Come produrre di più e pagare meno tasse

MILANO ore 08:39:00 del 16/03/2016 - Categoria: Economia, Guide, Lavoro, Nuove Leggi, Politica - Tasse

Come produrre di più e pagare meno tasse

Totalmente esenti dalla tassazione — e questa è una novità — saranno i voucher che il lavoratore riceverà, in alternativa al premio retributivo, per servizi di welfare, dalla retta per l'asilo al pagamento della baby sitter

ROMA -  Il Consiglio dei ministri dovrebbe approvare la prossima settimana il decreto per la detassazione del salario collegato alla produttività. È il decreto attuativo della norma prevista dall'ultima legge di Stabilità che stabilisce una tassazione agevolata al 10% dei cosiddetti premi di risultato. Totalmente esenti dalla tassazione — e questa è una novità — saranno i voucher che il lavoratore riceverà, in alternativa al premio retributivo, per servizi di welfare, dalla retta per l'asilo al pagamento della baby sitter. Il lavoratore potrà destinare il premio anche alla previdenza integrativa o alla sanità complementare. Per quest'anno sono stati stanziati 483 milioni di euro, 520 per il 2017 e anche per il 2018.

IL WELFARE AZIENDALE Il lavoratore potrà scegliere tra il premio in denaro e il voucher (che coinvolgerà anche le piccole e medie imprese) per ottenere un servizio di welfare aziendale (l'asilo nido o la badante). In questo caso la somma sarà totalmente esentasse. L'azienda potrà anche distribuire gli utili come premio di risultato e anche in questo caso si applicherà il regime fiscale agevolato.

PIANO PRODUTTIVITA' Il decreto non fa parte in senso stretto del "pacchetto produttività" che il governo sta studiando ma ne è politicamente collegato e rappresenta la prima mossa in quella direzione. Senza una ripresa della produttività sarà difficile che l'economia italiana possa raggiungere tassi di crescita vicini almeno a quelli delle media Ue. La produttività italiana, infatti, è sostanzialmente ferma da circa vent'anni. Secondo i dati dell'Ocse, ripresi in uno studio di Bankitalia, tra il 1998 e il 2011 la produttività del lavoro (il prodotto per ora lavorata) è cresciuta nel nostro paese del 3,6%, contro il 17% in Francia e in GerMania, e di oltre il 20% in Giappone, Usa e Gran Bretagna. Questo è il nostro vero gap competitivo legato in buona parte, ma non solo, alla struttura dimensionale delle imprese (ben oltre il 90% di quelle che aderiscono alla Confindustria sono piccole, cioè con meno di 15 dipendenti). Piccole imprese che non hanno le risorse necessarie per investire in innovazione Tecnologia ma anche nella formazione del capitale umano. Non è irrilevante, per comprendere la profondità delle difficoltà italiane, tener presente che nella recessione gli investimenti sono crollati del 30%. Dunque rilanciare la produttività per provare a dare un po' di solidità ai segnali di ripresa che, per quanto in chiaroscuro, comunque ci sono. Ieri sono arrivati dall'Istat quelli sulla produzione industriale: +1,9% a gennaio rispetto a dicembre; +3,9% annuo (il risultato migliore da agosto 2011).

I PREMI Il governo agirà su diversi tasti, da quello fiscale a quello della liberalizzazioni di alcuni mercati. Intanto punta sulla contrattazione ripristinando, con alcune novità, le agevolazioni fiscali (non c'erano nella penultima legge di Stabilità) per i premi aziendali o territoriali legati al raggiungimento di obiettivi di produttività, redditività, qualità, efficienza e innovazione. Azienda e sindacati fisseranno, nella contrattazione aziendale o territoriale, gli obiettivi da raggiungere. Se si otterranno scatterà il premio fino a un massimo di 2.000 euro l'anno, tassati al 10% e non secondo le aliquote Irpef che crescono con l'aumento del reddito imponibile. Il premio detassato potrà salire a 2.500 nelle imprese che sottoscriveranno accordi con i sindacati con il coinvolgimento dei lavoratori nell'organizzazione del lavoro. Primi germogli di partecipazione. La platea dei lavoratori interessati è stata estesa fino a coloro che hanno un reddito lordo annuo di 50 mila euro (prima era fino a 25 mila), in sostanza riguarderà anche i quadri. Per Paolo Zabeo, coordinatore dell'Ufficio studi della Cgia di Mestre, «il ritorno alla detassazione al 10% dei salari di produttività è una priorità indispensabile per far crescere i redditi e la produttività». La Cgia calcola risparmi fiscali che per premi da 2 mila euro vanno da 300 a 700 euro.

Autore: Sasha

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