Come guadagnare con i beacon

(Bari)ore 07:21:00 del 04/05/2017 - Categoria: , Tecnologia

Come guadagnare con i beacon

Li chiamano beacon e sono l’ultima frontiera della comunicazione commerciale. Ma non soltanto. Immaginate di essere allo stadio.

Li chiamano beacon e sono l’ultima frontiera della comunicazione commerciale. Ma non soltanto. Immaginate di essere allo stadio. Tra spalti e curve sono stati sistemati dei beacon: scatoline di pochi centimetri che, attraverso il bluetooth, comunicano con il vostro cellulare. In questo caso possono, per esempio, accompagnarvi al seggiolino, fornendovi la mappa direttamente sullo schermo. Adesso pensate che nelle vicinanze dello stadio ci sia un centro commerciale a sua volta dotato dei “parallelepipedi smart”. Grazie a questa tecnologia vi arriveranno in automatico le segnalazioni dei prodotti in offerta o degli sconti proposti dai ristoratori per chi si presenta col biglietto della partita. 

Rientra tutto nel marketing di prossimità. E i beacon ne sono un esempio tra i più duttili e convenienti. «Con una spesa relativamente bassa gli imprenditori possono sfruttare questo strumento per offrire molti servizi ai clienti o utenti», commenta Giovanni Quaranta, che a Torino, nel 2013, ha fondato Smart Beacon, nominata da Proximity Directory tra le prime dieci aziende al mondo, unica italiana, del settore. 

A COSA SERVONO I BEACON  

«Tornando al caso dello stadio, il bluetooth, collegato al gps, può avere una funzione di guida, nonché di utilità», spiega Quaranta. «È un moderno tipo di customer service. La notifica del supermercato vicino che ci offre uno sconto è, invece, un esempio di come con i beacon si possa fare cross-selling: dopo aver consolidato la vendita di un primo prodotto, cioè il biglietto, si facilita la vendita di un secondo, ovvero quello in offerta tra gli scaffali o una cena. E i beacon permettono di farlo in tempo reale, andando incontro alle esigenze immediate della persona, il che garantisce risultati migliori di una mail pubblicitaria che il più delle volte finisce nello spam». 

Quando parla di queste strategie, Quaranta le immagina applicate nei franchising, ma anche in micro-catene dello stesso piccolo proprietario che vuole raccogliere una grande quantità di dati sui propri clienti. Anche a questo servono i beacon, per fare ricerche di mercato. E pure per testare la soddisfazione della gente su uno specifico servizio. «Lo si fa attraverso un breve questionario che ci viene proposto sempre via bluetooth», riprende Quaranta. 

IN MUSEI, UNIVERSITÀ E OSPEDALI  

Che non dimentica l’altro ambito in cui i beacon, anche in Italia, sono già molto applicati. I musei. Smart Beacon ha già attrezzato la Reggia di Venaria. Da poco anche il Museo del Risorgimento di Torino ha lanciato una app che si basa su questa tecnologia

«In questo caso, lo scopo è soprattutto informativo. I beacon servono per raccontare al visitatore che cosa sta vedendo davanti ai propri occhi». Ma sono tanti i luoghi pubblici che potrebbero giovare di questo strumento. Come i campus universitari, per indicare il cambio di aula di una lezione o le cliniche private, per segnalare un esame complementare da fare lo stesso giorno di quello che si è già prenotato. 

COSA NON FARE

Il tutto attraverso il telefonino e con una modalità al passo con i tempi, che all’utente piace. C’è soltanto una cosa da evitare: le troppe notifiche che finirebbero per avere l’effetto contrario, cioè disabilitare l’uso del bluetooth. 

Da: QUI

Autore: Luca

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