Aborto: cosa conoscere

NAPOLI ore 16:25:00 del 14/04/2016 - Categoria: Denunce, Sociale - Aborto

Aborto: cosa conoscere

Lo Stato si fa così complice di assassinio. La Legge influisce sulle coscienze, specialmente della massa del popolo, specialmente dei giovani. La Legge ha un alto scopo pedagogico. La Legge è una luce, è un punto di riferimento, è un modello di comportame

MENTALITA’ ABORTISTA Una volta introdotto per Legge, l’aborto, il numero complessivo degli aborti non diminuisce, ma aumenta. Permangono quelli clandestini e si aggiungono quelli legali. Infatti la Legge permissiva dell’aborto suona come un invito ad abortire, crea la mentalità dell’aborto. É infine da notare la differenza che corre fra la «sopportazione» della prostituzione, del concubinato ecc… e la legalizzazione dell’aborto. Nel caso dell’aborto, lo Stato non soltanto «sopporta» e si astiene dal punire, ma positivamente offre la sua collaborazione per uccidere la piccola vita innocente. Lo Stato offre le sue cliniche, offre i suoi chirurghi allo scopo di uccidere. Lo Stato si fa così complice di assassinio. La Legge influisce sulle coscienze, specialmente della massa del popolo, specialmente dei giovani. La Legge ha un alto scopo pedagogico. La Legge è una luce, è un punto di riferimento, è un modello di comportamento. Ed è un invito, è un’esortazione ad agire con senso morale. Così dopo aver creato artificiosamente la «mentalità abortistica», oggi si vuole imporre a tutti i costi la mentalità omosessualista, “gay è bello, gay è naturale, gay è trendy”.  É un fatto psicologico ammesso da tutti gli studiosi: dalla permissione legale insensibilmente e fatalmente, si passa al permissivismo morale e il costume decade. Quando poi il costume è decaduto, alcuni generosi rimarranno fedeli, ma la massa viene travolta. Pertanto, la Legge non può ammettere la liceità dell’aborto. Primo effetto dell’aborto legalizzato: aumento pauroso degli aborti legali, dai 23.641 del 1968 si sale ai 169.362 del 1973: AUMENTO del 730%. Secondo effetto: grande aumento ANCHE degli aborti clandestini, forse un 300.000, praticati come dicevano le femministe per lo più da “persone non qualificate”. Per uno o altro motivo non si può o non si stima opportuno ricorrere all’aborto legale? Si ricorre a quello clandestino. Così, di anno in anno aumentano gli uni e aumentano gli altri, e le coscienze, specialmente nelle nuove generazioni, fanno il callo al delitto di sopprimere una vita umana. Il più grave genocidio ai danni dell’uManità. Solo in Italia si continua a sterminare in media un bambino su 4, quella ricchezza: quella futura forza lavoro che il sistema ha deciso rimpiazzare con gli Immigrati e portare così a compimento il  Piano Kalergi.

IL COMPLOTTISMO DI CHI TEMEVA L’ ABORTO E L’EUTANASIA DOPO LA LEGGE SUL DIVORZIO Quando i cattolici “complottisti” nel 1970 combattevano in difesa del matrimonio indissolubile contro il divorzio, ammonivano che il divorzio sarebbe stato solo un primo passo verso un permissivismo legale sempre più aggressivo e allettante, avvertivano che dopo il divorzio sarebbe venuto l’aborto, poi la liberalizzazione della droga, poi l’eutanasia, cioè la soppressione indolore di persone sofferenti, inguaribili o «inutili». Chi parlava così era tacciato di complottismo, un po come capita a quelli che oggi avvertono che i matrimoni e le adozioni gay spalancheranno le porte alla pedofilia, -in realtà ciò è molto più che un timore, dato che le disposizioni che ci arrivano dai nostri superiori europei impongono di rimuovere il limite di età per i rapporti sessuali tra adulti e bambini- (dal sito ufficiale delle Pari Opportunità, art.18) e in seguito anche alla legalizzazione dell’incesto sulla quale in USA sono già scesi in campo psicologi e lobby in difesa di questo che loro chiamano “una variante naturale della sessualità umana” (clicca qui)Ebbene, il divorzio fu approvato il 1º dicembre 1970 e, puntualmente, dopo sei mesi precisi, il 18 giugno 1971, veniva presentata al Senato da un gruppo di senatori del Partito Socialista Italiano la Proposta di Legge per legalizzare l’aborto. Alla fine si scoprì che avevano ragione i “complottisti” .

