Addio agli orsi polari: rimasti solo 9mila esemplari

(Roma)ore 09:43:00 del 14/12/2016 - Categoria: , Ambiente, Denunce

Addio agli orsi polari: rimasti solo 9mila esemplari

C'è un allarme, documentato da un'ampia ricerca della Royal Society Biology Letters, la prima basata su proiezioni e dati degli ultimi trent'anni, che indica uno scenario spaventoso: nei prossimi 35-40 anni un terzo degli orsi polari presenti oggi nel mon

SOLTANTO 9mila esemplari. C'è un allarme, documentato da un'ampia ricerca della Royal Society Biology Letters, la prima basata su proiezioni e dati degli ultimi trent'anni, che indica uno scenario spaventoso: nei prossimi 35-40 anni un terzo degli orsi polari presenti oggi nel mondo potrebbe scomparire. La causa è quella sempre più lampante del cambiamento climatico, con l'innalzamento delle temperature, accompagnato dai gas serra che imprigionano il calore, che scioglie i ghiacci a velocità sorprendente.

Oggi l'orso polare, l'"ursus maritimus", è considerato dall l'Unione mondiale per la Conservazione della Natura (Iucn) nella categoria degli animali "vulnerabili" ma i risultati della ricerca indicano come presto potrebbe rientrare fra quelli "in pericolo".

 

Si calcola che attualmente gli esemplari di orso bianco, che vive nell'Artide fra Canada (qui il 60%), Alaska, Russia, Groelandia e Norvegia, siano circa 26mila. Il numero - se continuerà l'andamento attuale dello scioglimento - intorno al 2050 potrebbe scendere appunto a 9mila.

L'orso ha infatti bisogno della coltre di ghiaccio marino per poter muoversi e cacciare le sue prede, in particolare le foche. Senza strati di ghiaccio resistenti al suo peso (può arrivare sino a 700 kg) questo mammifero non riesce a procurarsi cibo a sufficienza e a fare scorta. Un alto tasso di mortalità dei cuccioli è inoltre dovuto ai sempre più lunghi spostamenti - senza "terra ferma" - da effettuare a nuoto: i piccoli spesso annegano. A questo si aggiungono casi di sterilità fra i maschi dovuti alla presenza di sostanze tossiche accumulate in passato.


Secondo gli esperti della Royal Society, ci vorranno tre generazioni prima di vedere i numeri degli esemplari calare così drasticamente. Gli scienziati hanno suddiviso e osservato 19 diversi sotto gruppi di orsi due dei quali stanno già sperimentando sulla loro pelle il declino legato allo scioglimento. Oltre alla morte, sono stati riscontrati segni di "stress nutrizionale" elevato e una "ridotta capacità riproduttiva" secondo gli autori dello studio.

Un'analisi che spaventa ancor di più osservando i dati di quest'anno. Il 2016 si avvia infatti a diventare forse l'anno "più caldo della storia", al Polo Nord si registrano temperature anche di 20° gradi sopra alla media e secondo il National Snow and Ice Data Center (NSIDC) negli ultimi mesi si è assistito ad uno scioglimento della coltre di ghiaccio (fra Artico ed Antartico) pari a una superficie grande come l'intera India, motivo per cui si è parlato di "punto di non ritorno" se non si interverrà prima. 

Per poter affermare che l'orso bianco è in serio pericolo i ricercatori hanno incrociato i dati generazionali dell'animale con le proiezioni, fornite dallo studio dei dati satellitari, sullo scioglimento dei ghiaccio marini e composto tre diversi scenari. Le simulazioni al computer e la media dei tre scenari hanno tracciato una rotta inequivocabile: andando avanti così nel giro di tre generazioni l'orso - oggi simbolo della lotta al riscaldamento globale -  sarà concretamente a rischio sopravvivenza. La probabilità che questo avvenga è del 70% secondo la ricerca.
E' quello che potenzialmente potrebbe succedere, dato che sono proiezioni - precisa Eric Regehr, scienziato a guida del team di ricerca - e l'unica speranza che abbiamo per salvare gli orsi è data dal contrasto al cambiamento climatico che sta modificando il loro habitat".

A inizio anno uno studio della University of Delaweare ha sottolineato come lo stesso allarme stia coinvolgendo anche i pinguini la cui popolazione potrebbe calare del 60% entro la fine del secolo. 

"Ci sono alcune cose davvero folli in corso" ha detto Mark Serreze, direttore del US National Snow and Ice Data Center, commentando l'insolito innalzamento delle temperature di novembre e dicembre nei poli. E a pagare questa follia saranno per primi proprio gli animali che vivono fra Artide e Antartide.

http://www.repubblica.it/ambiente/2016/12/09/news/orsi_polari_ridotti_di_un_terzo_in_35_anni-153782031/

Autore: Carmine

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