Codice Etico: di cosa si tratta?

ROMA ore 21:19:00 del 15/03/2016 - Categoria: Cronaca, Denunce, Nuove Leggi, Politica - Camera

Codice Etico: di cosa si tratta?

Ma cosa prevede il codice? A monte ci sono le indicazioni dettate, il 19 novembre scorso, dalla Giunta

NIENTE REGALI – Ma cosa prevede il codice? A monte ci sono le indicazioni dettate, il 19 novembre scorso, dalla Giunta: tenere conto dell’esperienza del Parlamento europeo; predisporre “una sorta di testo unico” delle norme già vigenti che fissano obblighi di comportamento dei deputati; verificare le eventuali “integrazioni necessarie da apportare”; affrontare il tema della “regolamentazione dell’attività di lobbying”. Indicazioni delle quali Pisicchio ha dovuto tener conto nella redazione del codice etico. In cui confluiscono, innanzitutto, alcune norme specificative della Costituzione. Che impongono ai deputati di agire con “disciplina e onore”. E di adottare “senza indugio” tutte le misure necessarie per rimuovere gli eventuali conflitti di interesse, quando “un interesse personale potrebbe influenzare indebitamente l’esercizio delle sue funzioni”. Informando, qualora non sia in grado di farlo, “per iscritto il presidente della Camera”. Poi ci sono le norme innovative. A cominciare dal divieto di “accettare doni o benefici analoghi, salvo quelli di valore inferiore a 200 euro”. Quanto a quelli ricevuti in contesti nei quali i deputati “rappresentano la Camera in veste ufficiale”, sono “consegnati al presidente e trattati secondo modalità stabilite dall’Ufficio di presidenza”. E infine quelle parzialmente innovative. Che prevedono l’obbligo di pubblicare sul sito internet di Montecitorio “le dichiarazioni dei deputati relative alle posizioni ed agli interessi finanziari, ai finanziamenti ricevuti e alle cariche ricoperte”.

DOPPIA STRADA – L’Italia non è l’unico Paese in ritardo con l’adozione del codice etico. Tenuto conto che, finora, solo Belgio, Francia, GerMania, Lettonia, Lituania, Olanda, Norvegia, Polonia e Gran Bretagna hanno provveduto a mettersi in regola almeno in parte. E a premere sull’acceleratore è ora la stessa presidente di Montecitorio, Laura Boldrini (nella foto), spingendo sulla necessità di adeguare gli standard italiani ai criteri vigenti nei Paesi che si sono già adeguati. Le ipotesi, circa l’iter del codice etico, sono al momento due: la prima, adottare in tempi rapidi solo in via sperimentale (come “protocollo”) il testo Pisicchio; la seconda, prevedere nuove sanzioni rispetto a quelle ora delineate e portare il codice vaglio dell’Aula congiuntamente alla riforma del regolamento di Montecitorio cui la Giunta sta già lavorando.

Un altro passo verso la dittatura totalitaria. Se sei un cittadino e paghi in ritardo 7 rate del mutuo, anche non consecutive, le banche ti possono prendere la casa.Se sei un politico e ricevi mazzette e regali a cambio di appalti e informazioni non ti fanno nulla, pubblicano solo il tuo curriculum in rete per farti maggiore pubblicità.E gli italiani servi e camerieri che sanno benissimo di essere inferiori ai politici non dicono assolutamente nulla, anzi, applaudono alle riforme dei loro padroni.Non ingannatevi, solo un popolo che non vale assolutamente nulla può permettere che gli vengano tolti i diritti senza manco lottare. E gli italiani si fanno togliere i diritti e dicono pure grazie. E un popolo che vende il proprio voto a un euro non merita di esistere.

Il rischio è che l’Italia incappi in una procedura d’infrazione. Per il ritardo con cui, nonostante l’obbligo di mettersi in regola risalga addirittura al 1997, il Parlamento non ha ancora ottemperato alla risoluzione emanata dal Consiglio d’Europa quasi vent’anni fa. Ora, però, il traguardo potrebbe essere molto vicino. E la Camera dei deputati potrebbe tagliarlo il prossimo 24 marzo, quando la Giunta per il regolamento dovrà pronunciarsi sul codice etico predisposto dal presidente del Gruppo Misto, Pino Pisicchio, proprio su mandato dell’organismo di Montecitorio. Un testo che contiene spunti interessanti, ma anche limiti evidenti. A cominciare dal sistema delle sanzioni applicabili in caso di violazione. E sul quale si è innescata una vera e propria corsa contro il tempo: il prossimo aprile, infatti, l’Italia sarà sottoposta a verifica dal Gruppo di Stati contro la corruzione (Greco), la struttura europea creata per monitorare l’attuazione degli indirizzi del Consiglio d’Europa.

SANZIONI SOFT – Ma cosa succede in caso di violazione? E in quali sanzioni incorre il deputato? E’ il punto debole del codice etico. “Dalla mancata osservanza delle disposizioni del codice di condotta”, infatti, “è assicurata la pubblicità sul sito internet della Camera”. Insomma, l’unica sanzione applicabile è quella direndere pubblica la violazione. Sarà un deterrente sufficiente? Si vedrà. Il compito di vigilare sulla condotta dei deputati è affidato ad un comitato consultivo composto da dieci deputati nominati dal Presidente della Camera all’inizio della legislatura. Che, però, come detto, accertate le eventuali violazioni non potranno che limitarsi ad informarne l’opinione pubblica. E’, invece, in una bozza separata che Pisicchio ha deciso di affrontare il nodo dellelobby. Attraverso l’istituzione di “un registro dell’attività di relazione istituzionale nei confronti dei deputati” e pubblicato sul sito internet della Camera. E che comprenderà tutte le attività svolte da “persone, associazioni, enti e società attraverso proposte, richieste, suggerimenti, studi, ricerche, analisi e qualsiasi altra iniziativa o comunicazione” volta a perseguire “interessi leciti propri o di terzi nei confronti dei membri” della Camera. Chiunque intenda svolgere attività di questo tipo dovrà richiedere l’iscrizione nel registro indicando dati anagrafici, domicilio professionale, descrizione dell’attività e i soggetti istituzionali che si intendano contattare. Potranno accedere al registro i soggetti maggiorenni che godano dei diritti civili, che non siano state interdetti dai pubblici uffici e che non abbiano subito, nell’ultimo decennio, “condanne definitive per reati contro la pubblica fede o il patrimonio”.

Pronto il testo preparato da Pino Pisicchio (gruppo misto) tra due settimane sarà all'esame della giunta del regolamento. Stretta sui doni ricevuti dagli onorevoli anche in veste ufficiale e obbligo di trasparenza su interessi economici, finanziamenti e cariche. Ma per chi non rispetta le regole l’unica punizione è la pubblicazione in Rete della violazione

Facciamoglielo noi un regalo a questi buffoni. Paghiamo le prime 200€ di tasse, chi non paga il resto lo pubblichiamo sul sito dei gufi, chi paga tutto sul sito degli allocchi. Ecco i risultati di due anni dei "Cambio verso". !!!. Dove sono finiti i rolex di Renzi ? Parenti amici e leopolda ... poi pubblicati sul sito internet di montecitorio. Ancora non si è visto niente.

La foto ben rappresenta il codice etico.Il presidente della camera prende poco più, poco meno, 30.000 euro al mese.Si cominci da lì. Un presidente della camera non dovrebbe superare i 5/7.000 euro mensili. Il giusto rapporto di 5 volte lo stipendio di un operaio, non mi pare poco. Considerando che non è un grande chirurgo o scienziato, anzi!

Autore: Samuele

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