Call of Duty WWII, cosa sapere

(Bari)ore 16:29:00 del 29/04/2017 - Categoria: , Videogames

Call of Duty WWII, cosa sapere

L'unica cosa certa, prima di svelarvi altri dettagli con il nostro articolo, è che quello di Call of Duty: WWII è un ritorno alle origini, un tuffo nel passato che riporta sotto la lente di ingrandimento una guerra cruda e violenta, persino intima se vogl

Call of Duty torna nella Seconda Guerra Mondiale. L'annuncio non ufficiale arriva in modo rocambolesco attraverso il susseguirsi di numerosi leak, tra immagini pubblicate involontariamente sul sito ufficiale e infelici foto scattate da qualche dipendente (o ex, ormai) di Gamestop. È anche grazie all'inefficacia da parte di Activision di riuscire a celare le notizie, però, che sui siti specializzati da almeno una dozzina di giorni non si parla d'altro che del nuovo capitolo della serie e questo non può che fare bene a un titolo alla disperata ricerca di attenzioni. Qualcuno si è improvvisato veggente cercando di trarre considerazioni sul poco materiale disponibile e anche noi avevamo tentato di prevedere con uno speciale cosa il nuovo capitolo della serie avrebbe dovuto fare per restare sulla cresta dell'onda. Oggi, finalmente, con una maggior cognizione di causa, è giunto il momento di togliere molti dei se e dei ma nati in questi giorni, dato che, proprio grazie ad un invito di Activision in quel di Londra, siamo riusciti a vedere Call of Duty: WWII da vicino e a fare quattro chiacchiere con gli sviluppatori. L'unica cosa certa, prima di svelarvi altri dettagli con il nostro articolo, è che quello di Call of Duty: WWII è un ritorno alle origini, un tuffo nel passato che riporta sotto la lente di ingrandimento una guerra cruda e violenta, persino intima se vogliamo. Una rivisitazione di un conflitto mondiale narrato in mille modi diversi tra film e videogiochi e che ora potrebbe godere di una seconda vita sulla nuova generazione di console. Sledgehammer è finalmente scesa in campo per portarci il suo punto di vista sulla "WWII" e noi lo abbiamo accolto a braccia aperte.

Nessuna missione è troppo difficile...

Si inizia subito con la visione del primo trailer ufficiale. Nei pochi minuti del video si cerca fin da subito di porre l'attenzione su tanti elementi della Seconda Guerra Mondiale: non solo le più lampanti armi ed esplosioni, ma anche l'eroismo che si cela nei rapporti di amicizia (e di conflitto) fra i diversi commilitoni, soprattutto quando gli ordini e il successo della missione sono da anteporre a tutto.

Al termine viene rivelata la data d’uscita ufficiale, il 3 novembre 2017, e in seguito viene confermato che prenotando il gioco si avrà la possibilità di accedere alla closed beta del multiplayer, in anteprima su PS4, confermando l'attuale alleanza fra Sony e Activision. Concluso dunque il trailer, la parola passa al CEO di Activision, Eric Hirshberg, che dichiara senza mezzi termini che Call of Duty WWII “è il gioco che stavate aspettando di vedere e il gioco che non vedevamo l’ora di mostrarvi”: a dimostrazione della volontà di tornare alle radici della serie e un chiaro riferimento all'accoglienza non certo esaltante di Infinite Warfare, dopo il quale i fan di vecchia data manifestarono chiaramente il proprio dissenso per la nuova direzione del franchise. 

...nessun sacrificio troppo grande.

Hirshberg continua aggiungendo quanto abbiano voluto concentrarsi, soprattutto nella ricostruzione del background narrativo, sul crudo realismo della guerra e sulle squadre di uomini semplici che insieme sono riusciti a compiere cose straordinarie. Call of Duty WW2 presterà poco spazio alla fantasia, ma cercherà di replicare con intensità cinematografica il realismo della guerra, segnato da eventi reali ed epocali. Sledgehammer Games rappresentava così il team giusto per rendere giustizia alla Seconda Guerra Mondiale per la loro passione e il loro impegno mostrati durante questi anni a supporto dell'azienda.

Tra i vari momenti di intervista e i riferimenti al lavoro svolto dal team, c'è spazio anche per qualche breve menzione al multiplayer data dagli sviluppatori stessi, che rassicurano i giocatori che esso sarà quello che hanno sempre amato, ma con "gli stivali nel terreno": un'affermazione più che sensata visto l'auspicata inversione di rotta dalla verticalizzazione del gameplay degli ultimi capitoli futuristici. L'obiettivo finale è quello di portare il realismo dei movimenti e delle armi (prese direttamente dai modelli utilizzati durante la Seconda Guerra Mondiale) nel dinamismo del gameplay a cui anni di Call of Duty ci hanno abituato. Molto poco è stato detto sulle modalità multi player, visto che si aspetterà l'occasione dell'E3 per mostrare il lavoro svolto: solo un accenno a War e Division, e un interessantissimo sneak Peak alla modalità Headquarters, in cui un numero molto ampio di giocatori potrà ritrovarsi per socializzare e fare molto altro.  Sul fronte della cooperativa è stata confermata anche quest'anno la presenza di una modalità “zombie”, a base di non-morti nazisti, ma anche qui, a parte una foto, dovremo aspettare l'E3 per avere risposte e maggiori dettagli.

Le nostre prime impressioni

Da quello che ci è stato mostrato, sembra che Activision abbia voluto ascoltare attentamente i propri fan e che abbia cercato di confezionare un prodotto contestualizzato perfettamente in questo 2017: un Call of Duty che cerca di rievocare le memorie del passato, cavalcando le mode del presente. Il team sembra aver capito che le novità dell'ultimo titolo sono state mal digerite dalla propria utenza, e vuole tornare a conquistare i propri fan dandogli un prodotto da loro richiesto, sviluppato con cura e dovizia di particolari. L'idea di tornare nella Seconda Guerra Mondiale e di avere una campagna decisamente più vicina alla realtà ci affascina molto e potrebbe riconquistare quella fetta di giocatori legati alla storia delle proprie origini. 

Di conseguenza, le nostre attese diventano elevate, anche considerando la grande attenzione riposta nella campagna principale, oggetto d’attenzione di quasi tutta la conferenza. Riassumendo, il potenziale c'è e la direzione che ci è stata raccontata in questa presentazione ci è sembrata quella giusta, ma non essendosi visto ancora nulla di concreto ci asteniamo da giudizi più approfonditi, che rimandiamo alla fiera losangelina, sede in cui potremo provare per la prima volta con le nostre mani il titolo

Autore: Gregorio

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