Il “cattolico scout” Matteo Renzi che nel non lontano 2007 partecipò al Family Day, (clicca qui) ma che oggi non sta nella pelle dalla fretta di favorire le unioni contro natura e gli uteri in affitto, con l’appoggio di Angelino Alfano -ministro dell’interno in un governo di sinistra, ma fondatore allo stesso tempo di un partito chiamato “Nuovo Centro Destra” – ci fa inevitabilmente venire in mente i “cattolici” del 78: Giulio Andreotti, Tina Anselmi, Giovanni Leone, ecc, moderni eredi del cattolicesimo liberale – sempre pronto al compromesso e al tradimento – quelli che firmarono di loro pugno la Legge dell’aborto pur di non perdere la poltrona… Purtroppo, come tutto nel nostro Paese, anche la questione dell’aborto fu vista da chi si proclamava «cristiano» come una battaglia puramente politica, prova ne è che dopo la sconfitta subita alle urne nel 1978 questi sedicenti «cristiani» (che dopo qualche mese perdettero comunque). Allo stesso modo possiamo star certi che a nulla servirà a Renzi questa linea di accondiscendenza per accattivarsi le simpatie degli oligarchi USA/UE. Come disse Licio Gelli nella sua ultima intervista riferendosi all’attuale premier: “Renzi? Non è un personaggio destinato a durare a lungo”. Di ciò ne siamo convinti anche noi. (intervista)

Tra i vari temi che si toccano nei siti che trattano di Massoneria e Nuovo Ordine Mondiale: false flag, Ogm, capitalismo ecc raramente mi capita di leggere articoli e documentazioni che affrontano il tragico tema dell’aborto anche da parte di chi si oppone (o dice di opporsi) all’èlitarsimo; l’aborto è un argomento molto evitato e snobbato benchè rappresenti la vera e propria anima del mondialismo: un’arma essenziale per l’èlite di cui se ne serve per duplici motivi. Per carità, anche gli altri allarmi su cui si concentrano i siti anti-NWO sono argomenti seri e importanti, che meritano di essere portati alla luce, ma a ben vedere bisognerebbe chiedersi se gli Illuminati disporrebbero di tale potere ed energia su scala globale se gli uomini decidessero di agire rettamente e moralmente rigettando gli ideali aberranti contro natura e contro coscienza promossi dagli stessi. Come ripeteva spesso Padre Pio:

Eppure questo crimine rivendicato come conquista sociale è il realtà il vero ponte tra il mondo e i tentacoli della tanto pianificata Repubblica Universale. Pensare che solo attraverso la fecondità e la famiglia, – sfuggendo agli ideali materialistici e goderecci proposti dalla società evangelizzatrice di un religioso NULLA- si potrebbe creare un forte bastione contro i piani degli Illuminati, piani  che si stanno concretizzando anche grazie all’adesione persino di alcuni “cattolici” alle campagne contro la “sovrappopolazione” che minerebbe il benessere del popolo su scala mondiale, ma che in realtà -come abbiamo visto in un precendete articolo- la massiccia popolazione terrestre crea in realtà ricchezza alle Nazioni, ma crea un grave intralcio SOLO all’1% che detiene il 40% della ricchezza planetaria, ossia gli Illuminati. Di questa grave disinformazione il prezzo lo stanno pagando caro milioni di bambini mai nati. (clicca qui)

