Anteprima Divinity Original Sin II

(Cagliari)ore 10:03:00 del 30/09/2017 - Categoria: , Videogames

Anteprima Divinity Original Sin II

Divinity: Original Sin 2 ci ha impegnati (e rapiti) come pochi altri RPG erano mai riusciti a fare prima d'ora, facendoci sputare sangue ad ogni incontro casuale preso sotto gamba, oppure inchiodandoci davanti anche al più semplice dei dialoghi a scelta m

È notte fonda, e abbiamo appena appeso la nostra spada al chiodo. Il counter in-game segna solo una manciata di giorni, ma a noi sembrano passati almeno dieci anni. È stata un'odissea, una carovana interminabile di eventi, eppure ancora riusciamo a ricordarci perfettamente tutti i luoghi, le facce e le decisioni azzardate del nostro viaggio. Abbiamo campeggiato, combattuto craftato e saccheggiato in giro per Rivellon senza sosta, per più di 120 ore, ma siamo certi che là fuori ci sia ancora molto da scoprire. Forse, non ce andremo mai veramente dalla Reaper's coast, forse, alla fine decideremo di ristrutturare una di quelle fattorie diroccate su a Paradise Falls, e ci stabiliremo lì. Finché non avremo dissotterrato ogni cassa. Finché non avremo aperto ogni porta.
Divinity: Original Sin 2 ci ha impegnati (e rapiti) come pochi altri RPG erano mai riusciti a fare prima d'ora, facendoci sputare sangue ad ogni incontro casuale preso sotto gamba, oppure inchiodandoci davanti anche al più semplice dei dialoghi a scelta multipla, lasciandoci le chiavi di un mondo enorme e imprevedibile. Senza limiti o costrizioni. Come un bambino, libero di prendere (e di rompere) ciò che vuole dagli scaffali di un immenso negozio di giocattoli.


Quasi tre anni di lavoro sono serviti a creare un titolo maestoso, una meraviglia che per molti (noi compresi), verrà ricordata come il miglior cRPG di tutti i tempi; fedele ai canoni immortali del pen & paper, ed allo stesso tempo moderno, fresco e innovativo. Durante il nostro viaggio abbiamo incontrato qualche difetto, qualche bug, eppure la fame autentica con cui abbiamo divorato il gioco, in tutte le sue sfumature, è riuscita a spazzare via le incertezze, convincendoci fermamente del nostro giudizio. Il cammino del Godwoken, comunque, non è per tutti; vuoi per la difficoltà elevata, l'impegno richiesto o per la traduzione che tarderà ad arrivare, sappiamo che saranno in molti a passare il turno. Una cosa però è certa: Original Sin 2 è un'istituzione per il suo genere, un'icona sacra da appendere al muro, realizzata con la dedizione propria solo del miglior artigianato videoludico...

Tutto questo fa di Divinity: Original Sin II un gioco in grado di mettersi completamente al servizio del giocatore più appassionato dandogli piena libertà creativa circa la definizione del proprio ruolo attraverso una serie pressoché illimitata di possibilità dispiegate fin dagli inizi. I sistemi di sviluppo del proprio personaggio, la gestione meticolosa degli skills tree, l'interazione tra i membri del party e con la moltitudine di NPC che incontreremo durante il percorso sono solo alcuni dei tasselli che andranno a comporre un'esperienza sempre più complessa e in grado di mettere a dura prova anche il giocatore più esperto.

Trova la tua strada

Inutile negare che Divinity: Original Sin II continua a rappresentare un titolo rivolto soprattutto agli amanti dei vecchi ed impegnativi RPG, puntando in primis a porsi come il miglior esempio di quella vecchia accezione di gioco di ruolo fatta di numeri, statistiche e calcoli precisi. Certo, le numerose meccaniche proposte riescono a fondersi magistralmente in un unicum del tutto peculiare, ma un'impostazione così articolata non poteva prescindere, ad esempio, da un'interfaccia intricata che, pur prestandosi perfettamente alle necessità del titolo, potrebbe risultare ostica ai neofiti del genere. Sperimentare sarà la parola d'ordine di tutta l'avventura. Maggiore sarà la volontà di esplorare ogni singola sfaccettatura del titolo, più grande sarà la soddisfazione ottenibile dai propri sforzi. Un'impostazione del gameplay che lascia ampio spazio all'imprevedibilità e con essa alla possibilità di fallire in caso di mosse azzardate o superficiali, dentro e fuori dal combattimento

Il titolo di Larian Studios vi metterà alla prova anche nella più banale della situazioni, rompendo il paradigma tipico della maggior parte dei titoli secondo il quale debba necessariamente esserci un'unica soluzione giusta per proseguire il proprio cammino. Si tratta di qualcosa riscontrabile, ad esempio, a partire dal sistema di interazione con gli altri NPC presenti nel mondo di gioco con i quali sarà possibile dialogare attraverso un sistema a scelta multipla reso più profondo e versatile rispetto al primo Divinity, oltre che maggiormente legato al background e alla storia in evoluzione di ciascuno dei membri del party. Ogni decisione presa durante la partita avrà inevitabili ripercussioni sul corso dell'avventura. Uccidere un NPC che avrebbe potuto darvi una quest importante in seguito, curare le ferite di qualcuno che sarà poi pronto a ringraziarvi: ogni mossa porterà a delle conseguenze. La stessa scelta di un qualcosa che potrebbe a prima vista sembrare banale, come lo strumento musicale preferito dal vostro personaggio, inciderà in maniera significativa sulla sull'esperienza di gioco modificandone, ad esempio, la colonna sonora. Divinity: Original Sin II sarà sempre un passo davanti al giocatore, pronto a rielaborare il suo multiforme mondo di gioco in base allo scorrere degli eventi.

Autore: Gregorio

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