Come mai festeggiamo Ferragosto? Non immaginerai mai chi ha inventato questa tradizione!

(Genova)ore 23:38:00 del 17/08/2016 - Categoria: Cultura, Curiosità

Come mai festeggiamo Ferragosto? Non immaginerai mai chi ha inventato questa tradizione!

«Nel 18 a.C. Augusto, il primo imperatore romano, istituì alle Calende del mese le “Feriae Augusti”, le Feste di Augusto da cui è nato il nostro Ferragosto.

SAI PERCHE’ FESTEGGIAMO IL FERRAGOSTO? NON IMMAGINERAI MAI CHI HA INVENTATO QUESTA TRADIZIONE?

«Nel 18 a.C. Augusto, il primo imperatore romano, istituì alle Calende del mese le “Feriae Augusti”, le Feste di Augusto da cui è nato il nostro Ferragosto. Oggi il Ferragosto, spostato al 15 ma dilatato a tutto il mese o quasi, è all’insegna del riposo e della villeggiatura, ma vi si celebrano ancora sagre e feste fra cui la più importante è l’Assunzione al cielo della Beata Vergine Maria. Non diversamente accadeva nell’antica Roma fin dall’epoca monarchica quando le settimane centrali del mese erano costellate di feste in onore di alcune divinità, fra cui Diana al 13 di agosto. La dea, il cui nome era scandito arcaicamente “Diana” la cui radice significava “spazio celeste”, aveva fra le altre funzioni quella di tutelare le nascite.

CLICCA MI PIACE PER SEGUIRCI SU FACEBOOK! Servio, forse per nobilitarla apparentandola alla greca Artemide, narrava che il suo simulacro l’aveva portato Oreste nel Lazio: fermatosi nella selva Aricina, sulle rive dell’attuale lago di Nemi, vi aveva istituito un santuario. In realtà il santuario nulla doveva ai Greci e rifletteva un culto locale alla dea che, secondo Servio, era “Luna in cielo, Diana in terra e Proserpina negli inferi”, e simile in tutto a Giunone Lucina o Regina. Il tuscolano Egeo Libio, dittatore della Lega fra i popoli latini, aveva poi sostituito l’antico santuario con un tempio, centro della Lega stessa. Nella selva attorno al tempio – Diana era detta anche “la regina delle selve”- e custodito da un singolare sacerdote, vigeva nei tempi arcaici un rituale sanguinoso: qualsiasi fuggiasco poteva sostituirsi al sacerdote se riusciva ad avvicinarsi a un albero sacro alla dea e a staccarvi un ramo – il ramo d’oro – che gli consentiva di battersi con chi lo custodiva e di ucciderlo. Sicché il sacerdote, narrava Strabone, “tiene la spada in mano, guardandosi continuamente attorno s’egli viene assalito, per potersi difendere”.

“Ma la gara” soggiungeva Pausania “non è aperta ai liberi, bensì a schiavi fuggiti ai loro padroni”. Quando Servio Tullio strinse un patto d’alleanza fra i popoli del Lazio e Roma, trasportò il centro della Lega dalla selva Aricina all’Aventino costruendovi un nuovo tempio in onore di Diana. Ma il tentativo di Roma non dovette convincere gli alleati se Tarquinio, ultimo re, spostò nuovamente il centro della Lega alla selva Ferentina, nel tempio di Giove Laziale sul monte Albano. Rimase tuttavia la Festa di Diana al tempio dell’Aventino dove convenivano al mattino del 13 agosto padroni e servi, senza distinzione di casta. Le donne, che durante l’anno usavano appendere alle pareti del santuario tavolette votive e consacrare le proprie vesti alla dea, la invocavano soprattutto come “Diana Lucina”, protettrice dei parti. Nello stesso giorno si svolgeva in un bosco di lauri sull’Aventino, al centro del quale vi era un tempietto, la festa in onore di Vortumno, il dio preposto alla trasformazione e al mutamento ciclico che determinava le stagioni e faceva maturare i frutti. “Grazie a me” gli faceva dire Properzio “si azzurrano i grappoli della prima uva, la spiga si gonfia di latice. Puoi vedere qui le dolci ciliege, le prugne d’autunno, le more arrossate al sole dell’estate; qui con corone di frutti l’innestatore viene a pagare il suo voto.”. Si susseguivano il giorno 17 le feste in onore di Portuno, il dio dei porti e delle porte, apparentato a Giano, anch’egli significativamente festeggiato nello stesso giorno; e il 19 le “Vinali Rustiche” dedicate a Venere. “Si dà il nome di Vinali rustiche al 19 agosto”, spiegava Varrone “perché in quel giorno si dedicò un tempio a Venere, e a questa dea sono sacri gli orti: onde è il giorno feriato per gli ortolani”.» Contemporaneamente s’indiceva la futura vendemmia. Il 21 del mese di Augusto era invece consacrato a Conso, dio del raccolto immagazzinato; il 23 a Openconsiva, l’abbondanza agricola personificata. Infine le sagre d’agosto si chiudevano con un altro sacrificio a Vortumno».

