Addio al trasporto merci su rotaia

(Cagliari)ore 10:43:00 del 25/10/2016 - Categoria: Cronaca, Denunce

Addio al trasporto merci su rotaia

In Italia appena il 9,9% dei prodotti viene caricato sui treni contro l'11,8% dell'Inghilterra, il 15,7% della Francia e il 21,4% della Germania.

Da una parte, dunque, il successo di treni moderni, veloci e con una offerta sempre più ampia e articolata che si muovono tra Salerno, Roma, Torino e Venezia (+13% dal 2010 al 2013, +7 sia nel 2014 che nel 2015), dall'altra la progressiva riduzione dei treni Intercity e dei collegamenti a lunga percorrenza (-19,7% dal 2010) nel resto di un Paese oramai sempre più diviso tra un servizio di serie A e uno di serie B.

 

IL TRASPORTO merci su rotaia è in via d'estinzione. In Italia appena il 9,9% dei prodotti viene caricato sui treni contro l'11,8% dell'Inghilterra, il 15,7% della Francia e il 21,4% della Germania. In Europa la media si aggira intorno al 17%. E' quanto si legge in uno studio dell'Eurostat divulgato dall'associazione Federmobilità, che per il 19 e 20 novembre ha organizzato a Roma una 'due-giornì dal titolo "Mercintreno" presso la sede del Cnel a Villa Borghese. 

Nel 2007 il traffico combinato si trovava agli stessi livelli del 2002; per gli ultimi due anni non si hanno dati ufficiali, ma il trend è in calo. Mentre la quantità di merce movimentata sui binari sfiora a fatica il 10%, quella trasportata sui camion - che si avventura su autostrade tipo l'A3 Salerno-Reggio Calabria - supera il 60% (Conto nazionale dei Trasporti 2009). Stando invece allo studio di Eurostat i tir vincono addirittura al 90%. Alfredo Peri, presidente di Federmobilità e assessore ai Trasporti dell'Emilia-Romagna, non usa mezzi termini: "L'emergenza ambientale impone una forte riflessione sulle politiche fin qui adottate in tema di trasporto ferroviario delle merci. La liberalizzazione non ha sviluppato un vero mercato dei servizi ferroviari né aumentato il volume delle merci trasportate". 

Negli ultimi anni, le politiche a favore della modalità ferroviaria sono state discontinue, oggi persino inesistenti. "In Italia non si è fatto e non si fa nulla" sostiene Edoardo Zanchini, responsabile trasporti di Legambiente. "La Francia ha invece intenzione di investire sulle merci per ferrovia, tanto che alcuni treni Tgv sono stati appositamente adibiti per garantire alle derrate stesse viaggi rapidi ed efficienti. Da noi il ministero dei Trasporti ha delegato tutto alle Ferrovie, per le quali però i treni merci rappresentano un buco nero". Eppure, all'inizio del 2008, il Gruppo Fs ha creato con Poste Italiane una società, Italia Logistica, dedicata al trasporto merci su rotaia con consegna 'fino all'ultimo miglio', cioè direttamente al dettaglio e in modo capillare. La società, attiva su tutta la rete nazionale, effettua 12 treni la settimana per un totale di 7.200 tonnellate di prodotti (anche derrate alimentari).

 


Sui binari italiani comunque, le merci non hanno vita facile. Nel 2009 Confindustria di Catanzaro e il sindacato Fit-Cisl di Messina hanno denunciato l'esclusione di alcuni terminali di carico di Calabria e Sicilia dalla rete di Trenitalia Cargo. L'azienda ha risposto che la contrazione della domanda di trasporto e lo sfruttamento razionale dei fondi pubblici impongono di evitare gli sprechi laddove non c'è ritorno economico. Così facendo però in Sicilia vengono a mancare circa 300 posti di lavoro (anche sull'altra sponda qualche ferroviere deve rinunciare alla giornata per cancellazione del proprio treno merci). 
Nel nostro Paese la maggior parte delle aziende ferroviarie private, molte delle quali acquistate da big europei, concentrano la loro attività nelle regioni settentrionali, sulle direttrici nord-sud, come Sbb Cargo Italy o Rail Traction Company. Secondo il direttore di Federmobilità Annita Serìo "il quadro normativo comunitario ha reso possibile lo sviluppo di un mercato interno, favorendo la creazione di nuove imprese, ma evidentemente si tratta ancora di un mercato non competitivo con la gomma, che attrae poco gli investimenti privati, ingessato da un contesto di servizi e infrastrutture insufficienti". 
MercinTreno si articolerà in un convegno introduttivo e in cinque incontri-seminari. Il primo, il 19 novembre, farà il punto sulle infrastrutture ferroviarie, il secondo si concentrerà sulla gestione dei servizi. Nella giornata del 20 novembre si parlerà invece della pianificazione istituzionale per lo sviluppo di un sistema integrato per il trasporto ferroviario delle merci, delle strategie per avvicinare le merci alla ferrovia e sulle società ferroviarie regionali. Verrà inoltre aperto uno Spazio Bacheca dove gli espositori potranno mostrare le loro iniziative. Infine, il Forum sarà anche virtuale: è già attivo il profilo MercinTreno su Facebook, una piazza virtuale dove commentare notizie e novità dal mondo del trasporto ferroviario delle merci. I comunicati stampa e le comunicazioni dal Forum saranno diffuse anche su Twitter. 

Autore: Luca

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