Briatore attacca RENZI!

(Palermo)ore 18:18:00 del 25/09/2016 - Categoria: Denunce, Politica

Briatore attacca RENZI!

Qui attraccano gli yacht da 70-80 metri da cui scendono quei signori che in 24 ore distribuiscono ricchezza nei bar, nei ristoranti, nelle boutique.

Chi vorrebbe in cabina di regia?

Sporcano?

Spieghi meglio.

D’accordo, ammettiamo che il modello sia esportabile. Di che cosa c’è bisogno?

Al Bano sta con lei: «Ben vengano i ricchi».

«Anzitutto i porti. Qui attraccano gli yacht da 70-80 metri da cui scendono quei signori che in 24 ore distribuiscono ricchezza nei bar, nei ristoranti, nelle boutique. Poi servono gli hotel a cinque stelle e scuole alberghiere che sfornino personale in grado di conversare in inglese. Ancora i campi da golf e tutti i servizi che possano allietare la vacanza di un americano o di un inglese».

«Ma no, vorrei ragionare senza ipocrisie e discorsi fumosi».

«Io so che in Puglia i grandi hotel fanno fatica a trovare personale locale all’altezza. Ma guardi che il problema non è solo della Puglia. Vale per tutta Italia».

«Il Sud è indietro di trent’anni».

C’era la Ciga.

Ancora con questa storia dei cinque stelle?

Sicuro?

Questo oggi non c’è?

Tutto qua?

«Se però ci sono trenta extracomunitari che urlano e disturbano, i vigili non si scomodano».

«Meno male. Al Bano ha girato il mondo e ha capito».

A Otranto, nel corso di un convegno sul turismo, era stato più misurato. «In Puglia manca il superlusso». Ora, dopo 48 ore di polemiche, Flavio Briatore rincara la dose: «Possiamo dirla tutta?»

«Funziona. Funziona. Io conosco almeno cinque persone importanti che sono state quest’anno a Borgo Egnazia per eventi, matrimoni, vacanze. E son cinque persone che spendono».

«La presidenza del Consiglio. Se il settore è fra i più importanti del Paese, allora se ne deve occupare Palazzo Chigi. Invece boccheggiamo».

Pessimista senza se?

«Ci vogliono le infrastrutture».

«Appunto. C’era, oggi è sparita».

«Ma no, se è per questo la situazione di Sanremo è identica. Invece dall’aeroporto di Nizza in un quarto d’ora si raggiungono Cannes o Montecarlo. È l’Italia che arranca».

 

E dai con la Puglia.

«Vada in Costa Azzurra. Ci saranno duecento hotel a cinque stelle, in Puglia c’è Borgo Egnazia e poco altro».

«No, non ci siamo capiti. M’invitano a Otranto, dove fra un anno prevedo di aprire una sede del Twiga, e dico quello che penso».

Ovvero?

«Senta, l’altro giorno a Otranto le spiagge erano vuote. Poche ore dopo ero a Mykonos, dove credo che aprirò un altro Twiga, e le spiagge erano piene. Ci sarà un motivo».

Briatore, vuol farsi lapidare?

Scusi, ma lei non salva niente. Punta il dito contro masserie e cascine, poi, come se non bastasse, mette nel mirino pure i musei e la cultura. Non sta esagerando?

«Intanto le regioni non possono procedere in ordine sparso. Ci dovrebbe essere un coordinamento a Roma. Il turismo è la nostra prima azienda, potrebbe garantirci almeno 6 o 7 punti di Pil in più e invece siamo al palo».

«Ma le pare possibile che uno debba scendere dall’aereo a Bari o a Brindisi e poi debba sorbirsi un’ora e mezzo di navetta per raggiungere le località più gettonate?».

«Eh no, nel corso di quella tavola rotonda i politici si sono lamentati perché in Puglia, e io aggiungerei in tutto il Sud e forse in mezza Italia, c’è un movimento mordi e fuggi. E i turisti, pensi un po’, buttano le buste di plastica fra gli ulivi».

E allora?

«Se nel Salento vogliono fare il salto di qualità e guadagnare di più, devono fare degli investimenti».

Investimenti?

Beh, c’è modo e modo. La cito: «I vostri alberghetti non servono, i ricchi vogliono hotel di lusso sul mare». Le pare soft?

E perché la Puglia e il Sud sarebbero in ritardo? E poi rispetto a chi?

«Ma che clima. Servono le infrastrutture, come i moli per gli yacht: la Francia ci bagna il naso. E ci vorrebbe una testa diversa. Se io al Twiga in Versilia alzo di un decibel la musica, anche al pomeriggio, immediatamente arrivano i vigili».

Ci mancherebbe.

«Al cento per cento».

Addirittura?

Come rimediare?

Il patron del “Billionaire” attacca ancora: dopo la Puglia nel mirino c’è Palazzo Chigi

«Per attrarre il turismo di qualità. Quello che spende, come ho detto, anche 10-20 mila euro al giorno».

Ammesso che funzioni.

«La cultura non basta. I turisti vanno a vedere le città d’arte quando piove. Negli altri giorni vogliono servizi impeccabili».

«Sembra impossibile, ma non esiste una compagnia di alberghi di lusso italiana. Abbiamo Roma, Firenze, non una marchio di alta gamma».

«No, anche i musei spesso sono chiusi. O fanno sciopero senza preavviso. Come al Colosseo e a Pompei. Purtroppo, l’Italia è tutta uguale».

Al Sud molto si è fatto in questi anni. Strade, ristoranti, enoteche.

Il clima?

 

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«Di questo e di altro si lamentavano i relatori a Otranto. Io ho solo puntualizzato l’ovvio».

Autore: Luca

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