Autore: Samuele

Notizie di oggi
UFO e FASCISMO: un Disco Volante spavento' Mussolini! FOTO E VIDEO
UFO e FASCISMO: un Disco Volante spavento' Mussolini! FOTO E VIDEO
(Genova)
-

Quando ancora non esisteva la definizione di Ufo, un velivolo non identificato si schiantò nei pressi del Lago Maggiore, al confine tra Piemonte e Lombardia. Era il 13 giugno 1933 e a Vergiate, in provincia di Varese, non distante dall’aeroporto di Malpen
Quando ancora non esisteva la definizione di Ufo, un velivolo non identificato...

Hai mai avuto la sensazione di cadere mentre dormi? Ecco perche' accade
Hai mai avuto la sensazione di cadere mentre dormi? Ecco perche' accade
(Genova)
-

IL 70% DELLE PERSONE HANNO VISSUTO ALMENO UNA VOLTA LA SENSAZIONE DI CADERE MENTRE SI DORME, DEFINITA DALLA SCIENZA “SPASMO IPNICO”.
IL 70% DELLE PERSONE HANNO VISSUTO ALMENO UNA VOLTA LA SENSAZIONE DI CADERE...

Oskar Dirlewanger.. L'uomo piu' Malvagio Di Sempre. ECCO CHI E'
Oskar Dirlewanger.. L'uomo piu' Malvagio Di Sempre. ECCO CHI E'
(Genova)
-

Oskar Dirlewanger fu un ufficiale delle SS durante la seconda guerra mondiale,  fondatore e comandante dell’unità penale SS-Sturmbrigaden Dirlewanger. 
Oskar Dirlewanger fu un ufficiale delle SS durante la seconda guerra mondiale,...

L'OSCURO LATO di Madre Teresa! IL VIDEO
L'OSCURO LATO di Madre Teresa! IL VIDEO
(Genova)
-

DA TEMPO ALCUNI GIORNALISTI DI RILIEVO NELLA STAMPA ANGLOSASSONE, COME CHRISTOPHER HITCHENS, HANNO COMINCIATO AD OCCUPARSI SISTEMATICAMENTE DELLE OMBRE CHE EMERGONO DIETRO ALLA FAMA DELLA MISSIONARIA NOTA COME MADRE TERESA DI CALCUTTA.
DA TEMPO ALCUNI GIORNALISTI DI RILIEVO NELLA STAMPA ANGLOSASSONE, COME...

Quando il vecchio SOCIAL era il MURETTO: che fine faranno le nuove generazioni?
Quando il vecchio SOCIAL era il MURETTO: che fine faranno le nuove generazioni?
(Genova)
-

DA ADOLESCENTI CI SI INCONTRAVA SU UN MURETTO, IN UNA PIAZZA, QUALSIASI POSTO ANDAVA BENE PUR DI SOCIALIZZARE DAL VIVO, CONFRONTARSI, STARE INSIEME.
DA ADOLESCENTI CI SI INCONTRAVA SU UN MURETTO, IN UNA PIAZZA, QUALSIASI POSTO...



Giornale di Oggi | Contatti | Sitemap articoli

2013 Giornale di Oggi - Tutti i diritti riservati