Ceramica Torino: il materiale migliore per lavorare!

(Torino)ore 17:49:00 del 10/01/2017 - Categoria: , Arte, Guide

Ceramica Torino: il materiale migliore per lavorare!

Ceramica Torino: le migliori ceramiche artistiche a Torino, una carrellata di prodotti delle migliori marche e i negozi che vendono ceramiche artistiche in tutta la provincia piemontese.

Ceramica Torino: le migliori ceramiche artistiche a Torino, una carrellata di prodotti delle migliori marche e i negozi che vendono ceramiche artistiche in tutta la provincia piemontese.

CERAMICHE ARTISTICHE -Partiamo innanzi tutto dalla parola stessa: ceramica. Spesso erroneamente utilizzata per designare le tipologie di ceramica più popolari. Si tratta piuttosto di un termine estremamente generico sotto il quale va raccolta una sterminata famiglia di prodotti sia tradizionali (porcellanagresmaiolica e terraglia) sia industriali, a volte anche frutto di raffinata sintesi (i pannelli per il rivestimento dello space shuttle o i candidi coltelli da cucina di nuova generazione). 
CERAMICHE ARTISTICHE -La confusione o gli errori nelle definizioni sono spesso stati alimentati dal fatto che storicamente ogni categoria di persone che si sia occupata di ceramica (artigiani, archeologi, collezionisti, ceramologi, antiquari, ecc) abbia sviluppato in modo autonomo terminologie proprie che poi, rafforzate dalla consuetudine e dal tempo, sono diventate dure da sradicare. E’ successo così, ad esempio, che per indicare un unico prodotto ceramico si incorra nella sovrapposizione di più definizioni: faiance, maiolica, terracotta smaltata, ecc. 
CERAMICHE ARTISTICHE -L’approccio più tecnico vuole che si definisca ceramico “qualunque materiale inorganico, non metallico, foggiato a freddo e consolidato per azione del calore”. La cottura (spesso più d’una per lo stesso oggetto) quindi costituisce un passaggio indispensabile e questa viene eseguita con temperature che possono andare dai 900° ai 1400° a seconda degli ingredienti di partenza e dei prodotti ultimi da ottenere.

La ceramica è un materiale molto versatile ed assai utilizzato, che deriva dalla lavorazione e dalla cottura delle argille.

Fu utilizzato fin dall'antichità per la produzione di suppellettili. I manufatti più antichi risalgono al neolitico e si compongono di vasellame cotto direttamente sul fuoco. Durante i secoli si svilupparono innumerevoli migliorie nelle tecniche di lavorazione e di decorazione (tornio, verniciatura vetrosa, porcellana). Con l'avvento dell'industrializzazione fu possibile produrre grosse quantità di ceramiche a basso costo, tuttavia le lavorazioni artigianali restano le più accurate e originali.

Lavorazione

La base di partenza per la creazione di una ceramica sono le argille, un composto inorganico che ha la caratteristica di poter essere modellato a freddo e poi cotto, indurendosi e mantenendo la forma originaria. 
Il ciclo produttivo varia e si adatta in base al prodotto che si vuole ottenere, con modalità di lavorazione e decorazione diverse a seconda che si voglia produrre un laterizio, una ceramica smaltata o una porcellana.

Cavatura e stagionatura

Sono processi indispensabili per preparare adeguatamente l'argilla che viene quindi lasciata all'aperto a stagionare almeno per una stagione per disgregare ammassi grossolani, allontanare sali solubili o impurità, omogenizzare il prodotto.

Depurazione

Si eliminano, mediante procedimento di decantazione o setacciatura, dall'argilla stagionata e lavata le impurezze vegetali, organiche e soprattutto granuli più grassi.

Correzione e smagrimento

Le argille possono presentare una percentuale di minerali argillosi troppo alta: si ha quindi un eccessiva plasticità ed un maggiore assorbimento di acqua. In cottura questo porta ad un forte ritiro e quindi alla formazione di crepe. Per questo vengono aggiunti componenti smagranti come sabbia, cocciopesto ecc.

Formatura e modellazione

Ci sono diverse tipologie di lavorazione, ognuna con le sue peculiarità. La più intuitiva e la modellazione a mano libera, poi abbiamo la modellazione a colombino (lunghi cilindri arrotolati gli uni sopra gli altri, uniti e lisciati), la modellazione a tornio oppure quella tramite stampi.

Essiccamento

Qualunque sia la tecnica usata per crearli è necessario che i manufatti essicchino completamente all'aria, perdendo parte della loro plasticità e fissando la forma che li è stata data. E' una fase molto delicata e fondamentale che consente al manufatto di perdere lentamente l'acqua d'impasto. Se questo processo avvenisse in forno porterebbe a fessurazioni, crepe ed anche a rottura. Una essiccazione omogenea e uniforme è garanzia di durevolezza dell'oggetto finito.

Cottura

La cottura è un processo che modifica profondamente e definitivamente la struttura chimico/fisica del materiale. Avviene in forni appositi che raggiungono temperature che possono andare anche fino i 1500 °C. Il processo può durare anche molte ore ed è composto da varie fasi. In seguito alla cottura il prodotto subisce un'ulteriore riduzione di volume.
Modulando temperature e tempi possono ottenere risultati diversi: la terracotta si ottiene mantenendosi tra 960 e 1030 °C, il gres (prodotto fortemente vetrificato, impermeabile e poco poroso) si ottiene tra 1200 e 1300 °C, la porcellana tenera si ha tra 1200 e 1300 °C, previo utilizzo di caolino.
La presenza di un ambiente ossidante (ricco in ossigeno) o un ambiente riducente ( presenza di sostanze carboniose) influisce sulle variazioni cromatiche del prodotto finale. I vasi greci a vernice rossa o a vernice vera venivano creati proprio sfruttando questa peculiarità e alternando nella cottura i due tipi di ambienti.

Smaltatura e decorazione

Di seguito riportiamo i tre principali tipi di colori da ceramica, ma ci sono svariati modi di decorare e colorare la ceramica e variano a seconda del risultato che si desidera ottenere e alla cottura cui si sottoporrà il pezzo.

L'ingobbio consiste in specifici colori composti da argille già cotte e finissimamente triturate, caolino, sostanze minerali e ossidi e sono adatti ad essere applicati sull'oggetto essiccato, ma ancora crudo e da cuocere.
Le vetrine o cristalline sono rivestimenti di tipo vetroso, impermeabili e lucidi. Sono trasparenti e solo occasionalmente sono colorate. Per abbassarne il punto di fusione vengono aggiunti dei fondenti quali il germano, gli alcali o i borati.
Gli smalti sono anch'essi di tipo vetroso, ma a differenza delle cristalline sono coprenti. Possono avere aspetto lucido o satinato. Nel secondo caso, quando lo smalto cristallizza, la presenza di ossido di calcio e/o zinco porta alla sua devetrificazione e quindi perde l'aspetto lucido.

La smaltatura viene applicata a biscotto, ovvero quando l'oggetto ha già subito una prima cottura. Dopo l'applicazione dello smalto, si passa alla decorazione pittorica che è generalmente fatta a mano con pennello e colori ceramici, ottenuti da ossidi minerali oppure da ossidi metallici addizionati di fondenti o indurenti.

Per fissare lo smalto e concludere l'oggetto, è necessario procedere ad una seconda cottura che, a seconda dei fondenti utilizzati nello smalto, avviene tra gli 850 e i 970 °C e sempre al di sotto della temperatura utilizzata per la prima cottura.

Autore: Luca

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