Anteprima Tacoma

(Torino)ore 10:33:00 del 06/08/2017 - Categoria: , Videogames

Anteprima Tacoma

Lungamente atteso, Tacoma è il secondo progetto della software house americana, che affronta con una certa scioltezza due-tre tematiche di un certo peso, spesso e volentieri rovesciando i luoghi comuni che le circondano.

Superarsi dopo un progetto discusso quanto di successo quale Gone Home sarebbe un’impresa ardua per chiunque. Per provare a farlo, Fullbright ha alzato l’asticella delle ambizioni, certo rischiando di incappare nel flop ma mantenendo quelle caratteristiche che tanti videogiocatori aveva catturato l’opera prima pian piano arrivata sulle principali piattaforme. Allora, com’è questo Tacoma?

Lungamente atteso, Tacoma è il secondo progetto della software house americana, che affronta con una certa scioltezza due-tre tematiche di un certo peso, spesso e volentieri rovesciando i luoghi comuni che le circondano. Togliamoci subito il dente, intanto: sì, anche questo dura due ore, come fu per Gone Home. Il prezzo è giusto? Considerando il ragionamento dell’utente medio, no. Considerando le logiche odierne del pricing, sì. Spenderete €19,99 e vi ritroverete in un prodotto, ok, limitato in termini spazio temporali ma con una scrittura che trasuda talento e la voglia di metterla al servizio di qualcosa di inusuale per il mezzo videoludico. Per il genere dei walking simulator dal taglio investigativo, ci siamo eccome.

Nei panni di Amy Ferrier dovrete portare a termine il lavoro per cui siete stati messi sotto contratto: imbarcarvi all'interno della stazione spaziale deserta chiamata Tacoma e recuperare ODIN, l'intelligenza artificiale della Venturis Corporation che giace al suo interno. In attesa che i file vengano trasferiti, Amy si imbatte nelle registrazioni dell'equipaggio e in diversi dettagli che le riveleranno cosa è davvero accaduto lì dentro.


Essendo Tacoma un'avventura unicamente basata sulla storia, pressoché scevra di importanti elementi di gameplay, senza puzzle e senza combattimenti, era lecito aspettarsi grande attenzione per quanto riguarda la sceneggiatura. Fullbright ha certamente svolto un ottimo lavoro in tal senso, eppure si avverte una sensazione di distacco mentre davanti ai nostri occhi si dispiegano - attraverso degli ologrammi e degli elementi a realtà aumentata - le vicende narrate. Non è tanto l'assenza di un ambiente familiare a creare questa barriera, ma è più una questione prospettica che tende a lasciar osservare (quasi stalkerare) le diverse personalità che si trovavano su Tacoma, rendendole tutto sommato estranee e lontane. I ritmi e gli escamotage per suddividere idealmente in scaglioni la trama sono buoni, mentre la struttura attraverso cui letteralmente si "naviga" tra le informazioni è un po' debole e mostra il fianco a una ripetitività parzialmente scongiurata dalla brevità dei dialoghi. Se non altro, il giocatore ha l'assoluto controllo su ciò che viene raccontato: ha la possibilità di sbloccare le sequenze audiovisive e di riavvolgerle o mandarle avanti a piacimento, mettendole anche in pausa quando i "fantasmi" dell'equipaggio permettono l'interazione coi pannelli a realtà aumentata che recano con sé. Quando ciò avviene, Tacoma mostra forse la sua parte migliore: approfondisce ulteriormente le diverse personalità dell'equipaggio, vi lascia conoscere la loro umanità, le preferenze, le preoccupazioni di tutti i giorni, le loro storie. E lo fa con incredibile naturalezza, mettendo in luce delle routine che in fondo appartengono a tutti, che possono essere comprese poiché non si appoggiano agli stereotipi che abbiamo sempre visto nei videogiochi. Gli uomini e le donne che si trovavano dentro la Tacoma sono credibili e reali, nonostante per tutto il gioco vedrete solo le proiezioni stilizzate dei loro corpi.


Quando interagirete coi pannelli, dicevamo, potrete accedere a molte loro informazioni personali, come scambi di battute attraverso una chat o via mail. Diversi file sono corrotti e danneggiati, pertanto non c'è mai il rischio di trovarsi davanti a dei muri testuali che annoierebbero persino i più strenui difensori delle avventure narrative, né esiste la necessità di leggere davvero tutto per far avanzare il gioco. Tuttavia diventa essenziale se si vuole avere un quadro completo e approfondito della vicenda.
Quale destino?
Vicenda che tra l'altro svela troppo presto le informazioni più di rilievo, spegnendo di fatto la fiamma della curiosità che avvampava con ardore quando si giocava a Gone Home, che al contrario di Tacoma sapeva bene come costruire il climax e coinvolgere fino alla fine. Tacoma però dà più strumenti al giocatore affinché possa scoprire il magnifico lavoro che Fullbright ha fatto sui personaggi: lo fa introdurre nelle loro camere e lo immerge in un contesto credibile, gli fa osservare le loro foto, le loro abitudini, il modo di esprimersi e, soprattutto, gli fa conoscere le dinamiche di vita quotidiana che intercorrevano tra i membri dell'equipaggio poco prima che avvenisse il disastro. 
L'interazione del giocatore è dunque finalizzata al controllo e alla scoperta della trama e non è una sorpresa che Fullbright abbia voluto portare avanti una tradizione nata con Gone Home. Al di là dell'esplorazione e dell'inserimento di qualche codice numerico per sbloccare degli armadietti, Tacoma offre in definitiva quella che potrebbe essere definita una novella interattiva. La progressione è lineare ma le diverse sezioni allestite consentono uno spazio di manovra sufficiente per decidere quanto a fondo si vuole scavare nel passato della nave. 
Il punto è che il gioco ha qualche problema con gli spazi non utilizzati e che molti dei dettagli che farete emergere non aggiungeranno davvero nulla alla trama, pertanto se vorrete sapere vita, morte e miracoli dell'equipaggio e arrivare dunque attorno alle cinque ore di gioco, sarà tutta una questione di curiosità personale. Oltretutto, un'eventuale e ossessiva ricerca non potrà salvarvi dal reperire diversi oggetti spazzatura.
Tacoma offre però una storia davvero solida e con un finale in grado di stuzzicarvi, raccontando in maniera molto franca dei problemi che ci coinvolgeranno inevitabilmente nel prossimo futuro, dando corpo all'idea di fondo di alcune grandi corporazioni che avranno un controllo impressionante sui propri utenti. Ma senza esasperare i toni.
Sebbene tecnicamente rimanga in tutto e per tutto un titolo indipendente, con tutte le limitazioni del caso, Tacoma dimostra di avere grande attenzione per i dettagli e per il mondo di gioco, modellato in maniera egregia per farvi sentire davvero all'interno di un luogo che nella vostra vita, con ogni probabilità, non visiterete mai.

Autore: Gerardo

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