CHARLIE HEBDO: COME FARE SATIRA PER SOLDI SUI MORTI ALTRUI! JE NE SUIS PAS CHARLIE, DA SEMPRE!

(Roma)ore 11:17:00 del 06/09/2016 - Categoria: Cronaca, Denunce, Editoria, Esteri

CHARLIE HEBDO: COME FARE SATIRA PER SOLDI SUI MORTI ALTRUI! JE NE SUIS PAS CHARLIE, DA SEMPRE!

Charlie Hebdo è un giornale in grave difficoltà finanziarie e non trova di meglio per far parlare di sè con vignette offensive e desacranti.

CHARLIE HEBDO: UN GIORNALE SATIRICO OTTIMO PER ACCENDERE IL FUOCO DEL CAMINETTO E IN CASO DI NECESSITÀ È UN OTTIMO SOSTITUTO DELLA CARTA IGIENICA.FACEVANO PIÙ RIDERE LE BARZELLETTE SCONCE DI BERLUSCONI..LIBERTÀ DI ESPRESSIONE NON VUOL DIRE POTER TIRARE UN PUGNO AD UN ALTRO SENZA POTERNE RICEVERE UN ALTRO

Charlie Hebdo è un giornale in grave difficoltà finanziarie e non trova di meglio per far parlare di sè con vignette offensive e desacranti.

Se devi fare Satira, con la S maiuscola, sul malcostume e sulle fatiscenti strutture "a norma" italiane, che sono causa della tragedia del terremoto, bastava anche solo disegnare 2 turisti sulla Torre Eiffel che dicono "Speriamo che non l'abbia costruito un italiano".Tutto il resto è solo cattivo gusto, un po' come quei comici che cercano di far ridere dicendo volgarità e parolacce, e se l'intervento dell'ISIS, forse è eccessivo, una "solenne bastonatura" (cit. Totò), all'uscita della redazione ci starebbe più che bene.

NON SIAMO MAI STATI CHARLIE prima e non lo siamo neppure ora; a parte I luoghi comuni sull’Italia spaghetti e mafia manca solo il mandolino, che dimostra lo spessore di questo specie di gauchiste francesi, la frase sotto la prima vignetta era anche abbastanza intelligente ma avrebbero potuto disegnare dei politici o dei mafiosi oppure la famosa scuola antisismica;

SIAMO SEMPRE STATI FIERI DEL NOSTRO "Je ne suis pas Charlie", fin dal primo giorno dopo l'assalto al periodico. E lo siamo particolarmente ora che quel pezzente di periodico si permette di irridere ai morti del sisma. Proprio uno dei redattori aveva scritto, a proposito delle tristemente famose vignette sull'Islam: "abbiamo sbagliato, non avremmo dovuto farlo". C'è da chiedere ai francesi che cosa avrebbero pensato se un nostro giornale avesse irriso ai morti sulla Promenade des Anglais, falciati dal camion. Nessuna meraviglia che a Bari ci sia stato chi ha fischiato la marsigliese; chiaro che quei fischi non li approviamo, ma li capiamo.. Condanniamo, invece, l'atteggiamento protettivo del Presidente Hollande e del suo governo nei confronti del lurido foglio.

L'Italia ha molti problemi in particolar modo con i terremoti, lo sappiamo. Sono anni che si parla di mettere in sicurezza paesi e città a ridosso del sisma e poi non se ne fa nulla. Su questo potevano farci mille vignette ma scherzare sui morti ci sembra abbastanza macabro e fuoriluogo Va bene la satira ma quando si sconfina in questo modo non è più satira ma un'offesa perversa agli italiani e all'Italia.

La satira si fa sulle persone... quando siete stati colpiti avete avuto cordoglio da tutto il mondo, pur avendo offeso delle comunità religiose... voi non fate satira! Non siete capaci a farla! La vostra è pura idiozia e demenzialità (come chi vi segue) eravate sull' orlo dell'fallimento! RCS vi ha dato una mano! Vergogna vergogna e vergogna! Non si fanno satire sulle tragedie! e per di più menzionare motti "terroristici" come se ce lo avessero tirato!

Se la vignetta aveva lo scopo di colpire la corruzione che abita il nostro Paese è completamente sbagliata. Si poteva dire che i politici avevano permesso alla mafia di costruire le case in tanti diversi modi, facendo satira caustica ma mantenendo integro il giusto valore della compassione e del rispetto per i morti.

La satira sui morti è ignobile, almeno il buon gusto di rispettare le centinaia di vittime del terremoto. Ma poi se non ci fossero morti e feriti la medesima l'avreste letta allo stesso modo??...O avreste pensato l'altro lato di questa bruttissima verità che i morti ci sono stati perchè in molti hanno rubato sulla pelle degli italiani hanno parlato di mettere in antisisma la scuola è crollata, (per fortuna senza bambini dentro), hanno rubato e reso agibile antisisma quello che non lo era solo per mettersi in tasca i soldi, oppure causa leggi facinorose non investiti i soldi dati allo scopo.Questo giornale satirico ha esagerato. Ma noi italiani molte volte ce le cerchiamo e poi alla fine i colpevoli sono i morti che in quel momento non dovevano essere lì e fra 10 anni non ci sarà nessun colpevole, tutti assolti o entrate in prescrizione quindi sarà come le altre volte sarà ancora la povera gente a pagare quell’ inefficienza dei nostri governanti (tutti).

Che ridere.....fino a ieri tutti gli ipocriti italici a mettere la bandierina francese sul profilo FB, e mentre stragi orrende avvenivano nel mondo, senza che questi menefreghisti neanche se ne accorgessero, adesso incagnati duri con commenti a dir poco da pazzi.
Una cosa similare, a soli sette giorni dall'attentato a Charlie Hebdo, per "ridere" sui defunti era immaginabile? Ma questi sciacalli lo fanno. Stop all'acquisto di vetture e prodotti francesi

O chiude subito questo GIORNALETTO oppure crediamo che si sarà pienamente meritata quanto accaduto in gennaio 2015, e ci rendiamo conto pienamente della durezza di quel che diciamo. Rispettiamo i loro morti, ma anche pietà dei nostri. Noi non ci siamo permessi di ironizzare del loro sangue, ORA BASTA, SE HANNO PERSO LA TESTA PER STRESS TRAUMATICO, CHIUDANO E SI CURINO

Quando un giornale fa satira razzista e volgare, e non episodicamente, ma per sistema, la cosa non cambia se un gruppo di folli terroristi penetra in redazione trucidando i redattori. Il compianto umano e la piena condanna per l'orribile crimine ci sono tutti, ma le vignette volgari e razziste, che ricordano nello stile la propaganda fascista antisemita, restano. Consapevole delle critiche che ci saremmo attirati, lo avevamo già detto nel gennaio 2015, ed ora non ci resta che constatare che il lupo perde il pelo ma non il vizio. Non ci stupisce che Charlie Hebdo, al di la della tragedia, resti il giornalaccio che è sempre stato.

La libertà di satira che deriva dalla sacrosanta libertà di espressione non vuol dire però libertà di offendere. D'altra parte la linea che separa la satira da un'offesa è sottile e soggettiva.

Autore: Gerardo

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