Allergia al polline di maggio? Ecco i migliori rimedi!

(Palermo)ore 12:01:00 del 22/05/2017 - Categoria: , Salute

Allergia al polline di maggio? Ecco i migliori rimedi!

L’allergia è una reazione immunitaria verso una sostanza esterna, in questo caso verso il polline, una polvere fine liberata dalle piante come parte del loro ciclo riproduttivo.

Le allergie stagionali, a graminacee ed altre piante, sono molto comuni e colpiscono fino a una persona su cinque; i sintomi più frequenti della cosiddetta febbre da fieno sono:

starnuti,

naso che cola,

prurito agli occhi e lacrimazione.

L’allergia è una reazione immunitaria verso una sostanza esterna, in questo caso verso il polline, una polvere fine liberata dalle piante come parte del loro ciclo riproduttivo. Contiene proteine che possono causare irritazione alle mucose di naso, occhi, gola e seni paranasali (piccole cavità riempite d’aria dietro alle spalle di zigomi e fronte).

Si può essere allergici a:

polline degli alberi, rilasciato in periodi specifici di fioritura che possono cambiare a seconda dell’albero o della pianta,

polline dell’erba, rilasciato soprattutto durante la fine della primavera e l’inizio dell’estate.

In molti casi i sintomi migliorano con il passare degli anni e fino alla metà dei pazienti notano un qualche miglioramento (ma solo nel 10-20% dei soggetti colpiti si assiste a una completa scomparsa dei sintomi).

Ad oggi non esiste una cura efficace nella totalità dei casi per risolvere definitivamente il problema, ma disponiamo di molti modi per gestire efficacemente il disturbo.

Evitare o ridurre l’esposizione ai pollini

Evitare l’esposizione alle sostanze che scatenano i sintomi è sicuramente il modo più sicuro per prevenire la comparsa di sintomi e disturbi, anche se purtroppo non è sempre possibile o semplice.

In casa:

Se possibile rimanere in casa quando la concentrazione del polline nell’aria è elevata (esistono numerosi siti e app per verificarlo).

Tenere le finestre e le porte chiuse in casa per evitare che gli allergeni entrino.

Evitare di tenere fiori freschi in casa.

Passare regolarmente l’aspirapolvere, preferibilmente utilizzando una macchina dotata di filtri specifici.

Rimuovere regolarmente la polvere dai mobili, spolverando con un panno umido che permetterà di raccogliere la polvere e il polline depositato.

Non fumare e non lasciare che altre persone fumino in casa. Il fumo (attivo e passivo) sono causa di irritazione del rivestimento mucoso di naso, occhi, gola e vie respiratorie in genere, peggiorando così i sintomi.

Usare un umidificatore in casa, soprattutto in caso di utilizzo dell’aria condizionata, per evitare un’aria troppo secca.

Se possibile evitare di stendere i panni fuori, per ridurre la quantità di polline che verrà trasportato in casa.

Sostituite la moquette con un pavimento in laminato o in altro materiale duro che non raccolga gli acari della polvere e altri allergeni, in particolare nella vostra camera da letto.

Tempo atmosferico e allergie

Il periodo dell’anno in cui si manifestano i sintomi dipende dai tipi di polline verso cui si manifesta l’allergia; gli alberi in genere rilasciano polline soprattutto da marzo ai primi di maggio, mentre l’erba da fine maggio ai primi di agosto. Alcune erbacce verso fine estate.

La stagione allergica può quindi durare da marzo a ottobre e, per i soggetti allergici a più tipi di polline, potrebbero rimanere solo 2-3 mesi invernali di sollievo.

In tutto questo la pioggia può influire in modo sensibile sui sintomi, perchè in grado di rimuovere dall’aria la quasi totalità dei pollini sospesi; inoltre nei giorni soleggiati le piante rilasciano più polline di quanto non avvenga nelle giornate piovose o anche solo nuvolose.

Gli allergeni vengono rilasciati soprattutto alla mattina presto, ma con l’aumento della temperatura vengono sollevate verso l’alto con l’aria calda, per poi tornare verso il basso nelle ore serali con la diminuzione della temperatura. Questo significa che i sintomi peggiorano soprattutto a mattino e sera.

In ultimo il vento: nelle zone in cui spira in modo più o meno costante una certa brezza (pensiamo per esempio alle città sul mare) in genere le concentrazioni nell’aria sono inferiori.

Da: QUI

Autore: Gerardo

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