Blackout? ECCO COME SOPRAVVIVERE

(Milano)ore 07:33:00 del 31/03/2017 - Categoria: , Tecnologia

Blackout? ECCO COME SOPRAVVIVERE

Tutto si spegne. Dipendenti come siamo dalla tecnologia non possiamo proprio permetterci di accendere le candele e aspettare pazienti. La connessione sparisce, la luce va via e inizia il conto alla rovescia. I minuti di carica delle batterie scendono e no

Tutto si spegne. Dipendenti come siamo dalla tecnologia non possiamo proprio permetterci di accendere le candele e aspettare pazienti. La connessione sparisce, la luce va via e inizia il conto alla rovescia. I minuti di carica delle batterie scendono e non abbiamo modo di farli risalire. I blackout, per fortuna, non sono frequenti. E proprio per questo ci colgono alla sprovvista.

Tablet, portatili, smartphone, smart tv, domotica. Per tenere tutto acceso ci vorrebbe un gruppo di continuità troppo costoso. Ma tra un investimento sproporzionato e la rassegnazione c’è una via di mezzo. Che ci permette di affrontare con tranquillità il tempo necessario al ripristino della corrente. Allora abbiamo ipotizzato di sopravvivere a un blackout di sei ore. E gli stessi consigli possono essere utili se siamo lontani da casa e non possiamo ricaricare i nostri dispositivi. Il primo consiglio è semplice buon senso: non appena perdiamo l’elettricità, chiamiamo senza esitare il nostro gestore. Qualcuno lo avrà già fatto? Possibile, ma i nostri vicini possono aver ragionato allo stesso modo. E in questi casi, ogni minuto prezioso. Perché i tecnici impiegano in media dai 20 ai 60 minuti per intervenire e, durante le ore serali, i tempi possono allungarsi ancora.

Poi è il momento di allungare la vita al telefono: è il nostro ponte di connessione verso il mondo esterno, che potrà servirci anche per condividere la connessione con altri dispositivi. Sfruttare al meglio ogni punto percentuale di batteria è fondamentale

Lo schermo è il componente che assorbe di più e allora riduciamo la luminosità al minimo indispensabile. Con i dispositivi Android troviamo quest’impostazione aprendo la barra di stato (trascinando il dito dall’estremità superiore del display verso il basso), con iOs è il contrario (trasciniamo il dito dal basso verso l’alto). Poi passiamo alla modalità risparmio energetico, per «depotenziare» il processore. Con Android e iOs la procedura è identica: dal menu «impostazioni» scegliamo «batteria», con la Mela abbiamo una sola opzione; mentre con il sistema operativo Google possiamo selezionare vari profili, il più indicato è quello più conservativo. Se non ne abbiamo bisogno, spegniamo anche gps e bluetooth. Conviene essere prudenti, e non riattivare tutto quando la corrente sarà tornata. Nei minuti successivi al ritorno della luce, potrebbero esserci sbalzi e altri piccoli blackout. Aspettiamo circa mezz'ora, per esser sicuri che la rete elettrica sia di nuovo stabile.

Nella scelta di una batteria esterna, la prima caratteristica a cui guardare riguarda le porte usb: conviene che siano più di una (per collegare più device) e che una di queste sia da 2 ampere (che ci garantirà una carica più rapida). Poi, avere a disposizione una usb di tipo C è sempre un vantaggio: ci permetterà di caricare anche un portatile di ultima generazione. E poi c’è la questione della capacità: si esprime in milliampere/ora (mAh) ed è l'unità di misura dell'autonomia. Ma è un dato che può trarre in inganno. Perché tutto dipende dalla qualità degli accumulatori: molti modelli economici dichiarano numeri esorbitanti ma, durante l’utilizzo, offrono una carica inferiore alle aspettative. E, poiché la capacità è proporzionale ai grammi, potremmo aver acquistato un oggetto pesante come fermaporte che si scaricherà molto presto. Allora conviene affidarsi alle marche più note che, per qualche euro in più, ci daranno più sicurezza. E una maggiore durata nel tempo. Durante i blackout, poi, è importante non essere precipitosi ed evitare di collegare al power bank tablet, hard disk o torce prima di aver portato la carica del telefono almeno al 50 per cento

Come abbiamo accennato, subito dopo il ritorno della corrente, conviene avere pazienza, e aspettare almeno mezz’ora prima di ricollegare tutto. È un consiglio che rimane valido anche se abbiamo acquistato una ciabatta con una protezione per le sovratensioni o un gruppo di continuità: le prime ci mettono al sicuro solo per una piccola parte delle variazioni di corrente, i secondi non entrano in azione immediatamente, possono lasciar passare la corrente sporca e causare comunque danni. Dopotutto i gruppi di continuità casalinghi (di tipo «offline» o «line intercative») servono per avere il tempo salvare e spegnere i dispositivi. Possiamo star tranquilli solo se abbiamo acquistato un’unità di tipo «online»: perché ha un doppio circuito che filtra sempre la corrente in ingresso. Però il prezzo di queste unità è molto elevato.

Da: QUI

Autore: Gregorio

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