E’ lui a bloccare le mestruazioni della madre; è lui a determinare il suo compleanno, perché l’inizio delle contrazioni del parto risulta da una iniziativa unilaterale del feto, anche quando si dice che alla madre si sono rotte le acque in realtà sono le acque del bimbo. Biologicamente, è un fatto scientifico che durante la gravidanza ci sono due corpi diversi.Primariamente, c’è il corpo della donna. In secondo luogo, c’è un altro corpo: quello del bambino. L’evidenza che ci sono due corpi separati può essere dedotta dal fatto che molte donne hanno spesso in grembo figli maschi, e individui il cui gruppo sanguigno differisce dal loro. Da un punto di vista medico, è impossibile che un solo individuo abbia due gruppi sanguigni completamente diversi. Chiaramente si tratta di un altro corpo. Inoltre, il corpo della madre riconosce il feto come un corpo estraneo. Questo figlio verrebbe immediatamente rifiutato dal corpo della madre come «tessuto estraneo» se non fosse protetto dalla placenta che lo zigote inizia da solo a formare 72 ore dopo il suo impianto nell’utero. Il Dr. A. W. Liley, professore di ricerca in fisiologia fetale ad Auckland, in Nuova Zelanda, è noto come il «padre della fetologia», ha affermato: «Il feto non è passivo, dipendente, snervato o un fragile vegetale, come molti pensano, ma un giovane essere umano, dinamico, plastico, forte e in larga misura responsabile del suo ambiente e del proprio destino […]. In definitiva, il feto organizza la madre […] in modo che i le sostanze nutrienti vengano deviate per le necessità fetali […]. Durante tutta gravidanza è la madre, e non il feto, ad essere passiva e dipendente» .T. W. Hilgers-D. J. Horan, op. cit., pagg. 27, 32-33. Altro che «l’utero è mio e lo gestisco come voglio io», come dicono le femministe. Non solo ai fini religiosi, ma anche sociali, occorre educare tutti, ma specialmente i giovani, al vero senso dell’amore; al rispetto della dignità di ogni essere umano; a riscoprire nella donna non «la femmina»,ma un essere meraviglioso per la sua natura e il suo ruolo nella vita, nella famiglia e nella società. Occorre che i giovani tornino a vedere nella vera luce il matrimonio e la famiglia, realtà tra le più stupende e sante per l’essere umano; tornino a rivalutare la coscienza e a sentire profondo il senso della «sacralità della vita», di ogni vita.

Da: https://newsinfoalternativa.wordpress.com/2016/02/24/laborto-diritto-per-le-donne-no-delitto-a-beneficio-dellelite/

Recentemente, una lettrice, imbarazzata dalle foto, di bambini sterminati nel seno materno -definite raccapriccianti- che questo sito pubblica nonostante la loro crudezza, sdegnata e imbarazzata dall’eccessivo risalto (eccessivo secondo lei) che questo blog ha dato al crimine dell’aborto cerca in qualche modo di giustificarlo utilizzando inutili sofismi del tipo  “E’ comprensibile che le donne abortiscano dopo aver subito uno stupro”. Peccato che gli aborti volontari eseguiti in seguito a tali tragici eventi rapprensentino semplicemente una piccolissima percentuale: meno del 5% sommati tra l’altro a quelli eseguiti per gravi complicazioni o handicap del feto, -anche se nemmeno questi costituiscono una motivazione al ricorso dell’omicidio di un innocente-. Alla lettrice vorrei chiedere per quale motivo lei e il partito che sostiene, difendono a spada tratta ideali tipo amnistia per i detenuti, abolizione della pena di morte e altri falsi pietismi di questo tipo, quando sarebbe più onesto e ovvio chiedere pene severe per chi commette uno stupro, mentre la società del politically correctchiede invece l’amnistia per il suo perpetratore e l’uccisione dell’innocente che suo malgrado si è ritrovato in questo mondo. Non ho mai ricevuto una risposta valida a tale interrogativo, solo scappatoie e risposte vaghe fuoritema, e nemmeno si spiega perchè sono le foto ad essere definite “raccapriccianti” e non il crimine stesso dell’aborto. Infatti come vedremo l’olocausto silenzioso di milioni di innocenti continua ad essere eseguito senza che nessuno metta in luce le estreme contraddizioni dei sostenitori dell’aborto, glissando sulla tragicità di questo evento che non solo provoca l’uccisione del bimbo, e il collasso psicologico e spesso anche ingenti danni fisici per la madre, -anche se eseguito dai migliori professionisti-, ma anche una spirale infinita di maledizione al mondo intero.

