0) proprio come i classici hard disk esterni meccanici. Personalmente ti consiglio di acquistarli solo se hai esigenze specifiche in tal senso. Attualmente, infatti, costano di più rispetto ai dischi USB meccanici e a causa della loro “scadenza” (ricordi? Si esauriscono dopo un certo numero di scritture) non sono indicati per custodire backup o altri dati pensati per durare negli anni.

Prestazioni

Le prestazioni degli SSD vengono classificate usando due parametri differenti: la velocità sequenziale che indica la velocità massima teorica con cui vengono letti o scritti i dati sul disco in maniera sequenziale (ad esempio grossi file che vengono trasferiti in maniera progressiva sull’unità), e le IOPS (operazioni di input/output per secondo) che invece indicano la velocità con cui i dati vengono letti o scritti in maniera casuale, usando piccoli file di 4KB. La velocità sequenziale viene espressa in MB/s (Megabyte per secondo) o GB/s (Gigabyte per secondo), mentre le IOPS vengono espresse in numero (cioè il numero massimo di operazioni in input e output che l’unità riesce a “reggere” ogni secondo). Nell’utilizzo quotidiano di un SSD è più importante il valore delle IOPS che quello della velocità sequenziale (che comunque è da tenere altamente in considerazione).

Altri parametri a cui devi prestare attenzione sono la durata massima del drive, ossia il periodo dopo il quale il suo funzionamento non viene più assicurato a causa dell’usura, espresso in milioni di ore, e la garanzia sul prodotto che generalmente è di 3 o 5 anni ma nei prodotti di fascia alta arriva fino a 10 anni. È molto difficile arrivare ad utilizzare un’unità SSD fino ai limiti teorici dichiarati dal produttore se la utilizzi in ambito domestico, con gli ultimi modelli sul mercato che stanno diventando sempre più affidabili.

Per quanto riguarda la capacità di archiviazione, non c’è molto da dire: sta a te scegliere in base alle tue necessità. Di sicuro, se decidi di utilizzare un SSD come unico disco del tuo computer, il “minimo sindacale” al quale devi ambire è 250GB. Se invece intendi realizzare un sistema “ibrido” in cui un hard disk meccanico e un SSD lavorano insieme, puoi accontentarti anche di un drive da 120GB (su cui installare sistema operativo e programmi, lasciando il resto all’HDD). Quest’ultima soluzione è la preferita dalla maggior parte degli utenti: se cerchi un disco meccanico a cui accoppiare il tuo SSD ti consiglio di consultare la mia guida all’acquisto sugli hard disk esterni.

Autore: Carmine

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