“Basterebbe un giorno senza nessun aborto e Dio concederebbe la pace al mondo fino al termine dei giorni”

Il risultato della sua legalizzazione? Ecco un dato parziale: nella sola Italia, dal 1978 al 1995, invece di diminuire grazie all’introduzione della Legge nº 194, gli «aborti terapeutici» hanno superato i 4milioni, con una media di poco inferiore ai duecentomila all’anno, e un rapporto annuo che è di un aborto per ogni tre o quattro nati vivi. Dal giorno della sua legalizzazione, quel maledetto 22 Maggio del 78 (a soli 13 giorni dal sequestro di Aldo Moro, 9 Maggio 78) ad oggi gli aborti si sono moltiplicati del 730%! Sarà un caso che dopo aver accolto questa spirale di maledizione -spacciata come progresso- l’Italia abbia cominciato ad affondare inesorabilmente, per arrivare oggi a sprofondare completamente nelle fauci degli oligarchi USA/UE?

DA ANDREOTTI A RENZI QUANDO IL FASCINO DELLA POLTRONA NON CONSENTE SAGGE DECISIONI

UNA CREATURA VIVA E UNICA L’aborto, il massacro dei nascituri, non è una scelta privata, ma un crimine privato che grida vendetta davanti a Dio e agli uomini, reclamando giustizia. Come sarebbe assurdo tollerare che certi genitori commettano abusi sessuali sui loro figli, col pretesto che si tratta di una faccenda privata che avviene all’interno della famiglia. Gli abortisti in genere considerano il feto «una parte del corpo della madre». Altri, sempre però presentando il problema come insignificante e marginale, parlano di «masserella genetica» ; altri – come Adriano Buzzati Traverso (1913-1983) – di «mucchietto di cellule». Il biologo Jacques Monod (1910-1976) parlò di «progetto» di persona. Progetto di persona? Quell’esserino è già quel che sarà da grande. Sarebbe la stessa cosa tra distruggere una casa e distruggere il progetto che l’architetto aveva disegnato sulla carta o sul computer? Il bambino è già quella casa sin dall’inizio. Sin da subito si presenta come un essere distinto e unico. Dal momento in cui un ovulo femminile è stato fecondato è venuto all’esistenza un nuovo piccolo essere, che è un essere umano, ben individuato e singolare, esattamente distinto non solo dal padre, come è naturale, ma anche dalla madre. Fin dal concepimento esso ha i caratteri specifici di individualità e di autonomia nella sua realtà profonda (è un individuo a sé stante, è qualcuno, è «lui»). Ha il suo specifico patrimonio genetico. Contiene in codice tutto il suo avvenire. Il piccolo essere, legato evidentemente alla mamma per il suo vivere (ma come nei primi giorni dopo il concepimento, così sempre, fino a un minuto prima del parto), è tuttavia assolutamente distinto dalla mamma. Dal momento in cui viene concepito, non riceve più dalla mamma né una cellula, né un tessuto, né una funzione, né un organo, né una goccia di sangue. La madre offre solo alimento all’essere che ha concepito e un terreno caldo e propizio per il suo sviluppo e la sua crescita.

Autore: Gerardo

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